A modo mio: Interpretazione di “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”

Dal Vangelo secondo Meg 2° – niente di religioso ma di molto curioso

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[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.a barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!»”
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Prima di comprendere bene questa parabola bisogna capire che cos’è in realtà la Fede.

Sembra un termine ovvio, conosciuto, scontato ma non è così. Avere Fede non significa infatti chiedere una grazia e sperare ch’essa avvenga bensì, chi ha davvero Fede è convinto di aver già ottenuto ciò che chiede. Non è banale questo. Pensate alle preghiere. A cosa servono? A domandare per ricevere. E, finito di chiedere, si attende. Chissà se si sarà degni, in seguito, di ottenere.

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Chi ha davvero Fede, e credetemi che si parla di pochissime e rare persone al mondo, non chiede nemmeno. Lo afferma, lo dice e lo da già per scontato. A questo metodo possiamo collegare la famosa citazione di Gesù – Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: «Sradicati e vai a piantarti nel mare» -. Perché grazie alla vera Fede tutto è possibile. C’è infatti una grande, immensa differenza tra la Fede e la Credenza. Ma andiamo con ordine.

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«Io vi dico in verità: Se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quello che è stato fatto al fico; ma se anche diceste a questo monte: “Togliti di là e gettati nel mare”, sarebbe fatto / Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete Fede, le otterrete».

SENZA DUBITARE, IN CUOR VOSTRO, CIO’ VI SARA’ ACCORDATO, non c’è altra soluzione, la realtà è obbligata a rispondere. Chiamatela come volete: Legge d’Attrazione, movimento delle frequenze della Meccanica Quantistica, Abracadabra “Avrah KaDabra” che significa “io creo come parlo”, Amen che significa “così sia”, dategli la definizione che preferite ma questo è.

Non esiste pensare “e chissà se me lo merito”, “e chissà se adesso tocca a me”, “e chissà come mi ha giudicato Dio”, no! La realtà la creiamo noi. Nessun altro lo fa al posto nostro nemmeno Dio. Dio è in noi. Tutto è Dio. Dio ossia = situazione continua di beatitudine ed estasi. Ricordatevi, come già avevo detto, che il termine “divino” è stato pronunciato per la prima volta dai greci che intendevano appunto il vivere in pieno e totale entusiasmo. E quando hanno ideato questo termine ne’ Gesù, ne’ tantomeno il Cristianesimo erano nati.

Quindi cos’è la Fede? La Fede è la Certezza. La Certezza di aver già ottenuto.

Non è semplice, me ne rendo conto. Si tratta di trasmutare completamente il proprio modo di vivere. Si tratta di una condizione interiore. Vivere così la nostra quotidianità.

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Perché la Gratitudine è lo strumento più importante assieme all’Amore durante un’invocazione? Perché ringraziando stiamo sottolineando, indirettamente, l’aver ottenuto ciò che stavamo chiedendo. Come quando chiediamo un favore a qualcuno e quel qualcuno ce lo fa. E’ la stessa cosa. Per l’Universo non c’è differenza. La convinzione, a prescindere da qualsiasi prova o certezza.

Un qualcosa di quasi impossibile. Pensate a quante volte distruggiamo noi stessi il nostro roseo futuro. Sembra incredibile ma basta pronunciare la frase – Copriti! …Altrimenti ti ammali! – per aver già minato la nostra salute quel giorno.

E’ possibile, pertanto, “camminare sull’acqua”? Si.

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Non dobbiamo vedere la scena e Gesù stesso come un personaggio magico capace di fare cose che a nessun altro essere mortale sono concesse. Camminare sull’acqua è una splendida metafora presa proprio per far capire come persino ciò che consideriamo assurdo può invece accadere. Nell’Universo ci sono POSSIBILITA’ INFINITE.

E’ possibile, se possiedo solo mille euro in Banca, trovarmene diecimila domattina quando mi sveglio? Si. E’ possibile per un cieco tornare a vedere? Si. E’ possibile che tizio… tutto è possibile. Sono infinite le combinazioni, le probabilità. Le misure dell’Energia Universale non sono quelle di noi esseri umani.

