Me ne vado da te

Questo sarà un lungo articolo. L’argomento trattato è importante ma così pieno di sfaccettature, sottili e subdole, che cercherò di esporre nel migliore dei modi affinché vengano comprese. Veniamo, quindi, subito al sodo.

Ti è mai capitato di subire un abbandono da parte di chi sopporta le peggio cose da altre persone ma non da te?

Mi spiego meglio. Supponiamo che hai un/a amico/a, o un/a compagno/a (d’ora in poi mi rivolgerò al maschile per semplificarmi la scrittura) il quale ha, a sua volta, ovviamente, altri amici e parenti.

Durante il periodo della vostra amicizia, o del vostro rapporto, ti rendi conto che questa persona subisce da altre sue conoscenze situazioni o modi di fare davvero poco carini. C’è ad esempio chi gli fa spendere soldi approfittando di lui, c’è chi lo manipola, c’è chi gli manca di rispetto, chi lo sfrutta, chi lo comanda come un burattinaio, chi lo deride, chi gli si rivolge con aggressività… eppure lui tollera e accetta tutto questo senza mai distaccarsi da queste persone.

Senza mai prendere posizione e mandarle letteralmente a stendere fuori dalla sua vita. Abbozza e continua con loro ad avere rapporti di vario genere senza mettere paletti e continuando a frequentarle.

Nei tuoi confronti, però, non va nella stessa maniera. Quelli che possono essere i tuoi difetti NONOSTANTE SIANO SOLO LEGGERE CARATTERISTICHE NEGATIVE VERSO DI LUI, RISPETTO AI MODI DEGLI ALTRI, non vengono accettate e, questa persona, si allontana da te.

Non importa se, fondamentalmente, tu per lei hai sempre provato un affetto sincero (mentre gli altri no), non importa se tu con lui ti sei sempre comportata bene (mentre gli altri no), non importa quello che di profondo avete vissuto, quello che per lui hai fatto, a quello che per lui hai rinunciato, gli ostacoli che assieme avete superato, la complicità che vi legava, le forti emozioni che avete condiviso (mentre con gli altri, tutto questo, non è mai accaduto), da te se ne va… da quegli altri no.

Ora, la maggior parte della gente, a questo punto, risponderebbe così: << Eh ma perché tu, visto lo stretto rapporto che c’era, fai ancora più male rispetto agli altri con i quali c’era un altro tipo di legame >>. Permettimi di dire che questa è una giustificazione abbastanza superficiale pur sembrando ovvia. Attento alla superficialità della Mente che mente (voce del verbo mentire… tu guarda che combinazione che si chiamano allo stesso modo!).  

Se così fosse, tutta quella profondità passata dove caspita è andata a finire davanti a sciocchi difetti davvero meno gravi che tutti possono avere? Perde qualsiasi valore tutto quello che c’è stato? Beh, ma allora non c’è stato proprio nulla. Cioè, vuoi dirmi che io posso passare la vita a manipolare una persona o a sfruttarla (che squallore) e allora posso averla sempre vicina a me ma se la amo sinceramente e qualche volta litighiamo, perché abbiamo visioni diverse, la perdo? Suvvia… mi pare davvero una cosa che non sta in piedi.

E’ ovvio che qualsiasi difetto, se portato all’esasperazione, o se trasformato in ossessione, diventa deleterio per tutti i tipi di rapporti. Io posso essere permalosa, gelosa, cinica, giudice, etc… e ci può stare, ma se queste caratteristiche le ingigantisco, tirandole sempre fuori esageratamente verso l’altra persona, capisco bene ch’essa possa arrivare a mandarmi al diavolo.

Ma qui si sta parlando di quelli che sembrano semplici disaccordi, classici disguidi, come quelli che possono accadere quotidianamente tra moglie e marito per capirci.

E dico sembrano, sottolineando questo termine, perché in realtà non sono semplici disguidi ma non perché mostrati all’ennesima potenza, bensì, per un’altra questione che è la risposta a questo articolo. E’ la risposta, a mio avviso, meno superficiale, rispetto a quella che ho citato prima e che la maggior parte della gente direbbe.

Il problema nasce da molto in basso e, con “in basso”, intendo quello che abbiamo dentro di noi nel nostro lato più oscuro. Un lato che neanche noi conosciamo ma c’è. Un lato con il quale molto spesso ci ritroviamo faccia a faccia ma noi voltiamo il viso dall’altra parte per non guardare. Ti ho sempre detto che evolversi è un lavoro eroico.

E’ quel luogo, all’interno del nostro essere più intrinseco, nel quale sguazzano leggiadri i nostri Demoni, dove dormono placide le nostre memorie, dove sono fossilizzati i nostri schemi mentali, dove il nostro Ego, indisturbato, se la canta e se la suona come meglio crede. Tanto noi lo lasciamo fare. Lasciamo sempre che sia lui a governarci. Che sia lui il nostro padrone.

Ebbene, cosa succede quindi? Succede che quello che io credo essere un semplice mio difetto, o modo di fare poco piacevole, per l’altro è invece il riflesso di uno dei suoi più grandi Demoni. E qui nasce il guaio. Te lo spiego meglio con un esempio.

Supponiamo ch’io sia una che dice sempre quello che pensa, senza paura e senza peli sulla lingua.

Questa mia caratteristica non sembra poi così grave davanti a certi altri modi di fare ben più squallidi e miseri di molte persone. Anzi, sembra quasi una virtù. Voglio dire, si dovrebbe preferire una che dice le cose come stanno, in modo forse crudo ma sincero, rispetto a chi sfrutta o manipola in modo bieco, ingannevole e malizioso. Sì, per me può essere così ma non per chi è governato dal Demone della Falsità.

