Clima, Progetti e Avvenimenti – i Magici Giorni di Gennaio

Per alcuni partono dal 27 di Dicembre e vanno fino al 6 di Gennaio, per altri invece partono dal 1’ di Gennaio sino al 12. Sono i giorni della Calandra, così chiamati, in quanto, strumenti meteorologici dei contadini che ne sapevano sempre una in più.

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Secondo la mia tradizione si parte da inizio anno e si considerano quindi i primi dodici giorni del primo mese. Si considerano per quel che riguarda il clima, il famoso – che tempo che fa? -. Secondo gli agricoltori di un tempo, tra i quali sicuramente parecchi dei nostri nonni, il tempo che si notava durante una di quelle giornate equivaleva al mese corrispondente a quel numero.

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Ad esempio, il giorno 2 Gennaio, da me, in Liguria ha piovuto, e quindi il mese di Febbraio (mese numero 2 del nostro calendario), dovrebbe essere prevalentemente piovoso oppure molto umido.

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Il 3 era invece soleggiato, vale a dire che Marzo sarà soleggiato, e così via. E’ da qualche anno che controllo la Calandra e devo dire che ci azzecca parecchio. Meteorologia di un tempo.

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Non so nemmeno se la tale situazione abbia una spiegazione scientifica (penso proprio di no) in quanto ammetto di essere abbastanza ignorante in campo ma, grosso modo, come dicevo, non sbaglia. Ed è così bello rimanere figli delle nostre tradizioni e di quel tempo ormai sgombrato via dalla modernità. Occupandomi di questa simpatica curiosità della nostra cultura, mi sono imbattuta in un discorso però molto più ampio e questo grazie alla mia amica Milly,  autrice del fantasioso blog “I Colori del Vento” che mi ha messo un’arzilla pulce nell’orecchia. Ebbene ho scoperto che questi particolari giorni, oltre che ad essere unici nel loro genere, sono anche un po’ magici in quanto non trattano solo di clima ma molto di più. I nostri sogni ad esempio. Che sogni abbiamo fatto la notte del 3 Gennaio? E gli avvenimenti; cosa ci è accaduto il giorno 4? E ancora i messaggi.

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Abbiamo ricevuto qualche notizia speciale in questo periodo? Ci siamo sentiti particolarmente felici o particolarmente tristi? Abbiamo vissuto un malessere? Una gioia immensa? Insomma, tutto è come una specie di previsione. E non dobbiamo vivere l’eventuale situazione negativa come un qualcosa di brutto. Si tratta semplicemente di concetti giunti a noi per illuminarci e che ci danno quindi anche la possibilità di cambiare in meglio. Vi racconterò una cosa. E’ dall’inizio dell’anno che mi addormento molto tardi la notte e, al mattino, vorrei dormire tutto il giorno. E’ normale in realtà, viste le feste, Capodanno in primis, ho fatto le ore piccole e adesso ho preso un giro poco consono a me che sono abituata ad alzarmi presto al mattino e godere delle prime ore della giornata. Fin dal secondo giorno ho provato, senza riuscirci, a cambiare le cose, a riprendere il mio tran tran quotidiano. Approfittavo del sonno che percepivo per addormentarmi serenamente ma bastava un nonnulla, fosse anche solo quello di dovermi grattare una gamba, che rieccomi con gli occhi spalancati e la sensazione del sonno svanita in fumo. Desta come se fosse stato mezzodì. Che rabbia! Adoro la notte, la sua tranquillità, la sua pace, la sua Luna e le sue Stelle ma amo molto di più il Sole e quindi mi piace vivere le ore notturne solo raramente.