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Perciò è possibile camminare sull’acqua? Si. Persino Pietro ci riesce, non solo Gesù, anche se Pietro ci riesce solo per pochi attimi poi, spaventandosi, dando quindi più importanza alle proprie paure anziché affidarsi completamente all’Energia Divina, cioè dell’Universo, cade.

Il dubbio si è impossessato di lui. I “ma” e i “se” hanno preso il sopravvento: e “se” cado? “ma” come faccio? “se” il vento mi butta giù? “se” annego? Sono esattamente gli stessi “ma” e gli stessi “se” che accompagnano le nostre giornate ogni volta che dobbiamo prendere una decisione. Sono i primi due figli della Paura.

Basta un attimo per distoglierci dalla Fede totale. I “ma” e i “se” sono portatori di frequenze negative. E con esse, attorno a noi, non potremmo mai realizzare cose belle.

E’ un qualcosa che si percepisce nella pancia. Lo si sente. E’ un emozione, e sarà quell’emozione a tradursi in realtà.

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Però… – Non avrai ciò che vuoi ma avrai ciò che sei -.

Noi abbiamo la facoltà di Immaginare (In Me Mago Agere ossia In Me c’è un Mago capace di Agire di Creare) e di conseguenza concretizzare ciò che vorremmo. Se quindi Immaginiamo il negativo sarà ciò che ci verrà dato o comunque non ci verrà concesso il positivo che stavamo cercando di Immaginare.

Quando dobbiamo prendere una decisione, o dobbiamo fare una qualsiasi cosa, anche se Immaginiamo un risultato meraviglioso, sinceramente, cosa stiamo sentendo in noi? E, inoltre, lo stiamo veramente dando per scontato nel più profondo del nostro cuore come già accaduto?

E ora vi ripropongo questo video, il quale aveva aperto questa rubrica, che spiegherà bene il mio articolo e nel quale si parla anche di fanatismo. Un altro modo di considerare la Fede.

https://vimeo.com/10208056

E come dico sempre – Devi credere per vedere e non vedere per credere -.

Prosit!

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A modo mio: Interpretazione di “Gesù guarisce il servo dell’Ufficiale”

Dal Vangelo secondo Meg 1° – niente di religioso ma di molto curioso

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“Come Gesù entrò in Cafarnao, gli venne incontro un Ufficiale a scongiurarlo: – Signore, il mio servo a casa è a letto paralizzato e soffre terribilmente -. Gesù gli disse: – Verrò io a curarlo -. Ma l’Ufficiale rispose: – Signore, non merito che tu entri in casa mia. Dì soltanto una parola e il mio servo guarirà. Infatti io che sono un subalterno ma ho ai miei ordini dei soldati, se dico a uno vai, egli va, e a un latro vieni, quello viene, e al mio servo fai questo, lo fa -. Sentendo Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: – Ve l’assicuro che in nessuno degli israeliti ho mai trovato una tale fede. Vi dichiaro che verranno dall’Oriente e dall’Occidente per prendere posto al banchetto nel regno dei cieli con Abramo, Isacco e Giacobbe. Invece gli eredi naturali del regno saranno gettati fuori nella tenebra a piangere e rammaricarsi -. Poi Gesù disse all’Ufficiale: – Và a casa, e ti avvenga come hai creduto -. E in quell’istante il servo fu guarito”.

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Ciò che si comprende da questa parabola è innanzi tutto l’incredibile fede dell’Ufficiale, in alcuni testi chiamato Centurione, una fede smisurata, esagerata, tant’è che lo stesso Gesù afferma che nemmeno in tutto il popolo d’Israele aveva mai trovato un credo così grande. Quell’uomo aveva riconosciuto l’immensa diversità di potere tra lui e il Messia perciò, con molta umiltà, esclama parole che stupiscono il Maestro. Un Maestro che arriva ad ammirare quell’uomo. Nella fede totale l’essere umano supera se stesso entrando in comunione con Dio. Infine Gesù premia questa fede posta in lui e guarisce il servo dimostrando a tutti che occorre sempre impegnarsi per il bene del prossimo, soprattutto quando è più bisognoso di noi.