Chi è governato dal Demone della Falsità (e con questo non si intende solo raccontare bugie ma si intende vivere una vita intera nella menzogna, avendo tante vetrine da mostrare al mondo per ricevere ad esempio sempre stima e affetto) quando incontra altra Falsità ci condisce l’insalata allegramente. Sarà la voce della Verità che, invece, gli farà stridere le orecchie come il gesso passato sulla lavagna. E’ la Verità il suo peggior nemico, il suo antagonista. A fine articolo, su questo punto, devo fare una postilla importante ma ora andiamo avanti.*

La mia schiettezza (che comunque anch’essa se fosse troppa andrebbe ridimensionata con un po’ di sensibilità, in quanto il troppo stroppia sempre) diventa perciò, per quella persona, una sofferenza indescrivibile. Insopportabile. E’ come conficcargli un ferro rovente sulla pelle ogni volta. Non sto esagerando! Il mio modo di fare, così schietto e tagliente, il mio comportamento senza fronzoli, le mie parole senza giri e senza orpelli, per lui che vive nella costante menzogna, sempre ricoperto da maschere, lo mettono di continuo a disagio, in imbarazzo, si sente legato, si sente soffocare… non può continuare a vivere così, e quindi se ne va.

Ecco perché abbandona te e non gli altri che lo trattano peggio. Davanti ai modi di fare degli altri può provare fastidio, può abbozzare, può fregarsene e andare avanti ma davanti a quel suo potente Demone, che tu combatti senza rendertene conto, che gli solleciti ogni volta senza accorgertene, non può fare nulla se non un grande e pesante lavoro su di sé (che nessuno ha mai voglia di fare, meglio prendere e andare via, è più comodo).

In lui causi una battaglia molto pesante, insostenibile. Non sa più come parlare, cosa dire, tu, con quel tuo essere così viscerale e genuino, lo smascheri ogni volta, tu lo obblighi a comportarsi in un modo che a lui non gli conviene perché perderebbe la stima e l’affetto che da anni sta cercando di conquistare da parte di tutto il mondo che lo circonda. Lo obblighi a spogliarsi di quelle vesti dietro le quali si nasconde, diventi un personaggio scomodo nella sua vita anche se lo ami, anche se faresti di tutto per lui, anche se vi siete emozionati a vicenda, anche se avete vissuto esperienze indimenticabili, etc, etc… quel suo Demone è più forte di te.

Come dico sempre, se l’Universo ci ha messo davanti quella persona, occorre chiedersi perché. Nessuno entra nella nostra vita senza motivo. Tutto quello che di lei non si sopporta o ammiriamo dobbiamo osservalo dentro di noi. E invece no, non lo facciamo mai. Più malessere ci fa provare qualcuno e più dovremmo riflettere su questo. Non dico di continuare a stare lì ma almeno lavorare su di noi.

Invece ce ne andiamo. Abbandoniamo. Togliamo il disturbo con mille scuse cercando addirittura di passare per buoni sammaritani con frasi tipo << Me ne vado per non farti più del male >>. Ma per favore… Guarda in faccia il tuo Demone, non trovare più scuse, non puoi, dopo quello che c’è stato tra noi, andartene così senza che io fondamentalmente ti abbia fatto nulla di grave. E continui a frequentare gente che ti prende in giro ogni volta, che mette davanti a te il loro star bene e poi il tuo essere. Vero? Ti tornano certe parole? Ti tornano questi meccanismi? Se li hai vissuti sicuramente sì.

I Demoni sono furbi, saggi e acuti. Sono mostri che nutriamo da quando siamo bambini e li abbiamo creati noi. Ci conoscono molto bene. Sono fatti della nostra stessa sostanza. Ci conoscono meglio di quello che ci conosciamo noi stessi. Sanno come farci reagire per salvarsi, per non essere visti, per non essere smascherati e poter continuare a vivere. Sanno quali sono i nostri meccanismi di difesa, quelli che usiamo ogni giorno per sopravvivere. Sono gli amministratori delle nostre emozioni perché di emozioni sono fatti. Ci fanno trovare le scuse più idiote, i comportamenti più stupidi ma l’importante è uscirne puliti e liberarsi da quel vischio nel quale ci siamo cacciati.

Se sei vittima del Demone della Falsità e nella tua vita giunge una persona prettamente schietta e sincera chiediti perché. Solo questo. Naturalmente sarà difficile che tu ti riconosca – vittima del Demone della Falsità -, equivale a dire che sei una persona falsa e questo richiede una dose di umiltà che solo chi davvero intende diventare Mago della propria vita ha voglia di possedere. Ma, quantomeno, chiediti il perché di tanta franchezza nella tua vita. Quella persona può apparire antipatica, ansiosa, invidiosa, collerica, supponente ma è se stessa. Non sta fingendo. E’ lei, è come è davvero. Apprezza questa dote. Questa sua totale onestà e chiediti perché è lì, tra le tue mani.

* Parliamo adesso della postilla di cui accennavo prima.

Le frequenze si attraggono se simili. Cio’ significa che, continuando con l’esempio della Falsità, se io sono falsa incontrerò persone false. Su questo non ci piove, è una Legge Universale e anche scientifica. La Falsità degli altri mi farà male. Devo provare dolore per vedere la Falsità dentro di me ed evolvermi. Se non provassi dolore, se nulla mi stuzzicasse, non la vedrei. Però prima ho detto che Falsità con Falsità condiscono allegramente l’insalata… quindi?

La falsità è facile, la verità così difficile… – (George Eliot)

Beh, a seconda delle circostanze, la Falsità dell’altro, che ricevo, può tornarmi molto utile. Mi permette di essere falsa come piace a me. Ripeto, non focalizzarti sulla bugia, si parla di comportamenti e schemi arcaici non rimossi. Mi fa male la Falsità dell’altro, certo che sì, la sento, mi lacera, mi punge dentro, sono convinta di non meritarla ma, allo stesso modo, viaggiando sulla stessa linea d’onda, io potrò comportarmi come mi conviene.