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Poi però ho capito una cosa, anzi, l’ho intuita. E’ stato proprio verso la fine del 2015 che continuavo a ripetermi nella testa mille e mille buoni propositi per l’anno che stava arrivando. Dovevo fare quello e quell’altro, avrei dovuto compiere e questo, e poi quello, mi sarei per prima cosa occupata di quell’altro ancora e così via. Tutto un insieme di fantastiche idee e grandi progetti che trotterellavano nella mia testa impazienti che giungesse l’atteso 2016. Dalla stessa notte di San Silvestro, ecco spalancarsi finalmente le porte di tutti i miei piani che, naturalmente, agitati e galoppanti, sono usciti tutti assieme. Guarda caso, non dormo. E dopo ore di posizione orizzontale, mi stanco, mi alzo e faccio qualcosa. Faccio, faccio, faccio, faccio. Un pozzo di cose da fare. Sarà bene ch’io mi dia una calmata ma è così grande l’entusiasmo! Perché frenarlo?! Quello che intendo dire è, che ciò che ho letto dapprima come cosa negativa, è in realtà quello che ho voluto io e che, a modo suo, si sta già realizzando dentro di me.

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Di negativo quindi, in realtà, non ha proprio nulla. Avevo anche chiesto all’Universo, il primo giorno dell’anno, di farmi divenire più attiva, ehm… si… sono un po’ pigrotta, lo ammetto, ma cavoli, non intendevo così tanto! Con l’Universo bisogna sempre specificare bene, guai a dimenticarsi anche solo una congiunzione! Ora si fa per ridere ma le cose sono realmente andate così. Sono sicura che, appena pianificherò più ordinatamente il tutto, oppure deciderò di riposare un attimo tranquilla, riuscirò anche a stabilire nuovamente le mie ore di sonno, calmando un po’ l’adrenalina che scorre in me. Vi farò sapere. Ora scusatemi ma… yaownnn! Vado a fare un riposino. Ah! E ovviamente Buona Befana a tutti!

Prosit!

Io Ti Perdono

Solo chi è libero da tutto e perfino da se stesso, possiede la libertà di amare tutti e di perdonare tutto. Per questo la libertà è il più grande traguardo della vita

(E. Caruso)

Ciao Prositiani, avete passato bene queste feste non ancora finite? Tra poco arriverà la cara, simpatica, vecchia Befana che chiuderà in bellezza questi giorni che ci hanno visto arricchire della presenza di parenti e amici, del piacere di fare regali e riceverli, dello stappare bottiglie di Spumante e tirare fuori la Tombola rintanata in un cassetto dall’anno precedente. Diciamo che questo è un po’ il classico. Per quel che riguarda lo scambio dei doni, quest’anno ho dovuto chiedere parecchio aiuto alla mia fantasia che fortunatamente non mi manca. Si perchè, in un’epoca dove alla maggior parte della nostra gente, non manca fortunatamente nulla, si fatica persino a trovare il pensiero più utile e grazioso. Ho lavorato molto quindi con le mani e con la mente. Modellini, foto, scritte sono state le cose che più mi hanno impegnata e, con mia grande gioia, hanno riscontrato molto successo. Mi è capitato però, di pensare tanto ad una persona che stimo particolarmente e che mi ha sempre aiutata negli anni, durante quegli eventuali momenti di avvilimento e oscurità che a volte colpiscono un pò tutti. L’ho pensata per un motivo particolare che ora vi spiegherò.

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Si chiama Louise Hay e di lei vi avevo già parlato in passato. Un’arzilla e spumeggiante signora di 89 anni che pratica il Pensiero Positivo come mezzo di guarigione (e non solo) e che consiglia invece di donare un qualcosa di davvero grande (e non solo per il 25 di Dicembre), per nulla banale, ossia: il Perdono. Il Nostro Perdono. Sento già i sospiri. Perdonare. E’ davvero dura. Forse però a renderla una cosa così granitica può essere il suo non capirne il senso appieno. Perdonare infatti non significa condonare, nonostante dal latino derivi dallo stesso termine, non vuol dire permettere all’altra persona di continuare a fare nei nostri confronti ciò che ci fa male o ci infastidisce. Significa in realtà lasciare andare, liberarsi cioè dell’energia negativa che essa emana, senza accettare nulla, semplicemente rendendosi liberi. Associamo il Perdono all’assoggettarci al volere di altri, ci mette in contatto con la paura di essere rifiutati, di essere umiliati ancora una volta ma non è assolutamente così. Siamo edulcorati dalla famosa frase – porgi l’altra guancia – verso la quale ci siamo sempre posti un mare di interrogativi che non hanno mai trovato limpide risposte. Non è proprio questo il senso. Perdonare non significa farsi fare ancora più male. In realtà è proprio chi perdona che diventa intoccabile, di una grandezza immensa, smisurata. Libero. Il non perdono, il rancore quindi, si dice faccia più male a chi lo porta nel cuore piuttosto che a chi lo riceve e infatti è una catena con la quale ci si lega automaticamente e ci si soffoca.

