L’Ansia riposa nell’Apparato Digerente

Prima di andare al nocciolo del discorso chiarisco che l’Ansia è data dalla Paura (che trova sede nei Reni) e porta Tristezza (che ha sede nei Polmoni) quindi, si hanno sicuramente manifestazioni anche da parte di questi organi ma c’è un intero apparato, nella quale essa riposa, si nutre e si trastulla, che è il nostro Apparato Digerente, in principal modo simboleggiato dallo Stomaco e dall’Intestino e, devo dire, anche dal Pancreas.

Dallo Stomaco, inoltre, spesso, si mostra anche sulle labbra attraverso l’Herpes Simplex.

Ma iniziamo a parlare di lei. Che cos’è l’Ansia? E’ un’emozione, figlia della Paura, che da questa nasce, piccola piccola, dentro di noi (nel nostro “mare dentro” – cioè il Ventre) e cresce fino a diventare la nostra padrona.

Naturalmente, la percepiamo poi anche nella testa, nel senso che sono i pensieri a far nascere determinate sensazioni e stati d’animo: attacchi di panico, stress, fobie, ossessioni, timori, preoccupazioni, etc… fino ad arrivare a quelli che possiamo definire “Demoni” che, a causa dell’ansia, Demone anch’essa, ci fanno diventare: avidi, lamentosi, egoisti, gelosi, possessivi, rabbiosi, nevrotici, inebetiti, etc…

Quindi, si nota chiaramente come sia uno stato emotivo che ci opprime ovunque, in tutto ciò che siamo e che governa tutto ciò che facciamo o come reagiamo.

Le cause che indicano un malfunzionamento del nostro Apparato Digerente, il quale parte dalla Bocca e finisce all’Ano, sono molteplici e comprendono ogni tipo di disturbo, dai denti/gengive – non riuscire a prendere delle decisioni (paura) alla defecazione, stitichezza o diarrea – trattenere le emozioni o espellere ciò che ci agita (paura). Più, tutto quello che ci sta in mezzo. Ma, a predominare su tutto, c’è sempre lui, uno stato d’Ansia, celato o meno, che coordina il nostro vivere.

Esso può essere molto intenso, altamente visibile anche esteriormente o più nascosto, leggero, ma comunque perenne. Quest’ultimo non sfocia in crisi o eventi eclatanti ma logora nel quotidiano, rosicchiando parti di noi come un tarlo.

Detto questo, se mi riferisco al periodo che abbiamo appena vissuto non ancora del tutto finito e che ricorderemo come il periodo del Corona Virus, mi vien da pensare che di ansia, alcuni di noi, possono averne provata tanta. Vuoi la paura nei confronti di un nemico invisibile, vuoi il convivere con persone che non stavano bene, il terrorismo psicologico, il dover lavorare nei settori che facevano di tutto per salvare vite umane… insomma, è sicuramente stato un momento della nostra vita molto stressante e potrà capitare, se non lo ha già fatto, che il nostro organismo “scarichi” questa tensione in qualche modo. Attraverso cioè un disturbo all’Apparato Digerente.

Ovviamente questo vale anche per chi si porta dietro malesseri da tempo, tuttavia, l’importante è comprendere cosa il nostro fisico sta cercando di dirci. Serbiamo in noi una sorta di agitazione. Possiamo essere compressi. Inquieti. Destabilizzati. Anche se non ce ne accorgiamo.

Siamo, e siamo stati, tutti vittime dell’apprensione, fosse anche solo per aver tentato di tranquillizzare chi era con noi, quindi, se dovesse capitarci di risentirne, nelle zone che vi ho detto, cerchiamo solo di rilassarci il più possibile provando, assolutamente, di immaginare il bello e la tranquillità intorno a noi.

Con amore, massaggiamo la nostra pancia come a coccolarla, doniamo a lei pace, come una madre farebbe con una figlia e ripetiamo a noi stessi che tutto si è sistemato, che stiamo bene. Anche se ci vediamo circondati dai problemi e anche se proviamo malessere, diciamo ugualmente queste cose e queste parole amorevoli perché, se riusciamo a convincere il cervello, poi tutto si sistema.

Non dimentichiamo che la pancia è la nostra seconda intelligenza. Lì dentro avvengono importantissimi meccanismi che hanno a che vedere con tutto il nostro Essere e, trattando bene lei, significa trattare bene noi stessi. Cullandoci, rasserenandoci e mostrandoci la vita che preferiamo.

Per circa tre mesi abbiamo permesso alla Paura di coordinare la nostra vita, adesso, meritiamo di farci amministrare dalla serenità.

Prosit!

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Il Segno: la Stella dei Reni

Non si può sbagliare, solitamente, a trovare il punto corrispondente ai Reni sulla pianta del piede. Esso appare come una stella, una specie di asterisco, formato da diverse lineette incrociate tra di loro. Ovviamente non lo abbiamo tutti uguale. Ognuno, sotto al suo piede, ha le sue righe e c’è anche chi non ne ha ma, di norma, questo è il simbolo che permette di pigiare (attraverso la digito pressione) il punto al quale rispondono i nostri due importanti contenitori di emozioni. I Reni appunto.

Questo argomento non interessa soltanto chi si occupa di Riflessologia Plantare ma può piacere a chiunque voglia dare anche solo un po’ di sollievo ai propri Reni. Massaggiando il punto di riferimento, infatti, si può effettuare una specie di vibrazione benefica anche sugli organi i quali non potranno che rilassarsi e godere di tale trattamento. Proprio i Reni, peraltro, hanno molto bisogno di coccole e relax e, continuando a leggere questo articolo, capirete il perché.

La stella di cui parlo si trova grosso modo al centro della pianta, appena sotto la zona metatarsale.

I Reni, pur essendo gli scrigni di varie sensazioni, sono principalmente la culla di due grandi potenze che vivono dentro di noi. Esse hanno un consistente collegamento tra loro e vanno di pari passo. Si tratta della Paura – Madre di tutte le emozioni negative e dell’Energia Vitale, la nostra importante linfa vitale, conosciuta anche con il nome di Energia Sessuale la quale dona la vita.

