Salutari Prelibatezze: il Naan e… l’Adesso, il Padre Nostro e così sia.

Guarda cos’ho fatto! – mi disse mia madre un sabato pomeriggio in cui andai a trovarla e mi mise sotto al naso un piatto con dentro dei panetti tondi, pallidi pallidi al centro e un pò bruciacchiati ai lati.

Sembrano buoni… cosa sono? – chiesi

E’ il Naan – mi disse lei

Il che?! – credevo si fosse incantata a causa di un’accidentale immobilità della mandibola apertasi per la vocale. Lei iniziò la sua spiegazione e m’incuriosì parecchio.

Il Naan è un pane indiano, vale a dire un cibo nutriente, salutare ma anche molto semplice da preparare e davvero molto goloso.

Ho iniziato da poco a realizzarlo anch’io ( riuscendo persin meglio di mamma 😛 ) e, una volta ottenuta la ricetta base, mi diverto a farlo aggiungendo diversi sapori come lo Scalogno, la Verbena, l’Aglio, i Semi di Girasole e… la fantasia… qualsiasi ingrediente andrà più che bene. Naturalmente si parla infatti di un Naan, per così dire, rivisitato da me, quello originale non è proprio tale e quale ma vi assicuro che il mio piace tantissimo, che modesta…!

Quello che vi presento oggi è all’Origano (Origanum vulgare) e davvero ottimo.

Il Naan, conosciuto come un pane lievitato (in tanti usano il lievito di birra), è invece preparato da me completamente senza lievito, ma rimane ugualmente morbido e friabile e anche sufficientemente spesso da poter aprire come un panino e farcire come meglio si preferisce.

Con il termine Naan, si vuole intendere, in tutta l’Asia Centrale e nel Medio Oriente, qualsiasi tipo di pane azzimo, ossia appunto un pane, al quale non occorre lievitazione.

Con le dosi che vi scrivo in questo articolo, riuscirete a creare 8 panetti, più o meno del diametro di 12 cm circa, ma potrete farli anche più piccoli e più sottili e ottenerne 2 in più.

Gli ingredienti e la quantità:

– 300 gr di farina integrale

– 250 gr di yogurt bianco magro

– ½ cucchiaino da tè di bicarbonato

– 1 filo d’olio extra vergine d’oliva

– 3 pizzichi di sale

– 1 manciata dell’ingrediente che avete scelto. In questo caso l’Origano, dall’inconfondibile profumo fresco e aromatico, un vero toccasana naturale, con proprietà antiinfiammatorie, antisettiche e antispasmodiche e ricco di vitamine, sali minerali, calcio e potassio.

Mescolate e impastate bene il tutto.

Se l’impasto dovesse riuscirvi un po’ troppo asciutto, anche se vedrete che non sarà comunque molto morbido, nè appiccicoso, potrete aggiungere un goccio di latte a temperatura ambiente o tiepido. All’inverso, se troppo bagnato, aggiungete farina.

Una volta ottenuta una palla, dividetela in quattro parti e poi ognuna di queste parti ancora a metà, fino ad ottenere, come vi dicevo prima, 8 pezzetti di pasta che trasformerete in palline.

Le palline verranno poi schiacciate con le mani e le dita per assottigliarle e appiattirle, c’è anche chi usa il mattarello, ottenendo cerchi perfetti, ma io preferisco un risultato più rustico e meno preciso. E meno sottile anche. Pure l’occhio vuole la sua parte come in tutte le cose. Al mio, piacciono le imperfezioni.

Mettiamo a scaldare sul fuoco una padella che dev’essere molto molto e ancora molto antiaderente, così, senza l’utilizzo di olio o altro, potrete cuocere i vostri Naan senza che si attacchino. Il fuoco sarà vivace e la padella, prima di essere utilizzata dovrà essere bella calda.

Qualche minuto da una parte e qualche minuto dall’altra, a fuoco sempre bello vivo, ma non al massimo però o rischiate di bruciare il vostro capolavoro. I miei si gonfiano un poco, ad alcune persone diventano proprio come dei palloncini che poi si sgonfiano una volta tolti dalla padella. La cottura dovrete controllarla da voi perché dipende da vari fattori soprattutto dallo spessore del Naan e dalla potenza del fuoco. Io, il primo, l’ho praticamente distrutto per guardarlo dentro, assaggiarlo e capire quando era pronto. All’incirca, comunque, ci vanno 4-5 minuti per ogni piadina. Ovviamente potete farli cuocere anche più dei miei se vi piacciono più croccanti e più abbrustoliti, io però, li gradisco morbidi e teneri.

