Impara la Preziosa Arte dell’Equilibrio

Yin e Yang, il giorno e la notte, il positivo e il negativo, la spiritualità e la materia, ogni cosa ha un suo senso e un suo contrario e tutto occorre.

Per raggiungere la Luce, passando attraverso le ombre, impara l’Equilibrio perché è con il giusto compenso che l’Universo intero va avanti. Un movimento fluido bilanciato.

C. è una donna sulla quarantina che per tre anni circa è stata assieme ad un uomo, che chiamerò F., il quale era sempre molto propenso a criticarla negativamente ma poco incline a complimentarsi con lei. Giorno dopo giorno C. iniziò sempre di più ad auto svalutarsi e a ritenersi una brutta persona.

In questo post non voglio parlare di manipolazione o raggiri ma di un’altra questione perché, quelli che F. chiamava “spunti di riflessione per una crescita evolutiva” nei confronti di C., erano invece esagerati giudizi poco piacevoli, continui e su qualsiasi argomento.

Una cosa della quale C. si lamentava era che F., alle sue proteste, rispondeva – Oh, insomma! Ti ho regalato un anello, vorrà ben dire che comunque mi piaci come persona e non sei così sbagliata! -. Così dicendo, visto il bel gesto del cerchietto al dito, F. era convinto di essere completamente equilibrato e soprattutto nella ragione più totale.

Lao Tzu diceva – Fa più rumore un solo albero che cade di un’intera foresta che cresce – e aveva ragione. Il senso di questa frase è comprensibile ma…. ma la foresta rimane perbacco! Dopo il tonfo assordante del tronco caduto, la foresta continua ad esistere. Reale, concreta, ferma, ancorata alla terra. Proprio come le credenze negative che C. coltivava in se stessa a causa delle valutazioni di F. nei suoi confronti.

Naturalmente C. riceveva tutte quelle disapprovazioni da parte di F. perché lei stessa si svalutava e si disapprovava. F. le mostrava semplicemente, come uno specchio, quello che lei aveva dentro, pertanto C., avrebbe dovuto lavorare su di sé senza lagnarsi nei confronti del suo compagno. Ma, volendo scrivere un articolo sull’Equilibrio, sposto l’attenzione sul meccanismo esterno a C. e non al suo prezioso lavoro interiore da compiere il prima possibile.

Le critiche che riceviamo sono una delle migliori condizioni per imparare a migliorare se stessi. Per questo non bisogna offendersi o arrabbiarsi quando gli altri le muovono verso di noi.

C’è però il modo che va tenuto in considerazione, mentre molti invece se lo fanno sfuggire e, spesso, ci si scontra con un inutile abuso del quale molti approfittano e che, a lungo andare, non porta a niente di buono.

Chi troppo ti critica va allontanato, soprattutto quando non compensa i suoi giudizi negativi con quelli positivi e va allontanato anche chi ti disapprova con toni impertinenti e in modo altero o presuntuoso.

Attenzione, anche se non ricevi offese o anche se non vieni aggredito non accettare questo eccesso. L’umiliazione e la violenza sono già oltre. Sono dei traguardi orribili da non sfiorare nemmeno, quindi, preoccupati di fermare il tuo critico molto prima di arrivare a quei livelli.

La critica costruttiva e buona, fatta con il cuore e l’amore, anche se con un tono irritato, fa bene e quel bene si sente. Ma quando inizi a stare male per ciò che quella determinata persona ti dice ogni santo giorno, è giunto il momento di dire – Basta -. Lì non c’è più crescita. C’è di tutto ma non c’è crescita e non c’è neanche niente di positivo.

Quanto male fai a un bambino se gli tiri una sberla convinto di insegnargli l’educazione? Quanto male gli fai dentro intendo. Bene. Dagli tanti baci poi, tanti quanti sono stati i suoi dolori per quel tuo schiaffo.

Cura. Ripara. Bilancia.

Se rompi, devi poi aggiustare.

Il male ha fatto il suo effetto. Ora tocca al bene.

L’Equilibrio è ciò che più di fondamentale c’è in ogni ambiente del Creato. E’ quell’armonioso via vai che pur non trattandosi di perfezione è la perfezione alla quale tanto si ambisce.

In Natura “è stata messa” la specie giusta, nella quantità giusta, di animali giusti, nel luogo giusto. Un topo capace di sfornare nove cuccioli ogni tre mesi è un animale ben poco longevo, al contrario di un elefante che riesce (forse) a procreare una sola volta nella vita dopo una gravidanza di ben ventidue mesi. Tutto è perfetto!

Non uccidere l’Equilibrio. E’ ciò che fa andare avanti tutto e lo fa andare avanti meravigliosamente bene.