Quando qualcosa affatica, o appesantisce, o infiamma, o inibisce i nostri Reni la stella può cambiare aspetto. Può divenire più marcata oppure riportare su di essa screpolature della pelle o aloni di svariati colori tendenti al rosso, al giallo o al grigio. Potrebbe diventare più frastagliata o più marcata, o gonfia, cioè mutare, rispetto a come è sempre stata.

Quello che può disturbare i nostri Reni è il frutto di diversi fattori dati da un’alimentazione poco sana e poco equilibrata, da uno stile di vita deleterio ma anche da come la vita la si prende e quali emozioni si provano per la maggior parte del tempo.

Vivere continuamente condizionati da stress o preoccupazioni (figli della Paura) ci fa stancare moltissimo quindi, di conseguenza, ne risentirà anche la nostra Energia Vitale che non sarà affatto pimpante e non lo sarà quindi neanche la persona. Ci si ritroverà davanti un individuo che apparirà apatico, in grado di consumare tutte le sue forze in un solo campo dell’esistenza ma non nelle altre. Potrebbe non avere voglia di consumare rapporti sessuali, potrebbe ridere poco, sentirsi stanco, preferire la poltrona, essere spesso triste, metodico, sempre con il bisogno di tirare lunghi sospiri di noia e di rassegnazione.

Attraverso la digito pressione, che obbliga il soggetto a rispondere, si può capire molto. Schiacciare quel punto preciso non significa massaggiarlo per rilassare se stessi, i propri Reni e infondersi fiducia, bensì vuol dire provare a scoprire la salute di questi organi.

Premendo sulla stella con una determinata forza, non esagerata ma abbastanza significativa, ci si può trovare davanti una persona che urla dal dolore che sta sentendo oppure da un “sordo” là dove, come “sordo”, si intende colui che non vuol sentire. Questo individuo davvero non sente male, i suoi Reni sono ormai troppo stanchi per rispondere, gonfi di noia e insoddisfazione. Come ovattati da un’infinità di energie negative che oggi li annebbiano nel loro diabolico abbraccio. Gonfi anche fisiologicamente, a causa dei troppi liquidi trattenuti che non vogliono uscire (l’ansia contribuisce a questo).

Ma quindi come facciamo a capire se una persona ha reni particolarmente sani o “sordi” se non sente dolore?

Beh, i Reni sono davvero un ampio mondo a sé.

Sono tante le cose che occorre guardare e valutare, prima fra tutte, come ho detto prima, la condizione di quella zona o della stella stessa (se presente): gonfiore, rossore, pallore, screpolature, etc… ma la cosa migliore è senz’altro quella di rivolgersi a un buon riflessologo.

Quello che però può fare chiunque è appunto aver cura di quella parte del piede con l’intento di aiutare i propri Reni per poter così vivere meglio. Sì, se aiutiamo i Reni attraverso una sana alimentazione ma anche grazie ad una piacevole pressione di sollievo, carezza e sprono tutta la nostra persona ne godrà un beneficio sentito.

Questa sorta di massaggio sarebbe bene farla tutte le mattine appena svegli come per prepararsi alla giornata che si sta per affrontare. Col tempo ci si sentirà più energici e più sereni.

Ovviamente, seppur fantastica, questa tecnica non è miracolosa. Bisogna assolutamente aiutare il corpo con una dieta sana e prendendo la vita in modo diverso cercando di provare altre emozioni ma, come ho detto, può davvero essere un buon aiuto.

Prosit!

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Perché le manifestazioni di Madre Natura ci disturbano?

Le manifestazioni di Madre Natura, attraverso le quali ci parla e si mostra, sono tutte splendide. Accettate e amate soprattutto dagli animali. Per quanto riguarda noi esseri umani, invece, la cosa cambia. Spesso, e comprensibilmente, alcuni elementi naturali, alle volte, possono infastidirci. Sto parlando prevalentemente di: pioggia, vento e sole i più comuni e i più detestati.

Il fastidio lo si inizia a percepire quando queste rivelazioni cominciano a prolungarsi nel tempo e la nostra intolleranza può derivare da diversi motivi.

Dopo giorni e giorni di pioggia, si inizia a desiderare il sole. Ci si vuole “asciugare”, godere dell’aria aperta ma, all’incontrario, dopo troppo tempo di siccità, si vuole l’acqua. Come ripeto, sono ovvie considerazioni ma oggi vorrei parlare di cosa accade, dentro di noi, energeticamente, in correlazione al meteo del nostro Pianeta Terra.

Siamo un tutt’uno con lui, estremamente collegati e connessi. Noi siamo lui. Siamo la natura. Pertanto, le sue manifestazioni, sono le nostre. Ci appartengono.

Il fondamentale equilibrio – Se non abbiamo equilibrio nel nostro processo naturale e generale possiamo percepire malessere. Il fattore principale è il non sentirsi in armonia totale e in sintonia con la vita, con se stessi e con gli altri.

LA PIOGGIA

La pioggia è una ricchezza assoluta per la terra. E’ il suo sperma. E’ l’acqua che assieme alla luce solare crea la vita o ridona la vita mentre questa sta appassendo. Essa però riguarda anche la nostra acqua interna. L’acqua è per noi indice di tristezza, quando è in abbondanza, rappresentata dalle lacrime, dal muco, dalle secrezioni liquide del nostro corpo. Urinare troppo, sudare in modo eccessivo, sono tutti sintomi di tristezza. La tristezza, è una delle figlie maggiori della paura e infatti sappiamo che la paura ha sede nei reni, organi che filtrano la nostra acqua. Il sangue, rappresentazione della vita, è soprattutto acqua pur essendo considerato un tessuto connettivo. La pioggia del cielo e della terra che ci appartiene, è la nostra pioggia, ossia la nostra acqua. Quando non smette di scendere, non smette di mostrarsi, è come se ci riempisse, ci circondasse, ci accompagnasse giorno dopo giorno e, passato quel tot di tempo che varia da persona a persona, ci si sente sazi, anzi, in esubero. Non se ne vuole più. Tutta quell’acqua aumenta la nostra tristezza. Vorremmo liberarcene.