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Bisogna cercare di tranciarla per tornare a respirare. Se non respiriamo non possiamo vivere. Perdonare, significa anche perdonare noi stessi. Quanto male abbiamo potuto fare agli altri e soprattutto quanto male possiamo aver fatto a noi. Magari anche involontariamente. Quante volte abbiamo frustrato la nostra anima per compiacere schemi o educazioni. Probabilmente sarebbe assurdo mandare a tutte le persone che abbiamo nella lista, un bigliettino con sopra scritto “Io Ti Perdono”.

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Come minimo penseranno chi mai crediamo di essere, mentre invece sarebbe così bello, così liberatorio. La maggior parte delle persone che riceveranno il nostro foglietto penseranno che siamo convinti di essere Dio in terra (e infatti lo siamo ma quello che non comprendono è che lo siamo tutti, e quindi anche loro, che invece perdono tempo prezioso a risentirsi e giudicarci). In pochi, pochissimi direbbero semplicemente “Grazie”. E mi ripeto, è così bello, così liberatorio! E, sopra ogni cosa, si tratta di una parola che emana energia positiva, buona. Perdono, Perdono, Perdono. Perdonare infatti sa di amore. E’ sicuramente uno degli atti più amorevoli che ci possono essere e ha una potenza incredibile anche sulla nostra salute, sul nostro modo di pensare e di vivere. Vi siete mai guardati allo specchio e detti – Io ti perdono -?

Perdono

Perdonando ci liberiamo di tutte quelle trappole nelle quali esistiamo quotidianamente. E’ come se fossimo circondati da un vischio pesante e colloso che ci impedisce i movimenti. Puliamolo via da noi. Se non perdoniamo, automaticamente vivremmo intrappolati nei sensi di colpa. Per riuscire a farlo, dal momento che non è per nulla semplice, ci sono tanti esercizi che possono aiutare. Io ne conosco due e ve li propongo oggi affinchè non pensiate che questo testo è soltanto un insieme di frasi fatte perchè, credetemi, non è assolutamente così. Ovviamente devono essere eseguiti in un momento di tranquillità, senza nessuno intorno, in quanto bisogna rimanere soli con se stessi e concentrati. Il primo esercizio è quello più breve e più semplice:

dovete pensare al viso della persona che vi ha mancato di rispetto, che vi ha deluso, che vi ha fatto arrabbiare e che merita il vostro perdono. Immaginatela sorridente. Sta sorridendo a voi e continuerà a sorridervi fino alla fine dell’esercizio. Immaginate ora di circondare quel viso di una luce immensa, inondatelo di luce nella vostra mente. Quando lo avrete ben visualizzato, nitidamente, pronunciate la frase “Io Ti Perdono” con tutto il sentimento che potete, dedicandogliela e, lentamente, immaginate il suo viso che fino a poco tempo fa era in primo piano nella vostra visione, allontanarsi sempre di più, diventare sempre più piccolo fino a sparire, come un puntino, entrando in questa luce. Avete lasciato andare. Avete perdonato, vi siete liberati. Avete liberato. Se questo piccolo/grande atto, lo svolgete con passione, vi darà un grande aiuto.