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Questo è il messaggio che riporta la religione cattolica e non è un brutto messaggio, ma limitato a mio avviso, e anche un po’ errato.

La citazione principale di questa parabola è – Basta che tu dica una parola e il mio servo sarà guarito

La stessa frase che si recita al momento dell’Eucarestia durante la S. Messa – Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma dì soltanto una parola e io sarò salvato -.

Cosa significa tutto ciò?

Detta così la recitazione sembra indicare il fatto che io peccatore devo essere perdonato prima di potermi permettere di sedere alla mensa del Signore. Il messaggio per molti viene preso in modo denigratorio – Io non sono degno…-, molto giudice, molto severo, – Ho commesso peccato e quindi non posso avvicinarmi alla mensa di Dio… -.

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Però i propositi sono buoni, a questo Dio basterà pronunciare una sola parola (se mi pento e mi dolgo dei miei peccati), io verrò perdonato e potrò avvicinarmi a lui.

…“Ok, non si è capito bene come funziona questa cosa, ma così mi hanno detto di fare e io lo faccio”.

Una nota molto bella perché induce al perdono, ma al perdono di un Dio superiore staccato da noi, io penso invece che non esista nessuna separazione tra noi e quel Dio. Noi non siamo in comunione con Dio, noi siamo Dio, quindi siamo noi stessi a doverci perdonare. La frase “ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato” stà proprio a significare che nel momento in cui mi accorgo di questo, di essere Dio, (sento la voce/parola di Dio “dentro di me”) mi rendo conto di essere Dio. “…Fatto a sua immagine e somiglianza“. Formato dalla sua stessa sostanza, perché Dio è il Tutto. E’ l’onnipresenza.

Il DIVINO che noi abbiamo sempre considerato appunto un Dio, un personaggio sovrannaturale, non è nient’altro, e questo lo spiegavano già gli antichi greci ancor prima della discesa di Cristo sulla terra, che il nostro Sé Superiore, la scintilla dell’Energia cosmica, propria di ogni essere umano, capace di infondere sensazioni di gioia travolgente, una beatitudine totale che l’uomo, attraverso la fede, potrebbe arrivare a provare solo volendolo.

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Un’Energia cosmica fuori e dentro di noi, unita in un tutt’Uno. E se non c’è malessere nel cosmo non può nemmeno esserci all’interno di un essere umano, perché è attraverso la propria Energia che quest’essere umano è in grado di auto guarirsi e guarire.

Il perdono è una delle più alte forme di guarigione fisica e psichica, è uno strumento potentissimo che non fallisce mai. Perdonarsi induce automaticamente ad amarsi e non corrisponde al giudizio di qualcun altro, né al nostro giudizio personale. Il giudizio porta alla malattia, cosa significa questo? Significa che giudicando si va incontro a frequenze negative, si emanano e si attraggono frequenze negative, le frequenze che fanno ammalare. Perdonare permette di percepire il DIVINO, di sentirne la voce, o meglio la presenza. Ecco da cosa dobbiamo essere salvati, dal non aver mai ascoltato la vera Energia divina universale. Non abbiamo mai creduto alla sua potenza, non abbiamo mai creduto alla nostra parte spirituale, alla nostra anima. Credendoci, avendo fede, si guarisce automaticamente. Ed è persino sbagliato dire “avere” fede perché in realtà bisognerebbe usare il verbo essere: “essere” fede.

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A guarire il servo non è stato Gesù, ma la fede stessa dell’Ufficiale, così potente che divenendo Spirito divino, pura e miracolosa Energia, ha potuto, solo volendolo, solo considerandolo, guarire il proprio schiavo. Una convinzione così grande che “nemmeno tutto il popolo d’Israele messo assieme aveva”.

Pensate che basterebbe in realtà….  – Un goccino di fede grande quanto un misero granello di senape – parola di Gesù.

Và a casa, e ti avvenga come hai creduto – dice infine il Messia. Come TU hai creduto che avvenisse. Come TU hai creduto, ossia come TU hai voluto. Hai TU creato quella realtà.