Non essere troppo spirituale, ne’ troppo materiale, tutto ciò che hai è da considerare. Non essere troppo dolce, diventeresti stucchevole, ne’ troppo freddo, t’inaridiresti. Puoi non credermi ma ti assicuro che, mantenere un giusto Equilibrio nella vita, è un lavoro estenuante ed eroico, non per niente, siamo grandi Guerrieri. Dobbiamo modificare completamente il nostro atteggiamento e anche il nostro modo di pensare. Non è affatto semplice.

Spesso ci lamentiamo sul tempo della nostra guarigione. Ossia, se mi ammalo, mi dà poi fastidio doverci mettere giorni, o anche mesi, a ristabilirmi. Ma non ci chiediamo mai quanto tempo ci abbiamo messo ad ammalarci.

Quanto tempo hanno impiegato quei calcoli a formarsi nei Reni? Quanto tempo ha impiegato quell’ulcera a formarsi nell’intestino? Quanto tempo ha impiegato quel catarro a formarsi nei bronchi?

E una volta tolto il problema, attraverso le cure della medicina, pretendiamo di essere tornati nuovi come prima. Non pensiamo che il nostro organismo ha dovuto e deve riparare al danno. Non pensiamo alla sua stanchezza. Alle sue cellule ora minori anche come quantità. Non pensiamo che adesso deve ripulirsi dai medicinali o che deve ricostruire parti. Non pensiamo che è stressato e spaventato quanto noi e ha bisogno di tempo. Lo abbiamo maltrattato per anni, fino al giungere del disturbo e poi pretendiamo, in pochi giorni, di tornare completamente sani. Purtroppo, a discapito della nostra mente, il nostro corpo conosce bene la legge dell’Equilibrio e si prende il tempo necessario. Come la Natura. Come l’Universo intero.

Non focalizziamoci solo sui nostri interessi. Su quello che più ci piace o ci torna comodo. Non focalizziamoci solo sul nostro – star bene -. Creiamo benessere anche per chi ci sta intorno e per il mondo. Trasformiamoci in bilance pronte a gestire la vita. O almeno proviamoci.

Prosit!

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Come trovare sempre Parcheggio

COME UNO SCHIOCCO DELLE DITA

C’è un piccolo trucchetto per trovare sempre parcheggio e funziona anche nelle zone più trafficate.

Praticamente… basta immaginarlo! ….Noooo! Fermi! Non chiudete il blog, non spegnete il pc, lasciatemi spiegare, non siate suscettibili.

Infatti, non è così semplice. Chiarisco meglio.

Per qualche stramba struttura energetica non concreta ma sicuramente esistente (mi sento di dire oggi), che questa benedetta realtà esista o non esista (mille scienziati si stanno strappando capelli l’un l’altro, in ‘sto dibattito, ma noi sorvoliamo che abbiamo problemi più importanti come: quello di parcheggiare) quando immaginiamo una cosa, se la immaginiamo veramente bene e con tutte le nostre forze, essa si avvera. Scusate, ho sbagliato. Non è vero che si avvera se la immaginiamo. Si avvera se la diamo per scontata dopo averla immaginata.

Allo stesso modo, se io visualizzo un parcheggio e credo fermamente al suo esistere… tack! Eccolo lì, bello, libero e pronto ad aspettare proprio me. Eeeeh… lo so, vi vedo che state storcendo il naso ma funziona, che volete che vi dica? Dovevo forse evitare di scrivere questo articolo? Perché? Io ho la vita migliore con la mia auto e ho pensato potreste averla anche voi. Poi comunque è gratis eh? Potete provare, non vi costa nulla, ma ci sono delle regole da rispettare che, nel post, vi spiegherò. E se queste regole non le mettete in pratica non troverete nessun parcheggio quindi non venite poi a lamentarvi con me.

SIM SALA BIM IL PARCHEGGIO ECCOLO LI’

Partiamo in modo facile visualizzando i parcheggi sotto casa nostra che ben conosciamo e possiamo senza fatica renderli vivi nei nostri pensieri. Siamo in auto e stiamo rincasando. Senza rendercene neanche conto ci viene spontaneo pensare “ora dovrò girare un’ora per trovare un buco”. Ecco, questa è la prima cosa da NON fare (1° regola).

Con l’allenamento prima o poi si riuscirà a non far nascere in noi questa riflessione. Dobbiamo invece immaginare un parcheggio libero che sta aspettando proprio noi. Conosciamo bene quella zona. Non sarà difficile. Il difficile è governare al meglio la sensazione che si prova, in quanto, fate molta attenzione, non dev’essere una speranza ma una certezza (2° regola), cioè dare per scontato che realmente ci sia posto. Quel posto. È difficile ma anche per questo basta allenarsi. Ossia, se traducessimo con una frase il pensiero, quello scorretto sarebbe – Spero che quel posto sia libero. Sì sì… fa che lo sia, fa che lo sia, lo vedo… -. Quello corretto invece è – Quel posto è libero -. Come a recitare una sorta di decreto. Nel primo esempio infatti non si ha fede. Non si crede ciecamente. C’é la speranza e sperare vuol dire non darlo per certo. Nel secondo c’è invece una sicurezza piena, senza alcun indugio, senza giri di parole e questo si materializzera’. Lo ripeto, so che non è semplice ma col tempo diverrà un gioco da ragazzi.