Qualcuno potrebbe notare che ci sono individui molto tristi che però amano la pioggia e vorrebbero piovesse sempre. E’ vero. Questo accade quando si trova in quella pioggia l’ambiente più favorevole, la culla migliore. Come una sorta di comfort-zone. Non si apprezza la pioggia i sé, i suoi benefici e quant’altro di bello essa porta ma quello che ci fa provare. L’atmosfera che crea. Ci permette di non uscire, di rintanarci, di osservare il mondo da un velo appannato e distorto dalle gocce; più scuro, umido, quasi stantio. Se si è chiusi e introversi si ama questa ambientazione che solo la pioggia può creare ma, tutto questo, che è assolutamente umano, non è da scambiare con l’entusiasmo vero e proprio nei confronti della pioggia o di qualsiasi altra manifestazione climatica che la si arriva a benedire per il suo esistere. Una benedizione che nasce dal nostro cuore, ricolmo di vera e pura gioia.

La pioggia batte, incessante, come – la lingua batte dove il dente duole -. Liberarsi dal rancore, che spesso neanche sappiamo di avere, è la cosa migliore per amare davvero la pioggia e trovarsi in comunione con lei.

IL VENTO

Il vento rappresenta i nostri pensieri e la nostra elettricità. Più siamo elettrici, energici, vigorosi, grintosi e nervosi e più il vento sarà visto come un nemico. Amplifica quell’impeto che già possediamo e con il quale affrontiamo la vita. Ne abbiamo già del nostro e abbiamo confusione dentro. Confusione mentale e emozionale governate prevalentemente dall’ansia. Si tratta di un’ansia subdola, non si mostra. Sembriamo forti, ferrei, imperativi e invece è proprio l’ansia ad amministrare le nostre riflessioni ingarbugliate. L’ansia verso il giudizio degli altri, verso decisioni da prendere, verso il futuro… La pre-occupazione fa parte di noi.

Il vento scompiglia ancora di più le cose nel nostro intimo e quindi inizia a darci fastidio. Se il vento ci infastidisce è perché siamo troppo autoritari, troppo schematici, troppo aggressivi. Di sicuro chi vive con la testa fra le nuvole ama molto di più il vento rispetto agli altri perché lo vede come uno strumento capace di trasportare i suoi sogni in tutto l’Universo.

Il vento è collegato allo scorrere dell’energia in noi e allo scorrere del nostro sangue. Quando questi elementi sono già di per loro prorompenti e troppo affaccendati, si sente il bisogno inconscio della calma o si arriva a sopportare, al massimo, una lieve brezza.

Anche chi è troppo pacato e apatico nell’animo sopporta malvolentieri il vento, il quale, vuole dargli una sferzata di energia per lui troppo drastica e violenta.

Il vento muove le nostre frequenze, siamo fonti di energia, siamo corpi elettromagnetici e emaniamo onde dopo averle generate. Certi scompigli, se manchiamo d’equilibrio in noi, possono risultare intolleranti.

IL SOLE

Il sole è la vita eppure, da molti, non è amato per niente. Il caldo che produce può addirittura far star male oltre che provocare fastidio e anche la sua luce, troppo forte, può essere una seccatura… e sì, che “secca”, inaridisce tutto.

A non amare il sole cocente sono le persone irose o che celano una rabbia completamente nascosta. Parlo di una rabbia potente. Il sole, ripeto, è la vita e la nostra vita, rappresentata come ho detto dal sangue, è mossa dal cuore, organo propulsore di questa fonte. Organo della passione e dell’amore. La passione può essere ardore e, quando è già tanto, non serve calore in più. Oppure può essere patimento e, in questo caso, l’entusiasmo solare può disturbare.

Il sole stanca, affievolisce gli impeti pur essendo gioia. Dona calma. Si cerca l’ombra per spegnere quel fuoco. Tutta la natura, durante le ore di sole più forte, si nasconde e riposa. E’ come se in quel momento passasse il Re e occorre lasciarlo fare, attendendo orari più disponibili per ricominciare le attività.

Colui che non si adegua energeticamente a queste frequenze patisce. Il suo cuore può subire accelerazioni o affanno, oppure calmarsi troppo, procurando un senso di affaticamento non previsto. Si perde idratazione e, senza quella, ci si sente spenti. Ogni nostra più minuscola cellula è composta dall’80% circa di acqua. Se già si è aridi, a livello emozionale oltre che fisico, ulteriore siccità non solo infastidisce ma la si detesta proprio.

IL METEO EMOZIONALE

Saper tradurre quello che manifestiamo attraverso Gaia penso sia importante per conoscerci. E’ come uno strumento in più che ci permette di capire in che stato è il nostro equilibrio. In teoria, anche se questo è quasi impossibile, ma lo dico al fine di spiegarmi, dovremmo poter amare sinceramente ogni manifestazione e anche il suo periodo di presenza. Al di là dei danni che può provocare, al di là di quello che può fare al pianeta. Mettendo un attimo da parte queste che sono delle conseguenze e osservando soltanto il principio primario dentro di noi, occorre vedere cosa scaturiscono nella nostra parte più intrinseca queste rivelazioni. Tutto il resto lo si potrà guardare, certamente, in un secondo momento ma il nostro benessere energetico può essere considerato anche qui.

Inoltre, allenarsi a guarire sotto questo aspetto e cioè equilibrare il movimento energetico in noi, ci aiuta anche ad amare di più queste condizioni climatiche e ad amarle veramente. In questo modo ci fortifichiamo e anziché patire, quando una di esse si presenta in modo continuativo e senza cessare, possiamo continuare a sentire gioia dentro di noi. A quel punto potremo desiderare che finisca, certo, ma in noi ci sarà comunque bellezza, ci sarà ammirazione, trasporto, e quindi emaneremo frequenze positive le quali non potranno che rimandarci felicità.