Il Regno di Dio è dentro di voi – dice anche in altri contesti, ossia, dentro a ciascuno di noi c’è l’Energia universale, noi stessi siamo Dio, noi stessi conteniamo l’Universo al nostro interno. Ci perdoniamo perché non abbiamo creduto in questo.

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Il danno più grande che abbiamo potuto fare è stato quello di non vivere in corrispondenza con il divino, con il creato (siamo formati dai stessi suoi quanti, le più piccole e indivisibili parti dell’Energia, e dai suoi stessi atomi, le più piccole e indivisibili parti della Materia).

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Questo è il perdono.

Se siamo riusciti ad ascoltare la voce della nostra anima, quella che dice – non vergognarti di essere grasso, sei bello così

quella che dice – non giudicare l’altro, fai del male a lui e a te stesso

quella che dice – non aver paura della vita affidati al tuo potere

quella che dice – la vita ti ama non ti abbandonerà mai

quella che fa notare che non esisti solo tu al mondo, quella che permette di ascoltare i suoni della natura senza zittirli, quella che ordina – Chiedi! E ti sarà dato ciò che vuoi, credici!

e dice molte, molte altre cose, allora vuol dire che ci siamo salvati.

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Vuol dire che abbiamo capito. Che siamo entrati in uno stato di consapevolezza che permette di credere all’Energia. E’ tutta una questione di Energia.

Saremo salvi, si perché finalmente potremo iniziare a vivere come non abbiamo mai vissuto. Potremo vivere creando la nostra realtà, potremo vivere senza negatività, potremo vivere nell’amore e non nella vergogna, non nel giudizio, o nell’ipocrisia.

Senza confondere troppo le idee mi viene in mente un’ulteriore frase di Gesù, cioè – Diventa Re e un Regno ti sarà dato – meravigliosa citazione che potremmo tradurre in – Diventa Dio, sentiti Dio, ciò che sei, e la pace totale, la più grande forma di gioia, ti sarà data così come la salute corrispondente

Nel momento in cui si riesce a sentire anche la voce della propria divinità interiore, e non solo quella mentale, si comprende come in realtà bisognerebbe condurre la vita.

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Purtroppo siamo abituati a tener conto solo di ciò che vediamo, che tocchiamo, e che percepiamo con i sensi, non vogliamo capire che ci sono forze intorno a noi e dentro di noi così potenti da poterci aiutare a modificare la nostra vita.

Quando l’Ufficiale chiede a Gesù di guarire il suo servo, affermando che basterebbe solo una sua parola, significa che non sa che se solo quel servo avesse creduto alla propria potenza, sarebbe guarito automaticamente, il miracolo sarà poi compiuto dall’Ufficiale stesso, premiato da Gesù per la sua fede, senza sapere di possedere quella capacità.

Non c’è magia, così è.

La fede è la medicina migliore. Una fede che ci hanno sempre mascherato. La fede è dentro di noi e dev’essere dedicata a noi stessi, alla nostra forza intrinseca, cioè il potere smisurato che conteniamo nel nostro profondo.

Ma di soltanto una parola ed io sarò salvato – è vero, ma se sei sordo possono essere pronunciate tutte le parole del mondo, tu non le sentirai mai. Ascolta. Impara a sentire. Impara a percepire la parola che vuole salvarti, ti sta già parlando.

E come dico sempre – Devi credere per vedere e non vedere per credere -.

Prosit!

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Dal Vangelo secondo Meg – niente di religioso ma molto curioso

Cari Prositiani,

siamo a Settembre, il mese del ricominciare e della trasformazione. Si iniziano i lavori abbandonati durante la stagione estiva, riaprono le scuole, la natura cambia completamente e anche se tra qualche mese tutto andrà a dormire per molti di noi questo è il momento di un nuovo inizio senza più riposo.