Ti faccio anche in questo caso un esempio che ti sembrerà assurdo ma esiste, credimi.

Supponiamo che tu parli male di me ma ovviamente non me lo dici, o mi menti dicendo di aver parlato bene di me. Ottimo, a me torna comodo questa tua palla perché se io, davanti a te, venissi a scoprire la verità, dovrei ovviamente reagire come si conviene in onore della mia Coscienza (niente e nessuno è più potente della nostra Coscienza, almeno che non la si lasci a tacere, zitta, sotto la cenere). Il far finta di non sapere nulla, invece, mi permette di evitare di reagire in malo modo e questo mi permette di evitare anche di offenderti. Non offendendoti mi assicuro la tua vicinanza, la tua stima, il tuo affetto, la tua considerazione, etc.. Evito di passare per quella che fa una brutta figura, che è irosa, che è acida, che è….. SCHIETTA! Nessuno, più tardi, parlerà male di me anzi… quando sentono il mio nome sono e saranno tutti sempre pronti a dire << Che bella persona che è! E’ una grande! E’ fantastica! E’ gentile! E bla… bla… bla… >>.

Ti rendi conto quanto è “malato” l’Essere Umano sotto certi punti di vista? Cosa arriva a fare per il quieto vivere, per non perdere l’apprezzamento e l’ammirazione degli altri?

A te invece può perderti, perché tu sei talmente schietta che se non merita stima non lo stimi! E allora che se ne fa di te uno che finge da una vita proprio perché ha bisogno della stima degli altri? Che ha bisogno di trascinarsi dietro una buona reputazione?

Spero, con questo articolo, di non essere stata troppo… schietta!

Ricorda: chiediti sempre perché quella persona è capitata nella tua vita e cerca di non soffermarti solo sui motivi che più ti piacciono o ti fanno comodo.

Non dire: << Ah! Quella persona è capitata nella mia vita perché, come me, ama il Tennis e mi ha insegnato molto e assieme abbiamo vissuto le più belle esperienze tennistiche della mia vita >>. Il Tennis è un mezzo, non è il motivo!

L’Anima non è mai superficiale. L’Anima non ha emozioni, non ha orpelli, è cruda, severa, inflessibile, va nel tuo profondo per farti rinascere ogni volta a costo di farti sentire dolore.

Buon lavoro su di te.

Prosit!

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La Fiaba di chi ti fa del male

PREMESSA:

Ciao, se hai intenzione di leggere questo articolo intendo avvisarti che stai per leggere una storia un po’ strana che forse stona molto con il tuo modo di pensare. Questo potrebbe portarti ad avercela con me, a pensare che io non conosca la sofferenza ma credimi, non è così. Intendo solo aiutarti, provando a darti una nuova chiave di lettura. Certamente non posso conoscere la tua sofferenza ma, davanti ad essa, qualunque sia, io mi inchino umilmente, rispettandola, ma voglio comunque provare a donarti una nuova luce. Una luce difficile da vedere ma che c’è, esiste. Te la offro perché ho avuto la straordinaria bellezza di conoscerla e possederla e mi ha fatto un gran bene, anche se ci sono voluti anni affinché io capissi che cosa questa luce stava illuminando dentro di me. L’ho detestata, mandata via, offesa. Ho provato a non riconoscerla ma ormai mi era entrata dentro e qualcosa, ogni volta che stavo male, mi portava a lei.

Oggi, nonostante tutte le angosce, le difficili prove che ho dovuto superare, i periodi di buio, devo ammettere che mi ha aiutata tantissimo e, in alcuni importanti casi, mi ha persino mostrato una soluzione che per me è stata una resurrezione.

Per questo intendo soltanto condividerla con te. Come a parlare tra me e me. Non ci sarà superficialità nelle mie parole. Non mi permetto di affermare quanto soffri ma posso permettermi di dire che questa luce arriva dalla Sorgente Divina che ci ha creato e non vuole farci del male ulteriore. Tutt’altro. La nostra Mente, però, per un ovvio processo di evoluzione e di sopravvivenza, ci fa vedere tutto all’incontrario. Ben venga. E’ tutto giusto. Ma possiamo anche guardare oltre

Immagina… Chiudi gli occhi e immagina…

Immagina di essere una forma senza materia. Quasi come ad essere un fantasma. Sei nell’infinito e fluttui assieme alle stelle delle quali sei figlio e fluttui nell’Energia Creatrice della quale sei sacra emanazione. Attorno a te, altri corpi che corpi non sono, galleggiano in quello spazio cosmico e siete come scintille. Sei contornato da nuvole di vapore dal colore rosa e, dietro loro, si staglia l’azzurro prima dell’antracite che dimostra quello spazio immenso e senza fine.

Accanto a ciò che sei, altre forme come te, senza fisicità ma che sembrano insiemi di polvere di stelle, ti ondeggiano vicino.

Ad un certo punto, una di queste forme ti rivolge la parola e ti dice – Ciao! Quando andrai sulla Terra? -. Tu non lo sai con precisione, perché dove sei tu non esiste il Tempo e quindi rispondi – A breve -. 

Questa forma ti sorride e continua – Va bene! Sappi che io sono stata arruolata dalla Grande Fonte per farti del male, scenderò con te sul Pianeta. Ad un certo punto della tua vita terrena mi incontrerai e io ti farò soffrire moltissimo -.

Tu sei stranito, non capisci il senso di quelle sue parole che appaiono brutte e negative ma quel suo sorriso è così dolce che non riesci a provare emozioni distruttive. Attorno a te, inoltre, è tutto così bello e le sensazioni sono così meravigliose che ti senti bene, nella beatitudine più totale e non provi nulla di male. Tutto questo ti lascia perplesso e vuoi saperne di più, allora chiedi – In che senso mi farai del male? E perché? -.