Prosit!

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Insignificante??? Descrive la tua Sessualità!

Mi riferisco al Mignolino del piede, che non si chiama Mignolo bensì – quinto dito – e, più precisamente, Mellino.

Non ci badiamo mai a lui, pare quasi… insignificante.

Ci accorgiamo della sua esistenza solo quando scontriamo, scalzi, qualche mobile in casa e vediamo le stelle di tutto il firmamento vero?

Pensate che, addirittura, dicono gli esperti, andrà estinguendosi. Sì. Sparirà. Tanto possiamo farne a meno. Non serve a nulla. Un po’ come la coda. Dicono. Un po’ come i padiglioni auricolari che si sono rimpiccioliti nel tempo rispetto agli avi preistorici.

Beh, secondo me, non è vero che non serve a niente. Ci dona equilibrio. Giusto poco tempo fa, una mia amica, se l’è rotto sbattendo contro la sedia della cucina (non vi dico il dolore e le imprecazioni) e proprio lei mi ha confidato – Sembra inutile come parte del corpo ma cavoli come mi sono accorta che in questi giorni “non c’è”! -. Non poteva infatti svolgere bene il suo lavoro, quel povero ditino, tumefatto e dolorante.

Ma, al di là della sua funzione fisica e podologica, cosa racconta di noi?

Sapete già, leggendo questo blog, che ogni zona del nostro corpo e le dita in particolar modo, significano molto e allora vediamo Mellino che cos’ha da dire sulla nostra personalità.

Ebbene sta ad indicare innanzi tutto la nostra sessualità. Tac! Ecco che immediatamente vi si spalancano gli occhi; lui per voi diventa subito molto più meritevole di considerazione e, ovviamente, vi siete già tolti calza e scarpa per osservarlo.

Beh… osservateli entrambi però! Come avevo scritto in passato, la vostra parte destra del corpo e quella sinistra hanno diversi significati. Una sta ad indicare il Padre e la mascolinità (parte maschile) mentre l’altra la Madre e la femminilità (parte femminile). Ogni individuo, uomo o donna, le contiene entrambe.

E’ buffo notare come spesso, non sempre ma sovente accade, il Mellino destro, sia completamente diverso da quello sinistro. Eeeeeh… e lì ce ne sarebbero di cose da andare a vedere! Anche sui nostri genitori.

Attenzione! L’Energia Sessuale, peraltro, è l’Energia Vitale e ha sede nei reni. Non per niente ha a che vedere con il meridiano della Vescica. Ha a che vedere anche con le orecchie e… vi ricorderete, presumo, di questa immagine che avevo pubblicato tempo fa.

Vi consiglio, già che ci siete, di leggervi questo mio articolo https://prositvita.wordpress.com/2015/03/09/orecchio-campanello-dallarme-del-rene-un-piccolo-corpo-umano-in-miniatura/

Ma torniamo al dito. L’eros. La sessualità. La quale non è intesa come attività sessuale (quella è una conseguenza) ma piuttosto come un approccio e un comportamento relazionale che racchiude in sé aspetti psicologici e sociali. All’inverso dell’animale, essere dalla sessualità più istintiva, l’uomo, attraverso gli strumenti e i meccanismi mentali (anche inconsci) vive una sessualità diversa. Si vanno infatti a toccare anche punti come l’atteggiamento (in privato e in pubblico).

Parlando di sessualità, ci si ramifica anche in argomenti come: la creatività e l’entusiasmo che sono tra i primi discendenti della sessualità. Creatività infatti significa CREA – TI – VITA (crea la tua vita) e Entusiasmo significa EN – THEOS (vivere con Dio dentro di sé). Vi ho detto, appunto, che l’Energia Sessuale è l’Energia Vitale, della vita.

E parlando di sessualità non si può naturalmente non citare la SICUREZZA. Cosa significa? Significa che una persona sicura di sé vivrà anche bene la sua sessualità. Ossia, all’incontrario, solitamente, un Mellino magari sormontato dal quarto dito e quindi poco visibile, può rappresentare insicurezza e, di conseguenza, poca spontaneità del soggetto, timore a mostrarsi, vivendo una sessualità spenta perché forse da giovane ha ricevuto, a tal proposito, un’educazione troppo rigida o è rimasto turbato da qualcosa. I motivi possono sempre essere moltissimi.

La timidezza è composta dal desiderio di piacere e dalla paura di non riuscirci – (Edme-Pierre Chauvot de Beauchêne)

All’inverso, con un quinto dito spavaldo e che ben si mette in mostra, potremmo trovarci davanti ad una persona sensuale e con fascino. Che mostra di sapere bene cosa vuole nella vita, che non si accontenta del “primo che passa” e che conosce bene le proprie capacità. Può essere un buon cacciatore o una furba preda che sa giocare le sue carte. Non fatevi abbindolare quindi, anche se farà l’umile e la modesta, dietro a quella parvenza semplice e addirittura insignificante, si nasconde un’anima che sa il fatto suo e ovviamente molto piacevole da vivere. Non lo sto certo dicendo in senso negativo!

 

Un Mellino invece “cicciotto” può voler indicare una persona dalla sessualità accesa ma anche vogliosa di appagare il proprio ego e, per questo, ricerca attraverso l’attività sessuale, la conferma di “valere”, il bisogno di affermarsi intrinseco e inconscio. Più partner sessuali trovano e più possono dire – Io valgo! -. Sono persone che amano assaporare il bello della vita, quasi ingordi delle cose e delle situazioni piacevoli. Questo da non confondersi con un Mellino invece “gonfio” cioè, tondeggiante ma poco turgido e muscoloso che sta invece a dimostrare come quella persona potrebbe apparire spenta e affaticata nei confronti del sesso. Potremmo dire – Vorrebbe ma non riesce -.