Il luogo va immaginato bene, alla perfezione e nei minimi particolari (3° regola). Perché questo? Perché è come se già foste lì e già lo vedeste, questo implica indirettamente la sicurezza di averlo trovato che spiegavo prima.

Sarebbe bene anche aggiungere Gratitudine e Amore (4° regola) in quanto ringraziamo e amiamo la nostra parte superiore che abbiamo riconosciuto e tutte le forze sottili che ci hanno aiutato le quali adorano molto i – Grazie -, cioè la riconoscenza, e i – Ti amo -. In questo modo si riuscirà sempre a trovare parcheggio.

Beh… dai, non è poi così difficile, a livello di regole intendo. Ma, in realtà, è molto più facile a dirsi che a farsi. E’ un processo emozionale per questo molto ostico per noi. Appartiene anche all’inconscio, quella famosa parte di noi stessi che non vediamo e non conosciamo quindi ardua da sviscerare ed esaminare.

Da qui si diventa sempre più bravi e si potrà immaginare il parcheggio anche in un luogo sconosciuto visualizzando quel luogo sconosciuto (anche se non sappiamo com’è) perché a quel punto non conta più la zona in se’, a livello concreto, ma è da considerare la propria INTENZIONE INTERIORE colei che riesce a fare tutto. E’ praticamente la nostra bacchetta magica.

Vi accorgerete però che ci saranno momenti in cui… la bacchetta magica è come se non volesse funzionare. Quindi, quando invece abbiamo intoppi e non possiamo parcheggiare, nonostante il lavoro compiuto alla perfezione, che succede?

PERBACCO DEVO AVER RECITATO MALE IL MIO DECRETO!

Poi beh… poi ci sono le volte in cui parcheggio non se ne trova e basta, nonostante tutti i decreti del mondo e tutta la convinzione del mondo. Ecco, allora vorrei guardaste bene questa immagine che ho scattato io e l’ho scattata sotto casa mia, cioè l’ho scattata dove parcheggio sempre e comodamente la mia auto:

Chi decide che quel giorno il vostro decreto non vale nulla? L’anima? I corpi sottili? I vostri angeli custodi? Poco ci deve importare, l’essenziale è fidarsi e accettare di buonissimo grado! Ehm… ve lo consiglio vivamente! Chiunque sia non opera per il vostro male anzi…! Portate pazienza, non arrabbiatevi, non vi ostentate e andate a posteggiare da un’altra parte con il sorriso. L’indomani mattina eviterete brutte sorprese proprio come è accaduto a me che me la sono scampata per un soffio! Quello che vedete è il parcheggio, lo ripeto, nel quale io metto sempre l’auto. Tutte le sere…. Tutte le sere, tranne una. (Sorrido). E ringraziate! Sempre! Chi? Voi ringraziate! Ringraziate l’Universo!

Altre brevi regolette in pillole da tenere in considerazione prima di concludere del tutto l’argomento:

1- potreste trovare parcheggio nei pressi anche se non proprio nel punto preciso in cui l’avete visualizzato

2- potreste trovarlo dopo un attimo, quindi attendete, può essere che arrivi qualcuno a spostare la sua auto

3- non pensiate di imparare questa tecnica nel giro di una settimana dopo 30, o 40, o 50 anni che vivete con schemi mentali nel cervello che vanno da tutt’altra parte

4- tutto questo lavoro, e mi auguro di non essermi spiegata male, va fatto “di pancia” ossia è da “sentire in noi” anche se la visualizzazione la facciamo con la mente ma non è un lavoro mentale o solo di testa

ROMPERE I DUBBI

5- sappiate che per tanto che ci sforziamo, per tanto che immaginiamo, per tanto che pensiamo, le nostre visualizzazioni sono sempre “sporcate” dall’incredulità ed è proprio lei a remarci contro in questi frangenti; anche se siete certi di aver avuto una valida visualizzazione non si può mai sapere che cosa risiede nell’inconscio e anche se non lo si percepisce qualcosa a adombrato la nostra immagine del parcheggio, pertanto non prendetevela quando non saprete dove mettere la macchina

A me è successo più di una volta che stando in auto assieme ad altre persone completamente contro questa “teoria”, lasciandomi sopraffare dal loro scetticismo e paura di essere considerata idiota non sono riuscita a creare il decreto giusto. Tutta responsabilità mia, non voglio dare colpe a nessuno, voglio solo spiegare com’è semplice essere “inquinati” da sensazioni che ci fanno poi sbagliare. Anche la stanchezza fisica ad esempio, dopo un’estenuante giornata di lavoro, può contribuire alla non riuscita del volere.

Direi di aver detto tutto. Ora potete andare dove volete… tanto parcheggerete (quasi) sempre. Abbiate fede nel vostro potere.

Prosit!

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