Quella forma, alla quale hai fatto questa domanda, ti sorride ancora di più e inizia a spiegarti capendo che probabilmente sei nuovo da quelle parti – Beh, è molto semplice. Siamo Anime ora. Lo eravamo prima e lo siamo di nuovo. Solo Anime, senza più corpo. Tra poco ti incarnerai ancora in un fisico, come hai fatto diverso tempo fa. Hai condotto una splendida vita nella materia ma non sei riuscito a trasmutare molti mali che ti appartengono tuttora e distruggono l’immensa divinità che sei come Figlio dell’Universo. Ricordi? Eri ricco, avevi una bellissima moglie, una grande casa, la notorietà ma eri schiavo del Demone del Giudizio degli altri, ne avevi paura e questo ti soffocava. Poi, se fai mente locale, eri anche molto ansioso e ti arrabbiavi facilmente! Oh! No… Tutto questo la tua Anima divina non può accettarlo… Noterai ora che erano solo bazzecole vero? Bene. Quando sei tornato qui, non sei venuto subito tra questo spettacolare luogo di pace che gli umani chiamano “Paradiso”, bensì ti è stato mostrato che cosa non sei riuscito a modificare di te per diventare sempre più Spirito e non solo Corpo. Anche se vai sulla Terra non puoi dimenticare chi sei veramente! Ora, quando tornerai giù, bisogna che qualcuno ti aiuti e io sarò uno di questi. Dal momento che patisci moltissimo il Giudizio degli altri, io ti giudicherò e ti valuterò negativamente in modo da farti sentire tanto dolore. Solo in questo modo, attraverso la sofferenza, potrai guardarti dentro, comprendere quanto tutto questo faccia male e decidere di trasmutarlo a tuo favore. Ma non sarò l’unico… saremo in tanti e appariremo a te per tutta quella vita terrestre, sempre al fine di giudicarti, affinché tu veda il Giudizio tuo che serbi dentro perché, in realtà, sei tu il primo a giudicare te stesso, noi saremo i tuoi specchi perfetti –

– Ma perché tutto questo se io ce l’ho già dentro, a che servite voi? – chiedi tu, a quel punto, un po’ stupito.

– Vedi – risponde quella forma che man mano diventa sempre più bella, quasi ad essere angelica – Immagina di essere spettinato ma di non avere uno specchio davanti. Oppure di avere una macchia sul viso ma sei comunque senza specchio. Non noteresti nulla. Ti serve per forza uno specchio per vedere -.

– Ok, ho capito ma… perché in questo modo che mi sembra un po’ severo, doloroso… –

– E’ facile da capire. Semplicemente perché rispecchiamo quello che Tu sei. Se senti dolore è solo perché tu, dentro di te, provi cose dolorose per la tua meravigliosa natura intrinseca e il bambino sacro che porti dentro per tutta la vita, ossia l’essere puro e speciale che eri un tempo. Noi ci limitiamo a riflettere. Se tu provi cose buone noi riflettiamo cose buone ma se tu provi cose “cattive” come: la rabbia, la tristezza, il fastidio, il giudizo, etc… noi riflettiamo quello… se ti fanno male è un problema che devi risolvere. Quando provi rabbia celata neanche ti rendi conto di quanto male ti stai facendo, per questo ognuno di noi ti mostra pagine della tua vita che altrimenti non potresti vedere –

– Perché non le vedo? –

– Perché appartengono a delle memorie antiche. Un tempo sono stati per te mezzi di difesa per sopravvivere davanti ai demoni di chi ti stava vicino, di chi ti ha cresciuto, di chi hai incontrato e tutte queste memorie arcaiche finiscono in un posto della tua mente chiamato “subconscio” e quindi invisibili a te se non effettui un lavoro di meticolosa perlustrazione atta all’evoluzione –

– Ma quindi incontrerò anche chi mi farà vedere del bello? –

– Certamente! Guardati intorno… vedi tutte queste forme che ti sorridono? Sono tutte pronte a scendere con te. Quella che sembra color arancio sarà tua madre. Lei si complimenterà sempre molto con te ma solo se le dimostrerai che farai quello che lei desidera… E guarda quella là in fondo… lei ti tradirà e tu piangerai moltissimo e non mangerai più per tanti giorni. Ti innamorerai di lei ma lei ti abbandonerà per un altro al fine di farti capire che non vali nulla… –

– Cosa?! Ma è assurdo! –

– Oh! No! Non è assurdo! E’ tutto perfetto! Non riesci a comprendere che lei sta eseguendo un egregio lavoro perdendo persino il suo libero arbitrio per te! Lei ti farà vedere chiaramente che tu, per te stesso, non vali nulla! Non capisci cosa sei veramente! Una scintilla dell’Energia Cosmica! E invece ti tratti come ad essere un tapino smarrito… Tu… sei Dio! Riconoscilo! Ricordalo sempre! Non dimenticarlo mai! Solo grazie a lei effettuerai un lavoro di trasmutazione e finalmente ti riconoscerai Dio! E sarà bellissimo! Fidati di me… ancora non puoi capire cosa proverai… –

Resterai attonito dopo aver udito quelle parole. Ti sembreranno incredibili ma qualcosa ti dice che non puoi considerarle sbagliate. Tutto quello al quale riuscirai a pensare sarà che… in effetti… visto in questo modo, tutto assume un altro aspetto.

Immagina… chiudi gli occhi e immagina… immagina se davvero tutto fosse così in dimensioni che non conosci… ma che esistono…”.

Prosit!

L’abito non fa il Monaco ma può farti Imperatore

SEI O NON SEI (ANCHE) CIÒ CHE VESTI? 