E’ per questo che ho deciso di inaugurare una nuova rubrica nel mio blog che s’intitolerà “Dal Vangelo secondo Meg”. (Potete trovarla qui di fianco nella sezione “categorie”)

Pur non essendoci nulla di religioso in questo, come accenna il titolo, vi ho sempre detto come ci siano state date in passato delle scritture che considero sacre e che già ai tempi descrivevano bene come l’essere umano avrebbe dovuto vivere. Purtroppo questi testi sono stati, a mio avviso, spesso mal tradotti probabilmente per mantenere l’umanità soggiogata e in un’ignoranza che non le permetteva di conoscere il suo vero potere.

Nessuno ci ha mai educato a sviluppare le nostre capacità intrinseche e della nostra energia preferendo sottometterci, in questo caso, a divinità in grado di giudicarci e castigarci.

Io credo in Dio ma è un Dio ben differente da quello che le religioni mi hanno raccontato. Il mio Dio risponde  in modo diverso, questa è semplicemente la mia opinione e soprattutto il mio Dio può chiamarsi anche “Tutto”.

Il mio Dio non ha una forma precisa e nemmeno una consistenza. E’ semplicemente ovunque.

Alcuni individui, in tempi molto antichi, hanno saputo utilizzare le capacità di questo Dio che in realtà è dentro ognuno di noi. Hanno saputo farlo con la fede che non è quella che intendiamo noi oggi.

Non significa infatti – avere fede – ma – vivere nella fede -, è diverso.

La prima riporta ad una sorta di speranza, la seconda è essere certi che ciò che vogliamo accada. La fede è il potere che ci collega all’Universo Divino.

I soggetti come Gesù e Maometto e molti altri, li abbiamo conosciuti come dei messaggeri per noi, dei prescelti dal nostro Dio (perciò molto fortunati) che hanno compiuto opere grandiose chiamate miracoli che noi mai e poi mai potremmo realizzare.

Chiediamo loro perdono e pensiamo che tutto quello che li accompagna sia un qualcosa di magico e inspiegabile. Prendiamo il nostro Messia ad esempio, quello che conosco meglio, colui che moltiplicava i pani e i pesci, che trasformava l’acqua in vino, che guariva i ciechi e resuscitava i morti.

Leggendo spesso il Vangelo, in quanto, ripeto, lo considero un testo pieno di ottimi consigli e verità, mi sono resa conto di come in realtà tutti i suoi interventi descritti nascondino un messaggio per noi affinchè si possa veramente vivere al meglio e tutto questo grazie all’energia. La potentissima e incredibile energia che non consideriamo mai e che risiede dentro di noi.

Basterebbe crederci e sarebbe bastato allenarla dal giorno in cui siamo venuti al mondo se non ci avessero nascosto queste nostre capacità e non ce l’avessero impedito.

Tante cose sembrano davvero assurde ed è per questo che ho deciso di tradurle. A modo mio ovviamente. Rispettando il pensiero di chiunque ma interpretando tutto questo lavoro fatto in passato per noi in un modo che a me piace molto e mi aiuta a trovare il ben-essere fisico e psichico.

In questo articolo non tradurrò nulla, mi faceva piacere presentarvi semplicemente questo nuovo argomento.

Penso possa essere anch’esso di aiuto e penso di poterlo collegare anche al Pensiero Positivo perché nessuna grandezza cosmica, nessuna vita e nessuna forza di creazione ha mai voluto che una sua opera  vivesse male.

Siamo figli di questa immensità. Un’immensità che si è sempre presa cura di qualsiasi sua creazione ma sembrerebbe proprio tranne l’uomo. E’ davvero possibile questo? O forse siamo noi che ci siamo tarpati le ali da soli o abbiamo permesso, a causa di mille motivi nati dalla notte dei tempi, di farcele tarpare da altri?

Vedremo.

Attraverso la finzione o la realtà, l’importante è trovare la felicità vera, avvicinarsi il più possibile alla nostra grandezza come figli dell’Universo e io credo che questo possa essere possibile.

Qui sotto vi posto un video di Salvatore Brizzi che spiega bene cosa significa vivere nella fede e che differenza c’è tra fede, credenza e fanatismo.

Buona visione.

Prosit!

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