Insomma, questa parte del piede, che di solito si snobba, ha anche lei la sua importanza. Sarebbero davvero mille le cose da dire a suo riguardo, occorrerà scrivere sicuramente in futuro un altro articolo. Sono sicura che adesso, questo minuscolo ditino, è da voi sicuramente più considerato.

Prosit!

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Come può lo Stress concretamente danneggiarci?

Molto spesso leggiamo citazioni, o interi articoli, che spiegano come lo stress sia uno dei disturbi più distruttivi per il nostro organismo quasi da essere considerato una malattia vera e propria, soprattutto negli ultimi decenni ma, per molti, queste parole, sono soltanto una sciocca retorica che porta a rispondere – Si, si lo so… – e si continua a vivere un’esistenza stressante e quindi realmente dannosa per la salute.

Lo stress è riconosciuto oggi come una delle prime cause più gravi e più deleterie che colpisce il nostro essere, sia dal punto di vista psicologico che fisico. Ma come può la sua azione ripercuotersi davvero nel nostro corpo? Non è un virus, o un qualsiasi agente patogeno, non è nemmeno un incidente, o una ferita, quindi?

La parola al nostro corpo:

Dimentichiamo troppo sovente che all’interno del nostro corpo fluiscono delle sostanze importantissime e fondamentali per l’organismo chiamate ORMONI ed esse sono proprio il collegamento tra la nostra parte emozionale e fisica in quanto vengono emessi, o meno, a seconda di come “stiamo psicologicamente”.

Mi spiego meglio. Sappiamo tutti che in un momento di paura, di terrore o di sforzo, alcune nostre ghiandole secernono adrenalina, ad esempio, un ormone che permette alla nostra parte fisica funzioni atte ad affrontare quel particolare momento. L’adrenalina viene anche chiamata “ormone fight or flight” vale a dire “combatti o fuggi” proprio per il suo scopo. Prepara cioè il nostro corpo a superare la prova spaventosa o estenuante alla quale siamo sottoposti. Accelera il battito cardiaco (per correre, per respirare più velocemente), dilata la pupilla (per vedere meglio), aumenta la pressione arteriosa (per avere più sangue ovunque), etc, etc…

Dalla paura (parte mentale/emozionale) passiamo quindi ad una preparazione del corpo (parte fisica).

La stessa cosa vale per altri ormoni.

Un altro esempio significativo da correlare agli ormoni, o anche ai neurotrasmettitori (anch’essi sostanze che diffondono le informazioni tra le cellule del sistema nervoso) è quello che vede come protagonisti i sali minerali e gli oligoelementi che dovrebbero essere presenti nella giusta misura all’interno del nostro fisico chiamati anche “elementi essenziali”.

Ecco quindi cosa succede in caso di troppo stress.

Vivere nello stress costantemente è come vivere nell’ansia. L’ansia di riuscire a fare tutto entro la fine della giornata ad esempio. L’ansia di fare bene quel lavoro senza essere denigrati dal capo. L’ansia di affrontare quella situazione o quelle persone ogni giorno della nostra vita; in famiglia o sul lavoro.

Ebbene, vivendo in questo stato, senza accorgercene, secerniamo quantità di adrenalina frequentemente, la quale, è sana in alcune occasioni ma, come accade sempre, diventa nociva quando è troppa. Accade così che l’adrenalina indurisce troppo i nostri tessuti, sia quelli muscolari che degli organi interni. Dilata troppo le pareti dei vasi sanguigni. Fa lavorare il cuore ad un ritmo innaturale anche se impercettibilmente. Vivendo così come in un continuo “stato di paura” ossia, con gli stessi sintomi per il nostro corpo della paura.

Questo fa si che il potassio viene completamente consumato e, diminuendo lui, automaticamente si alza il livello di sodio. Troppo sodio appunto, rende rigide le pareti del nostro corpo. Vale a dire che rende rigidi i capillari, le vene, le arterie, lo stomaco, il fegato, i reni e via discorrendo…

Senza la giusta elasticità, essendo un qualcosa di vivo che deve muoversi fluidamente, il nostro corpo inizia a subire delle “rotture”. Con il termine di “rottura” non immaginatevi una spaccatura vera e propria, anche se a lungo andare può avvenire pure questo. Si tratta, più che altro, di un malfunzionamento dei vari componenti come anche il cuore e i polmoni. Non per niente, la prima azione a patire di queste conseguenze, è il RESPIRO. Quante volte capita di sentire una pesantezza sul petto senza cause patologiche? Quante volte succede di vedere persone con un respiro affannato, o che faticano a prendere respiro, o che comunque respirano male? Pensate ad una rigidità del muscolo cardiaco o dei polmoni, che sono forse gli organi con più elasticità tra tutti dovendosi espandere e restringersi.

Il problema è che non li possiamo osservare. Non vediamo all’interno di noi cosa accade. Non possiamo notare la durezza e l’aridità dei reni che non riescono più a filtrare, la mobilità dello stomaco che lavora per permetterci la digestione, la peristalsi dell’intestino per trattenere e assorbire sostanze nutritive e lasciar andare quelle di rifiuto. Non ce ne accorgiamo fino al giorno in cui, tutto questo, a lungo andare, porta ad avere seri problemi.

La cosa principale sulla quale riflettere è che in questi frangenti, il nostro sangue, deve lavorare sodo, molto sodo, soprattutto per ri-ossigenare le parti e nutrirle al meglio affinchè possano funzionare bene e quindi si inizia ad innescare un meccanismo malsano e faticoso anche per le cellule del sangue, per il midollo stesso e la milza che non riescono a star dietro alla produzione di sangue nuovo e vengono così chiamati in ballo anche gli anticorpi perché, non c’è niente da fare, il nostro organismo s’indebolisce e diventa una vittima adatta per gli agenti esterni che ci colpiscono con più facilità. Diventiamo vulnerabili. Accade così, di conseguenza, come in una catena, che ci ritroveremo presto con un sistema immunitario stanco e debole che non ce la fa a proteggere tutto, non riesce a combattere tutto e…. ci ammaliamo.