Il titolo di questo articolo indica che l’apparenza può ingannare. L’esempio più tipico è quello della persona vestita di stracci che invece possiede in banca un conto corrente invidiabile o ha tre lauree chiuse nel cassetto anche se non le si darebbe la minima goccia di stima.

Questo perché, appunto, non sono l’abito o la pettinatura a definire una ricchezza intrinseca o materiale ma soddisfano semplicemente i canoni che la società vuole vedere attorno a sé. Vero è anche che, per rimanere nel settore – proverbi – “l’occhio vuole la sua parte” ma siamo troppo abituati a guardare solo l’esterno di un pacchetto piuttosto che il contenuto.

Detto questo, però, oggi vorrei sottolineare una cosa che può non venirci in mente.

Per quanto riguarda un lavoro d’amore verso noi stessi e di auto-valutazione anche il modo di vestirsi può avere la sua importanza. Questo non significa che è basilare ma voglio parlare di una specie di strumento.

Immaginiamo una donna, una bella donna, sempre in tuta e scarpe da ginnastica, che poco si valorizza e poco si apprezza. Il suo abito è quasi goffo e spegne la sua sofisticata e femminile figura.

Nel momento in cui decide di realizzare una trasmutazione alchemica, sul proprio valore e la propria considerazione, anche un cambio d’abito può risultare utile. E’ una trasmutazione faticosa questa. Non serve vestirsi in modo diverso per il pubblico. All’inizio, tutto può avvenire tra le mura della propria casa ma risulta ugualmente un valido mezzo.

TRASFORMAZIONE

Quando si tolgono le ciabatte per indossare un paio di ballerine, andando per gradi senza mirare immediatamente ai tacchi a spillo, e ci si accorge di piacere (e di piacere più di prima) questo va a rafforzare il lavoro che si sta facendo su se stessi. È come ricevere un appagamento verso i propri sforzi ma, anche se non si esce fuori, come dicevo, il solo fatto di guardarsi allo specchio e trovarsi più carina, se non addirittura una gran gnocca, aiuta moltissimo. Figuriamoci, poi, se sono gli altri a manifestare opinioni positive.

È come se qualcosa di energetico partisse da quelle vesti e si andasse a impregnare nella nostra pelle, poi, sempre più giù, andasse a toccare il nostro cuore per arrivare allo stomaco e alla pancia e, lì, si comincia a provare una sensazione nuova, strana ma piacevole. Ci si alza di tono, di livello e se ci si sofferma ad osservare bene il comportamento del corpo, si può notare che ora anche le spalle e la testa sono più dritte. Il collo si allunga leggermente e ci si sente un po’ più superiori. Ci piacciamo di più. In quel momento stiamo vibrando in autostima e valore. Stiamo emanando buona valutazione nei nostri confronti e piacere. Due cose che l’Universo accoglierà e, come sempre, rimanderà moltiplicando.

TUTTO STA’ IN QUELLO CHE SI EMANA

Mentre viviamo le nostre giornate è inevitabile vedere i propri piedi, le proprie gambe, la propria figura riflessa in una superficie, le mani poco curate, etc… tutto questo, inconsciamente, va a sottolineare che si vale poco, che si è sciupati, e l’autostima, col tempo, finisce sotto alle suole delle scarpe.

Pensiamo a quante volte, durante il giorno, vediamo le nostre mani. Mille volte! E se queste sono trasandate, senza neanche rendercene conto, emaniamo desolazione. Magari solo una minima quantità ma… l’oceano è fatto di gocce.

Goccia dopo goccia, questa donna (ma vale anche per gli uomini) vive senza amarsi, senza perdonarsi, senza piacersi e la cosa grave è che avrà attorno persone che, in qualche modo, le mancheranno di rispetto come lei manca di rispetto a se stessa. Non perché si veste male ma perché si dona poca valutazione positiva: sarà sfruttata, sarà offesa, non sarà considerata, etc…

L’abito non fa il monaco, ed è vero, ma cerchiamo di non cadere nell’assolutismo e quell’abito usiamolo come strumento a nostro favore se abbiamo bisogno di esercitarci in tal senso. Un domani, quando l’amor proprio e l’autostima avranno preso piede in noi, allora potremmo decidere di vestirci anche solo con degli stracci perché dentro saremo luce ma, fino a quel momento, conviene aiutarsi e usare degli escamotages al fine di vibrare in giuste frequenze.

– Diventa Re e un Regno ti verrà dato – (Gesù)

Prosit!

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Rifornimento di bellezza per i periodi di magra

QUEL CHE SERVE FARE

Chi mi conosce sa bene che non sono qui a dirti di essere sempre felice qualsiasi cosa ti accada. Al massimo parlo del tentativo di accoglienza e accettazione, di quel dramma, tenendo ovviamente conto della difficoltà di questi processi. Una difficoltà che ho conosciuto in prima persona.

È vero però che trovo sia giusto non cedere, anche quando i momenti che viviamo sembrano strazianti e anche quando ci concediamo un totale abbandono, pronti a farci annientare dall’evento.

Occorre sempre tirarsi su, provare a farcela, e comprendere che siamo comunque noi i più forti e che dentro di noi c’è un potere che neanche immaginiamo.

Ma oggi voglio parlarti di un’altra considerazione che ho potuto valutare e comprendere proprio nel mio più intimo sentire. L’ho trovata assai utile e confortante, per questo, intendo rivelartela e potrai farne l’uso che vuoi.

Ho potuto appurare che se si fa rifornimento di positività possiamo averne anche quando questa scarseggia.

All’inizio del mio percorso verso una crescita personale, la vita rifletteva quello che ero senza filtri e senza pietà. In breve, se stavo bene mi accadevano cose piacevoli, se stavo male cose spiacevoli. Molto semplicemente.