Potrete farne quanti ne vorrete, conservarli è facilissimo, basta metterli nel congelatore e, all’occorrenza, farli scongelare e riscaldare o nel microonde o sulla piastra elettrica. Anche in padella andrà benissimo. Rimarranno un po’ più croccanti fuori e soffici dentro. Se invece li lasciate diventare secchi, nella credenza, potrete sempre consumarli nel latte, nel tè o nel caffè, o persino nella minestra, come dei crostini, sarà come intingere del pane e a me piace molto. Non si spreca nulla.

Il vero Naan, che non prevede l’aggiunta di un ulteriore sapore, è meno gustoso seppur buonissimo mentre, con l’aggiunta del gusto che più preferite, diventa davvero goloso da mangiare come una focaccia o un trancio di pizza e da dare anche ai bambini per merenda a scuola. Comodo e genuino.

Vi sto descrivendo la ricetta per fare quello che viene chiamato Naan salato ma potete fare il Naan anche dolce mettendo lo zucchero (vi consiglio di canna) al posto del sale e cospargendo poi la vostra creazione di ulteriore zucchero, magari a velo, farcendolo poi con del cioccolato o della marmellata, del miele o del malto. Una squisitezza.

Il pane è considerato da sempre il cibo più povero e più genuino tra tutti. E’ anche sicuramente quello più indispensabile, che accompagna i nostri piatti dai tempi più antichi e piace davvero a chiunque. Di tipi di pane ce ne sono migliaia ed è sicuramente l’alimento più umile che si conosca.

– Padre nostro… Dacci oggi il nostro pane quotidiano… –

Recita quella che si può considerare la preghiera più famosa della religione cattolica. Cosa significa? Che ci venga data anche oggi sussistenza? Che possiamo anche oggi sfamarci?

Questa preghiera venne insegnata, secondo alcune fonti, da Gesù ai propri discepoli con l’intento di usarla come strumento per avvicinare gli uomini a Dio, al Padre, vale a dire all’Assoluto (nostro). Un dono che spetta a ciascuno di noi. Un dono che abbiamo già dentro. Il poter vivere in un continuo stato di entusiasmo, in connessione con il Divino che trattasi di modo d’essere in amore e gioia.

Il pane, tradotto in questo termine, vista l’utilità ovvia e giornaliera già da quell’epoca, e probabilmente per molti anche unica fonte di sostentamento, è pari alle necessità che si percepiscono durante la vita ma, soprattutto, durante il presente, l’adesso. Quel preciso momento. Quotidiano. Ciò significa ricevere la possibilità di soddisfacimento per tali bisogni e imparare a vivere poi senza di essi. Un Dio, ciò che noi tutti siamo fondamentalmente, non ha bisogni. Non dovrebbe averne. Vive e basta, godendosi la magia di questa grandissima e complessa avventura che è la vita. Ciò significa anche che, proprio nella sua quotidianità, non occorre pensare ai bisogni del passato, a ciò che ci serviva ieri o un anno fa, sono tempi che non esistono più, sono il nulla, serve focalizzarsi solo sul presente, sul Qui e Ora, e solo in quel momento si può vivere la meravigliosa sensazione e comprensione che, in quel preciso attimo, non si ha esigenza di niente. Tutto è perfetto, in connessione con l’Energia Universale. Tutto esiste. E vive.

…dacci oggi il nostro pane quotidiano… – vale a dire regalaci la capacità di entrare, essere e rimanere in presenza. Nel nostro Sé Superiore. In quella dimensione nella quale possiamo vivere per quello che siamo realmente, e non soltanto come dei corpi con una ragione.

Che sia quindi un buon… pane quotidiano

Non mi rimane altro che augurarvi buon appetito perchè un’alimentazione sana può essere anche davvero molto gustosa. Il profumo c’è, il sapore anche.

Prosit!