Il secondo esercizio è un po’ più lungo e un pò più impegnativo. Consiglio di sdraiarsi tranquilli e possibilmente al buio o a luci soffuse. Potete anche accendere delle candele, la loro luce calda e fioca aiuta sempre molto.

dopo aver chiuso gli occhi immaginate che si avvicini a voi una persona della quale avete molta fiducia e che vi ha sempre aiutato nella vita quando avevate bisogno. Dev’essere una persona forte, che non si lascia andare alla prima difficoltà. Buona, che in un modo o nell’altro, vi ha sempre dimostrato protezione. Può anche non essere più con voi fisicamente oppure può essere anche una figura inventata purchè in voi istauri coraggio e fiducia. Assieme a lei non potrà accadervi nulla di male. Siete insieme a questa persona in una stanza e, in fondo a questa stanza, c’è una porta chiusa. Voi siete sporchi, malconci, immaginatevi pieni di fango, di melma. Terra viscida che va asciugandosi su di voi inaridendo e, più asciuga, più voi sentite tirare la vostra pelle. Un fastidio. Avete voglia di lavarvi, di pulirvi, di togliervi quella roba di dosso. Quando il vostro “angelo protettore” vi farà cenno, nella vostra immaginazione, che si può iniziare, aprite con fiducia e senza paura quella porta, dalla quale entrerà la persona che abbisogna del vostro perdono. Sarà naturalmente una persona che non sopportate, che vi ha fatto del male e forse vi spaventa persino ma non siete soli e soprattutto, siete forti, siete voi che dovete perdonare e non il contrario. La persona entra, la porta si chiude dietro di lei e ora è da sola, in questa stanza vuota, assieme a voi. Sta soffrendo, è lei ad aver paura, non sa cosa le sta per accadere. Avvicinatevi a lei, il vostro angelo custode è dietro di voi e vi mette una mano sulla spalla per farvi sentire che siete al sicuro. Continuerà a stare con la mano sulla vostra spalla per tutto il tempo dell’esercizio. Se ponete attenzione potrete sentire il suo tatto delicato ma saldo. Dite ora a questa persona che è entrata, tutto quello che vi ha fatto e tutto il dolore che vi ha provocato. Lei vi guarderà e vi chiederà scusa. A questo punto, con amore e compassione, rispondetele “Io Ti Perdono” e vedrete che lei alzerà il viso, vi guarderà sorridendo e vi ringrazierà con sincerità. Se ne andrà via dalla stessa porta dalla quale è entrata e siete di nuovo soli con la figura che vi ha dato forza ed energia. Di colpo, sentite la vostra pelle ripulirsi, liberarsi, respirare. Vi guardate e notate di non aver più quella fanghiglia addosso. Siete lindi, puliti, lucenti. Vi siete illuminati della luce del perdono.

Le sensazioni che si provano dopo essere riusciti nell’intento sono indescrivibili.

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E ci si accorge subito del cambiamento perché ci si sente immediatamente avvolti da un’energia radiosa che scalda e coccola. Ora ci sentiamo al sicuro, ci sentiamo forti e invincibili e pieni d’amore, cioè pieni di quella che è considerata la forza più potente dell’Universo. E sappiate, che sarà proprio lui, l’Universo, a fare il lavoro più duro, il lavoro più “sporco”, quello più faticoso. In realtà voi dovrete solo lanciare in esso il messaggio e poi appunto, lasciar andare. Lui compirà tutto ciò che c’è da compiere. Lui eseguirà tutta la fatica che vede solo come una piccola inezia. Perchè quello che a noi può sembrare sovrumano, per Lui è solo una minuscola gocciolina. Quest’anno, ai miei cari, oltre a cose utili e graziose, ho regalato modellini, foto e scritte e poi ho perdonato, ho perdonato anche me stessa e con tutto il cuore mi auguro che qualcuno lo abbia fatto anche nei miei confronti. Poiché il Perdono è il dono più bello che si possa fare e ricevere.

Il Perdono è la vittoria dei forti – cit.

Buon anno amici.

Prosit!

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