Come star bene e stare male intendo: come si pensa, come si affronta quella cosa, quanta paura si ha, quanto attrito si fa, cosa si dice, quanto impegno ci si mette a vedere la bellezza, quanto ci si ama, etc…

COS’HAI DENTRO AL SACCHETTO?

Col tempo, e con tanto allenamento, attraverso molti esercizi atti al nutrire energia positiva, ecco però che le cose hanno iniziato lentamente a modificarsi. Più riusciamo a mantenerci su frequenze positive e più richiamiamo a noi le stesse frequenze sotto forma di vibrazioni. Inoltre, siamo inconsciamente come dei sacchetti. Che cosa mettiamo dentro a questi sacchi? Quello che mettiamo saremo.

Gli esercizi che ora ti spiegherò e che chiamare “esercizi” forse non è esatto, in quanto si parla di allenarsi a prendere la vita in un certo modo, coltivando cose diverse da quelle che si nutrivano prima, mi hanno permesso di riempire il mio sacchetto di cose belle dalle quali oggi attingo, o ne ho il beneficio, anche quando mi sembra che di “bello” non ci sia proprio nulla. Proprio come la riserva di un animale che va in letargo.

In pratica, coltivando giornalmente la gratitudine incondizionata o cercando di capire l’oltre di una situazione, ho modificato la percezione della mia esistenza. Ma non solo. Provando a evitare parole dannose per me, come ad esempio, – Non ce la faccio – o allenandomi nella preziosa arte della generosità, il mio sacco contenitore continuava a riempirsi di benessere. Osservando le mie emozioni attentamente ho potuto trasmutarle e cercando di rimanere in presenza il più possibile non ero più un automa che compie azioni meccaniche ma ero padrona di me stessa e quindi libera. Rendendomi responsabile degli eventi che vivevo non dipendevo più dagli altri o dalla sfortuna, ma ne ero amministratrice e potevo modificarli. Tutte cose che finivano nel sacchetto.

COME UNA FORMICHINA 

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, oggi, sono contenta di aver raggiunto il livello che vivo, pur riconoscendo che potrei ottenere molto di più ma, quello che ho notato e volevo esporti, è che anche quando mi capitano dei momenti di sconforto, di bassa energia, di tristezza (perché mi capitano ed è giusto così, oggi voglio un gran bene a questi periodi) mi rendo conto che non solo non soffro più come prima ma mi accadono comunque situazioni splendide. Ciò significa che emano ugualmente frequenze positive.

All’inizio non lo credevo possibile dal momento che mi sentivo uno straccio, o piangevo, o ero nervosissima. Mi aspettavo che lo specchio riflettesse eventi orrendi e, invece, si manifestavano davanti ai miei occhi avvenimenti che gradivo molto. Poi ho capito, anzi, ho com-preso. Nel senso che ho percepito dentro di me. Il mio sacco era comunque pieno di bellezza, tutta la bellezza che avevo messo lì nei giorni precedenti e più felici. Tutta quella bellezza che, quando sei gaio e ne approfitti, è potente come una bomba e risponde doppiamente. Tutta quella bellezza che avevo nutrito, giorno dopo giorno, e lei si era gonfiata, era cresciuta e ora mi riempiva. Così adesso vivevo di rendita. Era lì e solo smettendo di coltivarla e riempiendo il sacco di negatività sarebbe sparita. Cosa che… lungi da me fare…

DOVE L’ ACQUA E’ PIU’ BLU

In pratica è come se avessimo un vaso pieno d’acqua trasparente. Se noi mettiamo del liquido azzurro, dopo un po’ tutta l’acqua sarà azzurra, ma se poi mettiamo di nuovo acqua trasparente, l’azzurro svanira’ e il liquido tornerà incolore. Bene, io ora ero riuscita a tingere la mia acqua di un bel colore azzurro vivo e volevo continuare a mantenere quella tinta vivacizzandola sempre di più. Se anche mi capitava qualche situazione “trasparente” era come mettere solo qualche goccia in quel turchese e non accadeva nulla. L’azzurro rimaneva indisturbato. Qualche stilla non poteva di certo schiarirne il tono.

Perciò, quello che desideravo consigliarti era di fare il possibile per immettere dentro di te energie buone. Quando sei triste questa cosa ti verrà difficile anche se ti consiglio di provare ugualmente, costi quel costi. Ne trarrai vantaggio un domani. Ma approfittane soprattutto quando sei felice. Cerca di moltiplicarle in te.

Fai rifornimento di bellezza per quando andrai incontro a periodi di magra. Inizia ora, non è mai troppo tardi e farai un grande regalo a te stesso.

Prosit!

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Persone: alcune le hai amate tantissimo ma ora guai se si avvicinano

VADE RETRO

A volte succede di amare moltissimo una persona, di credersi persi senza di lei, di considerarla la cosa più bella della nostra vita ma… se ci si lascia e ci si lascia male, può capitare che si inizi a provare verso di lei una specie di ribrezzo.

Fisicamente può continuare a piacerci (non è detto) ma pensare anche solo di aver a che fare con lei, o sfiorarla, o doverle parlare, ci fa salire in gola un motto di disgusto. Non è rabbia, non è paura è proprio intolleranza, come ad esserne allergici.

Questo capita soprattutto a chi ha amato sinceramente ed è stato poi maltrattato. Col tempo, ha imparato ad aprire gli occhi, a vedere chi realmente era l’altro per il quale stravedeva e, soprattutto, ha davvero visto chi era sé stesso. É riuscito a guardarsi dentro. A volte, purtroppo, bisogna subire un danno per notare la nostra ricchezza e il nostro valore.

NOLI ME TANGERE!

Il fastidio è tangibile. Una sorta di pesante energia negativa assale se ci si avvicina a quella persona, o anche solo se la si pensa. Un’energia brutta, che si sente palesemente arrivare proprio da lei.