Purtroppo tanta gente crede che un po’ di riposo sul divano, a fine giornata, sia il rimedio ideale ma non è assolutamente così e spero si sia capito dopo questo post che spiega come vivono gli organi interni. Spegnersi sul letto o sulla poltrona non serve a nulla. Lo stress rimane comunque dentro.

Riposare la mente è solo un palliativo richiesto dal cervello per tentare il possibile, ma occorre davvero prendere misure di sicurezza ed evitare il più possibile di stancarci e stressarci psicologicamente. E’ molto più distruttivo un tot di stress ogni giorno che una botta di sovraffaticamento una volta ogni tanto. Il nostro corpo è pronto e preparato ad affrontare eventuali situazioni di tensione, ma non è adatto a farsi corrodere quotidianamente da sensazioni nocive.

P.S. – Infine, ci tengo a sottolineare una cosa. Non ho voluto scrivere un trattato medico e, come sapete, non sono un medico. Mi rendo conto che molti contesti sono stati buttati giù in modo molto semplice e se venissero letti da un luminare risulterebbero ridicoli, in quanto, i processi del nostro organismo, sono decisamente più complessi ma, il mio interesse era quello di far comprendere a chiunque come funziona il nostro corpo e perché, scientificamente e concretamente, lo stress può danneggiare seriamente e FISICAMENTE la nostra salute.

Prosit!

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Margherita che non vuol Guarire e le Persone “Sorde”

Facevo ancora l’estetista quando conobbi Margherita.

Veniva nel mio centro a farsi fare massaggi drenanti e pedicure.

Diceva di fidarsi di me, di come lavoravo, della mia professionalità. Si sentiva in buone mani e si sentiva soprattutto ascoltata. Già. Essere a contatto della gente e servirla prendendosi cura del loro corpo significa anche saper “ascoltare”.

Io personalmente, che non mi sono mai occupata solo ed esclusivamente di estetica, amavo regalare un benessere olistico ai miei clienti e, questo, lo percepivano e lo apprezzavano.

Margherita, nome inventato da me per non svelare quello reale, era una donna sulla cinquantina, oggi avrà all’incirca cinque anni in più, dai capelli scuri e mossi che cadevano sulle spalle e la pelle liscia e chiara. Non era una brutta donna ma risultava scialba perché non si teneva e aveva la tristezza dipinta sul volto.

Era molto negativa, molto pessimista e sospirava in continuazione come ad avere un costante peso sullo stomaco. Veniva sempre accompagnata dal marito, un uomo umile, buono, che le voleva un gran bene e stava seduto vicino a lei per tutto il tempo del trattamento.

Margherita, oltre a diversi altri disturbi fisici, aveva da anni un’onicomicosi, ossia un fungo nell’unghia dell’alluce, che non riusciva a curare.

Nulla me lo fa andare via – mi diceva affranta. Margherita era sempre affranta. Le trovai diverse soluzioni da quelle più naturali a quelle più aggressive ma, per davvero, i prodotti con lei sembravano non avere alcun effetto.

Un giorno, mentre le stavo facendo i piedi, mi chiede se poteva prendere un appuntamento per fare una seduta di riflessologia plantare e io glielo do volentieri. Era come se cercasse un qualcosa in più che potesse coccolarla, che potesse “salvarla” da una situazione opprimente che viveva.

Capii più tardi che, in realtà, non stava vivendo nessuna terribile situazione (fortunatamente). Quello era semplicemente il suo modo di prendere la vita. Un metodo scelto molti anni prima, forse alla ricerca di attenzioni e del poter essere compatita, considerata, che pian piano, mentre il tempo passava, si è talmente impossessato di lei da farla vivere, quotidianamente, come se ogni giorno fosse il più brutto della sua vita.

Le diedi l’appuntamento per la seduta di reflex la settimana successiva e lei, puntuale, si presentò il giorno stabilito, naturalmente assieme al marito.

Dopo diversi minuti di trattamento mi resi conto che c’era qualcosa che non andava nei Reni. Quegli organi erano stanchi, spenti. I Reni sono la sede dell’Energia Vitale nonché Sessuale (dalla quale si da vita alla vita). In loro, risiede la nostra vitalità e, di vitalità, Margherita ne dimostrava ben poca. Essi sono anche però la sede dell’emozione Paura.

Iniziammo a parlare dei suoi Reni e venne fuori che le avevano tolto dei calcoli renali l’anno precedente. Molto bene, la Paura si era concretizzata ( leggi qui https://prositvita.wordpress.com/2016/12/19/calcoli-renali-la-paura-si-e-concretizzata/ ).

Ogni tanto sento ancora qualche stilettatina qui dietro – mi fa sapere indicando due punti della schiena sopra ai glutei – sento questa fascia stanca, quasi dolorante da tanto che è stanca… come… come se fosse intorpidita -. Capivo quello che stava cercando di spiegarmi e le consiglia innanzi tutto una dieta idonea che non solo l’avrebbe aiutata a mantenere i suoi Reni puliti ma le avrebbe aumentato la leggerezza psicofisica e la serenità. Una buona alimentazione rende anche felici e di buon umore. Riequilibra la produzione di ormoni (come la Serotonina neurotrasmettitore – chiamata “ormone della felicità”) e si vive nettamente meglio.

Non sono un dietologo ma mi occupo da diverso tempo di alimentazione sana notando con gioia che medici e nutrizionisti sono d’accordo con quello che dico. Le consigliai ovviamente di rivolgersi al proprio medico ma di dedicarsi ad un nuovo tipo di cucina e poi, per cercare di eliminare, o comunque attenuare questa paura inconscia che non la faceva vivere bene rendendola triste, le elencai alcuni esercizi fisici e anche di carattere spirituale da fare ogni giorno.