Il nostro organismo è intelligente e collegato alla psiche, pertanto, non tarderanno a manifestarsi reazioni anche fisiche. Pelle d’oca, stomaco stropicciato, lingua allappata, come a sentire un puzzo nauseante.

Il nostro fisico si ribella a ciò che ci ha fatto male adottando le sue manovre di allarme e di difesa ma é anche un’altra la voce che ci parla e ci manda un messaggio importante: é la voce della nostra anima.

Quando succede questo è perché abbiamo sconfitto, se non del tutto in buona parte, il demone che quella persona rappresentava per noi, per questo, ora, riconoscendolo come demone e non dovendo più avere nulla a che fare con lui perché trasmutato, vogliamo inconsciamente tenerlo a debita distanza.

I demoni sono ammaliatori. Ci incantano perché fanno parte di noi, sanno tutto di noi e appartengono al nostro Ego. Rispecchiati negli altri ci sembrano delle meraviglie, all’inizio. Se si riesce in qualche modo a crescere, dopo questo insegnamento ricevuto e a non sottostare più a certe debolezze (cosa che di solito accade con la tecnica del “chiodo scaccia chiodo”), ecco che gli occhi si aprono e possono guardare la verità. La verità spesso la si osserva e la si nutre senza nemmeno rendersene conto ma accade e, una volta raggiunta la verità, non si vuole più tornare indietro in quell’ammasso di menzogne, bisogni e ipocrisie che per molto tempo ci siamo raccontati appartenenti ad un amore totalmente terreno.

Quando si comprende che l’amore è tutt’altro, e che noi adesso meritiamo tutt’altro, salendo “di grado” nella scuola della “consapevolezza”, mandiamo via quello che consideriamo spazzatura perché per noi lo è davvero. Forse, tale demone, sarà un utile Maestro a qualche altro individuo, così come per noi arriverà un’altra persona sicuramente migliore, visto che abbiamo asceso verso la nostra evoluzione.

Il nostro spirito lavora assieme al nostro corpo (sempre) come avviene con le malattie delle quali ti ho parlato qui https://prositvita.wordpress.com/2019/03/09/il-dolore-lindesiderato-messaggero-degli-dei/  Perciò anche in questo caso, nell’argomento che sto affrontando ora, sono proprio delle sensazioni fisiche a trarci in salvo. Delle piccole manifestazioni che ci suggeriscono di allontanarci da lì e che piuttosto che stare ancora con una persona come quella si preferisce stare da soli.

ANIMA, SPIRITO, CORPO, MENTE

I mostri non sono sotto al letto, sono dentro di noi e quando riusciamo a trasmutarne uno, senza più dover avere a che fare con lui, al suo posto, in noi, giunge l’amore. L’amore come emozione primaria e fonte cosmica. Per il vecchio mostro, quindi, non c’è più spazio e questo lo percepiamo anche se non riusciamo a decifrarlo.

Accade la stessa cosa di quando mangiamo troppo e, al solo pensiero di ingoiare qualcos’altro, ci viene la nausea anche se quel qualcosa sembra buonissimo.

Il nostro corpo lo rifiuta, sa che poi starebbe male, che dovrà rigettarlo via. Ebbene sì, riempiendosi d’amore, l’intuito si affina perché di meno sono i demoni che lo obnubilano e lo soffocano. Ha più spazio ora per divampare. Il nostro intuito adesso è più ascoltato da noi e può padroneggiare come un cane da tartufi. Appena annusa qualcosa di “pericoloso” ecco che ci avvisa. E ora si che gli diamo retta!

Anche prima, quando quella persona l’abbiamo “amata” molto, il nostro intuito ha provato ad avvisarci ma i nostri bisogni erano decisamente più forti, pertanto, dopo un annebbiamento totale, abbiamo dovuto guardare quel demone in faccia e vedercela con lui.

E più forti erano quei bisogni, più forte sarà oggi il disgusto verso quella persona. Come ho detto prima, infatti, non con tutti/e gli/le compagni/e che abbiamo avuto succede questo e ovviamente nel mio discorso non c’è nulla di assoluto. È semplicemente interessante vedere, ancora una volta, come la nostra parte inconscia e sconosciuta collabora all’unisono con il fisico. Perché é questo che dobbiamo comprendere e non dobbiamo più creare delle separazioni.

Alcuni potrebbero dire che è inutile questo argomento perché ovvio. Se una persona ti fa del male e ti fa soffrire sarà naturale non volerla più. Innanzi tutto non è così, non è questione di quello che può averci fatto l’altro, in quanto dobbiamo sempre volgere l’attenzione a noi stessi, ma soprattutto, anche se così fosse, é comunque importante osservare il meccanismo spirito-corpo che lavora. Inoltre, è diverso provare ad esempio la rabbia verso quella persona. Non volerla più vedere, non volerla più toccare, non volerle più parlare perché ci scaturisce un istinto omicida. “É bene che mi stia alla larga altrimenti la disintegro!“. Questo non ha nulla a che fare con quello che ho scritto finora. Si tratta di un’emozione protagonista completamente diversa e, diversa, è la situazione dell'”adesso” che si vive.

BUONGIORNO SIGNOR MAESTRO

Prima di concludere mi preme ricordare ancora una cosa. Occorre osservare che queste persone, che oggi rifiutiamo in tutto e per tutto, nonostante i demoni che ci hanno fatto vedere, sono stati per noi dei Maestri.

Senza di loro, che hanno semplicemente riflesso ciò che avevamo dentro, non avremmo potuto vedere la nostra parte inconscia e dannosa per la nostra natura. Con questo non vi dico di porgere loro l’altra guancia, via dalla vostra vita! Ma, per quello che riguarda il vostro lavoro personale di crescita interiore, tenetene conto. Perché, nel vederli, si è stati bravi, molto bravi, nonostante tutta la sofferenza che abbiamo sopportato e ora, la nostra ascesa, che semplicemente equivale al nostro benessere, ci ha aperto le porte. E ce lo meritiamo.