Mi accorsi subito, ormai lo percepisco all’istante, che Margherita era quella che si può definire in questo gergo una persona “sorda”. In questo caso, con il termine “sordo”, non si vuole intendere una persona che non può udire ma una persona che non vuole udire. Non recepiva. Ogni cosa che le dicevo era per lei inutile. Margherita non voleva stare bene, questo era il punto e, anche se può sembrare impossibile, è proprio così e può accadere a diverse persone. A darmi conferma, dopo l’ennesimo tentativo della donna di convincermi che lei già faceva tutto quello che le stavo dicendo ma non serviva a niente (era ovviamente una bugia ma queste persone la trovano come un’ancora di salvezza), ad un certo punto subentrò il marito che, con voce tonante, per la prima volta da che lo conoscevo, dimostrò tutta la sua frustrazione ed esaurimento nei confronti della moglie.

Margherita! – urlò – Ti rendi conto che con te non funziona niente perché non vuoi che funzioni niente?! -. Lui, conoscendola e vivendo con lei, sapeva benissimo che non mangiava quello che le stavo consigliando di mangiare, sapeva benissimo che lei non faceva gli esercizi che le stavo suggerendo e sapeva anche che ogni cosa… con sua moglie non funzionava.

Ebbene, può capitare che ad esempio un analgesico su di me funziona e su un altra persona no. Il principio attivo probabilmente su un individuo non ha alcun effetto e su un altro si, ma quando si inizia a vedere che molte cose, nella vita di qualcuno, non danno frutto in diversi ambiti, quasi come se quella persona fosse un extraterrestre, allora forse bisogna iniziare a porsi qualche domanda.

Margherita aveva messo l’apparecchio ai denti e i denti erano rimasti storti, Margherita subì un intervento chirurgico che si dimostrò inutile, il fungo all’unghia non si riusciva a debellare, la tinta della parrucchiera non riusciva a colorare i suoi capelli, se andava da un ottorino a farsi sturare un orecchio dopo poco l’orecchio aveva un tappo più grande di quello precedente, se assumeva un farmaco quel farmaco su di lei non aveva effetto. Sempre così, su ogni cosa.

Prese singolarmente, queste situazioni, possono fallire sì ma, se ogni volta, la cura, di qualsiasi genere sia (meccanica, farmacologica, psicologica, fisica, etc…) non funziona, a mio avviso, bisogna andare a scavare alla radice del soggetto. C’è un problema di fondo che non permette l’azione salutare degli agenti e contributi esterni. E’ una situazione involontaria ovviamente, che il paziente non riconosce il più delle volte, ma c’è. Capire come funziona la nostra mente e i suoi piccoli, minuscoli e profondi corridoi è difficilissimo anche per un professionista, ma occorre davvero rivolgersi a qualche esperto del settore per poter ricevere un aiuto. Un aiuto ad aprire la porta dell’animo per far entrare il benessere.

E’ vero che ogni essere umano è un mondo a sè e che per ognuno di noi ci vogliono accortezze diverse da chi ci cura, non siamo fatti con lo stampino, ma è anche vero che, tenuti in considerazione determinati parametri, da lì, non si va molto lontano. Un callo è un callo per tutti, un’appendicectomia è un’appendicectomia, un mal di testa è un mal di testa. Ripeto, ognuno deve essere valutato a sè in modo distinto (sangue, pressione sanguigna, assunzione di farmaci, stile di vita, età, malattie, etc…) ma l’azione è pressoché la stessa.

Quindi ricordate, se avete un amico o un parente che si può definire “sordo”, o se voi stessi riuscite a riconoscervi “sordi” allo stare bene, dopo questi suggerimenti, cercate di prendere provvedimenti, fatevi aiutare e lasciatevi andare verso chi ha intenzione, seriamente e benevolmente, di prendersi cura di voi.

E’ vero che ci sono molti professionisti che non meritano questo nome e lavorano male ma ce ne sono anche molti altri, e fortunatamente sono la maggioranza, che hanno invece interesse a far star bene una persona per non perdere il cliente e per avere una buona nomina; ma anche perché hanno, soprattutto, una dignità e un cuore.

Piccola parentesi sulle persone “sorde” e l’alimentazione:

Esempio: soggetto in sovrappeso, di molto. Nessuna patologia, nessun problema ormonale. Semplicemente… ciccioso. Alla domanda – Scusi ma cosa mangia? – lui risponderà con aria innocente – Niente! -. (Sembra buffo, lo so, ma è così!).

Mmmhmm… iniziando la sfilza di quesiti queste saranno le sue risposte:

Mangia troppi carboidrati?

Ma si figuri! Non li mangio mai!

Troppe proteine?

Nooo! Non mi piacciono e non le digerisco!

Troppi formaggi?

Sono allergico!

Troppi dolci?

Mai toccato un dolce in vita mia!

Ecco, a questo punto, mettetevi una mano sul cuore e implorate Miss Pazienza di venirvi a trovare!

Prosit!

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Occhi e Palpebre – Cosa ci dicono?

Sugli occhi ci sono tante cose da dire e, dopo aver scritto questo articolo, https://prositvita.wordpress.com/2016/01/08/hai-occhi-grandi-o-occhi-piccoli/ voglio ampliare il discorso. Occhi sporgenti, occhi incavati, occhi ravvicinati, occhi distanti, chiari, scuri… scrivere diversi post tenendo anche conto delle ciglia e sopracciglia, palpebre, cavità orbicolari, insomma, gli occhi possono comunicare davvero molto su di noi.

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Ecco, a proposito degli occhi sporgenti, alcune persone li hanno, mi viene in mente come questa caratteristica indichi che quella persona è un individuo che ama tenere tutto sotto controllo. Vedere tutto, notare tutto. A volte addirittura cade nel credere che senza di lui le cose non funzionano per il verso giusto. Sono persone molto socievoli, o comunque amano stare in compagnia, possono patire la solitudine. Inoltre, possono essere impulsive, soprattutto nel parlare e coraggiose. Piene di ardore.