Prosit!

photo creepypasta.fandom.com – noticiasdatv.uol.com.br – bluzzand.it – odieamo.it – meteoweb.eu – markmanson.net – aprilamente.info – angelsworld.it

Cos’è la Legge dello Specchio e cosa ci impedisce di metterla in pratica – 2° parte

Continua dalla 1° parte con stesso titolo

NO! IO NON SONO COSI’

E, attraverso l’umiltà, giungo a parlare di che cosa ci impedisce di credere e accettare la meravigliosa Legge dello Specchio.

Vedete, finché si tratta di cose belle e piacevoli è molto facile, e anche gratificante, affermare con un sorriso – Oh! Mi appartengono! Le ho dentro! – con gli occhi sberluccicosi. Quando invece bisogna iniziare ad ammettere di avere dentro l’invidia, la collera, la menzogna, la superbia, l’avarizia, l’egoismo, etc… il gioco si fa duro. Ma è qui che i duri iniziano a giocare.

Ebbene sì. Accettare la Legge dello Specchio significa essere degli eroi ma la ricompensa sarà enorme. Ve la spiegherò dopo però. Prima continuiamo su questo punto.

Dover dire – Dentro di me c’è superbia – significa sentirci sporchi. Ci hanno insegnato che alcuni aggettivi si riferiscono alle BRUTTE persone e noi non vogliamo essere brutte persone! Da quando siamo nati abbiamo fatto di tutto per essere accettati, visti… amati! E ora, in un attimo, devo ammettere di essere una brutta persona e quindi non amata??? No, no e no!

Questo ragionevole pensiero ci obbliga a creare un muro tra noi e la Legge dello Specchio, ma stiamo soltanto sbagliando approccio. Dobbiamo capire che tutte le caratteristiche definite – negative – e che ci appartengono, in realtà sono STRATEGIE COMPORTAMENTALI DI DIFESA/AZIONE CHE ABBIAMO CREATO IN NOI PER SOPRAVVIVVERE!

CHE PICCOLI ERAVAMO!

Eravamo assai piccini e innocenti quando queste strutture hanno iniziato a prendere vita dentro di noi che, come bravi muratori, abbiamo innalzato e ispessito sempre di più perché le abbiamo credute valide. NON ABBIAMO COLPE, dovevamo affrontare il mondo esterno sentendo il meno male possibile. Man mano che i mesi e gli anni passavano, da quando siamo stati concepiti, abbiamo iniziato quasi a recitare: – Una goccia di dolore qui per quando mamma non vuole tenermi in braccio, un po’ di egoismo qui per quando mi fanno mancare le cose, un pizzico di possessivita’ qui per quando mi dicono che ci sono cose che non sono mie e non posso toccarle, una cucchiaino di invidia qui per quando a me tarpano le ali ma a quell’altro no…-.

Insomma, lo capite che semplicemente non volevamo soffrire? Volevamo solo stare bene, seguendo quello che è un diritto naturale, in un luogo che ci apparteneva a fatica. Forse ancora oggi ci appartiene a fatica.

Peccato però che abbiamo utilizzato questi strumenti, i quali abbiamo conosciuto nel mondo della materia ovviamente, e nel mondo della materia, circondati soprattutto da persone inconsapevoli (vittime anch’esse, figlie di altre vittime) questi erano i mezzi a disposizione. Mezzi che oggi dobbiamo trasmutare perché, purtroppo, adesso sono loro che governano noi e questo non va bene. Sono cresciuti esageratamente. Siamo dipendenti delle azioni degli altri e quindi schiavi del loro umore.

AL VOSTRO SERVIZIO

Se qualcuno ci fa arrabbiare, ci arrabbiamo. Se qualcuno ci offende, ci offendiamo. Se qualcuno ci tratta male, ci rattristiamo. So che questo può sembrarvi normale nel mondo delle forme, ma non vi pare il comportamento di un cagnolino obbediente? O di uno zerbino? Non sarebbe più bello arrabbiarsi quando noi lo decidiamo e non gli altri? Io penso di sì. Perché mai dovrei dare ad una persona il potere in mano di rendere me triste o felice? Ma scherziamo?

E quindi, tornando a bomba, quello che voglio spiegare e che si collega anche con la splendida ricompensa di cui vi parlavo prima, è che noi diventiamo UNICI PADRONI della nostra vita (libertà totale e assoluta) ma non solo… tenetevi forte… possiamo modificare la nostra realtà! Proprio così.

Se il mondo riflette soltanto cosa ho dentro, nel momento in cui io modifico quello che si trova nella mia zona più intima (e sconosciuta) ecco che riesco a trasformare ciò che mi appare nella realtà. In pratica, se io al mattino mi specchio e vedo che ho i capelli scompigliati non servirà a nulla pettinare lo specchio del bagno. Saranno i miei capelli che dovranno essere sistemati con la spazzola. Ma potrò così avere la pettinatura che più desidero e vedermi più bella. Magari soffriro’ perché ci saranno tanti nodi, o mi innervosiro’ perché quel ciuffo proprio non vuole stare dove lo metto io, magari mi deprimero’ perché non riesco affatto a piacermi ma, prima o poi, continuando con determinazione, ce la farò a creare la pettinatura che più mi soddisfa e… la vita che più prediligo.

Trovo che la Legge dello Specchio sia uno strumento fondamentale verso la propria crescita interiore e la propria evoluzione. Uno strumento che ci permette l’autosservazione e, solo osservandoci, possiamo diventare sempre più Maghi della nostra vita. Siamo gia’ esseri divini e di luce, dobbiamo solo farci largo tra le nostre ombre, assottigliarle un po’ e splendere.

Prosit!

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