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Si parla quindi di profondità dell’occhio, una profondità fisica in questo caso.

Le persone invece con gli occhi più incavati sono persone che amano e vogliono guardare dentro loro stesse. Sarà difficile quindi per loro prendere una decisione velocemente su due piedi. Sono riflessive e spesso anche titubanti. Più introverse e molto accurate nelle scelte.

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La zona orbitale del viso, la fascia che comprende non solo gli occhi ma l’inizio del naso, il procero, la palpebra inferiore, l’arcata sopraccigliare fino alle tempie, dice molto. Essa può avere un colorito più scuro o più chiaro. Quando è scuro potrebbe esserci della depressione e quando le palpebre, sia superiori che inferiori, sono rigonfie, e magari scure, è segno di tristezza. Io le chiamo “le sacche del pianto”. Indicano anche un malfunzionamento dei Reni, sedi dell’emozione Paura, la quale infatti rende tristi e, dal punto di vista dell’alimentazione, palesano un consumo esagerato di proteine e prodotti animali. Le persone con “le sacche del pianto” molto accentuate possono avere la tendenza ad ingrassare ma per questo aspetto bisogna prendere in considerazione molti altri fattori. Queste “borse”, se rigonfie, mostrano un eccesso di liquidi e quindi eventualmente uno stato edematoso in tutto il corpo mentre quando sono asciutte, e a volte addirittura rientrano nella cavità, suggeriscono mancanza di idratazione.

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E’ quasi buffo pensare, come dicono molti luminari orientali, che solitamente quando sentiamo lo stimolo della fame in realtà il nostro corpo ci sta chiedendo acqua e non cibo. L’acqua è fondamentale per noi, per la terra, per ogni forma di vita. Siamo costituiti dal 70% d’acqua ed essa depura. Non bisogna esagerare con la sua assunzione ma sicuramente non deve mai mancare.

Questa fascia comprende anche la distanza degli occhi dal naso. Quando gli occhi sono ravvicinati tra loro possiamo avere davanti un soggetto che osserva a lungo le cose, magari giudicandole anche, può avere buon gusto e saper valutare. Una persona analitica che solitamente apprezza chi la pensa come lei. Sarà anche in grado di concentrarsi con semplicità.

Chi invece ha occhi più distanziati ha larghe vedute, può cambiare idea facilmente ma non solo perché si lascia trasportare bensì è in grado di adattarsi alle situazioni della vita e valutare diverse prospettive senza assolutismo.

Come ho già detto nell’articolo precedente diffidate dal make-up. Le donne con occhi ravvicinati tendono sempre ad allungarli e distanziarli.

L’angolo esterno dell’occhio è una delle zone più truccate del viso e ha anche lui una posizione soprattutto da osservare in correlazione all’angolo interno.

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Quando l’esterno è infatti più in alto rispetto l’interno quasi sicuramente quella persona è curiosa, molto sveglia, sa il fatto suo, potrebbe essere anche vanitosa, avere uno spiccato orgoglio personale ma soprattutto ambiziosa.

All’incontrario c’è un po’ di infelicità, di pessimismo e poca autostima. Tanto buon cuore ma poca soddisfazione nei confronti della vita.

Questi angoli, soprattutto quello esterno, sono in stretto collegamento con la palpebra superiore. Quando questa è particolarmente polposa, carnosa, piena, ci si può ritrovare davanti un individuo che non è in grado di amare con tutto il suo cuore e quindi soffrirà molto meno per il proprio partner rispetto a quello che ha invece la palpebra superiore incavata e vuota. I primi perdono meno energia, la trattengono di più, alimentano il loro fuoco interiore  e potrebbero essere più portati a focalizzarsi e a dedicarsi alla propria professione e al denaro piuttosto che alle relazioni intime. I secondi invece si svuotano di energia proprio come le loro orbite e solitamente questo accade per passione.

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Accanto all’angolo esterno possono formarsi delle rughe (avvallamenti della pelle che meriterebbero un articolo a sé) chiamate, in gergo, “zampe di gallina”. Questi solchi indicano il socchiudere gli occhi come a volerci – vedere chiaro -. Mirare quella determinata cosa e valutarla. E’ un riflesso viscerale che, dai primitivi, ha permesso la conservazione della specie. Porre attenzione, cercare di capire cosa sta succedendo. Misurare il rischio. Ovviamente più queste rughe sono marcate o precoci e più l’individuo sarà scettico nei confronti del benessere che la vita può regalare gratuitamente. Sarà una persona che fiuta il pericolo e lo percepisce magari anche quando non c’è. Previdente, forse troppo. Ma sono anche le rughe del sorriso per questo bisogna confrontarle alle rughe del procero in mezzo alle sopracciglia. Quindi, come dico sempre, le parti del viso, o del corpo, non vanno mai valutate singolarmente ma bisogna osservare l’essere umano in tutto il suo insieme. Alcuni dettagli generici però si possono dare come ci suggerisce la fisiognomica. Ma torniamo alle palpebre.

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Le palpebre invece svuotate ma con eccesso di pelle che ricade oltre al bordo ciliare (cosa che accade solitamente durante la vecchiaia) è un segno di critica e autocritica. Si è stati criticati, si critica molto e, sovente, si critica al negativo. In questo caso c’è anche poco entusiasmo nei confronti della vita, si è come stanchi e non si ha più voglia di molte cose. Chi ha questo tipo di palpebre, pur non essendo anziano, è una persona “vecchia dentro” parlando da un punto di vista interiore ed emozionale.

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Pupilla. Dal latino [pupìlla] che significa “bambina, bambino, bambolina”. Infatti, gli occhi sono l’unico organo che non cresce. È lo spazio attraverso il quale è possibile vedere il bambino, dentro l’adulto -.
(guidofruscoloni, Twitter)

Prosit!

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