Modificare gli Ingredienti

Sovente mi è capitato di andare ad acquistare qualche alimento e di non trovare nel negozio quello che preferivo. Sono abituata a comprare, il più possibile, ingredienti genuini ma, a volte, si fatica a trovare la naturalezza.

Agenti chimici, coloranti, pesticidi, e via dicendo, purtroppo inquinano ed edulcorano il nostro cibo e noi ce ne saziamo introducendo nel nostro organismo sostanze tossiche che ci fanno ammalare. Oppure, al di là dell’artificialità degli alimenti, possiamo trovare prodotti poco buoni, poco gustosi, meno saporiti, per via della marca o della preparazione.

Ebbene, non c’è nessun problema. Quell’alimento lo possiamo modificare noi come meglio crediamo e senza troppe difficoltà (beh… qualche difficoltà c’è in realtà). Non mi riferisco all’aggiungere altri aromi ma semplicemente grazie ad un unico ingrediente: l’amore.

Non sono una grande cuoca, in cucina me la cavicchio ma mi basta avere un ospite a cena per andare in panico e, lo giuro, quella ricetta, quando deve arrivare lui, non mi riesce bene come al solito. O sbaglio la quantità di sale, o la cottura, o mi rimane scialbo, etc, etc… che rabbia… e che desolazione! Ma, da qualche tempo, ho trovato una soluzione fantastica: con l’amore aggiusto tutto.

Con l’amore posso anche potenziare l’azione terapeutica del cibo. Se ad esempio cucino qualcosa di particolare per mio figlio, che non sta bene (in casa nostra i medicinali sono consumati raramente prima si prova con l’alimentazione), nel mio calderone aggiungerò, assieme a tutto il resto, anche una bella dose d’amore, ordinando a quell’alimento di fare bene il suo dovere, ringraziandolo e amandolo a mia volta.

Per fare ciò vi basterà vivere il Qui e Ora percependo di essere un tutt’uno con quelle sostanze. In quel momento ci siete solo voi e quelle carote, o quella pasta, o quelle uova… Nient’altro.

Nessun pensiero. Nessun tipo di riflessione riguardo al futuro o al passato. Siete il presente, siete “questo momento“. Vi consiglio di leggere qui  https://prositvita.wordpress.com/2016/03/23/che-cosa-sei-io-sono-questo-momento/  capirete cosa intendo.

In quel momento voi sarete amore e, divenendo un tutt’uno con quell’alimento, quell’alimento diverrà amore. Diventerà quindi più gustoso, o più salutare, o tutto quello che vorrete. A dirlo così sembra semplice ma semplice non è.

La nostra mente è inquinata ancor più degli ingredienti che stiamo cucinando e non è assolutamente facile svuotarla, liberandosi per concentrarsi e focalizzarsi sulla nostra missione ma, con l’allenamento, si possono ottenere davvero grandi risultati. E funziona, funziona davvero. Beh… ovviamente, bisogna crederci. Bisogna avere fede. Ecco un altro ingrediente fondamentale: la fede.

Quella ricetta satura d’amore inoltre, quando entrerà nel vostro corpo mentre la state mangiando, nutrirà il vostro corpo anche d’amore e un ciclo continuo di splendida energia farà parte di voi. Vi avevo già parlato di Masaru Emoto? Guardate questo video. E’ breve ma vi aiuterà molto a comprendere.

E ora questo.

Potranno sembrarvi sciocchezze ma prima dovreste, seriamente e con dedizione, provarci. L’esperimento del riso, ad esempio, potete farlo voi stessi a casa, non ci vuole nulla.

Prosit!

La Verza, la Vit. E e l’Acetosella – una ricetta sana e golosa

La Verza (Brassica oleracea) o Cavolo Verza, è un ortaggio ricco di vitamina E (tocoferolo) che è un grande antiossidante, idratante e combatte i radicali liberi. Aiuta quindi le cellule del nostro organismo a rinnovarsi e, soprattutto, permette loro di non deteriorarsi prima del tempo a causa di tutti gli ingredienti e di tutte quelle sostanze nocive che ci danneggiano.

La vitamina E infatti, protegge e rinforza la membrana mitocondriale cioè dei mitocondri che, nella cellula animale, si preoccupano della respirazione cellulare e la respirazione è alla base della vita di questa unità multifunzionale così come lo è per noi.

Non focalizziamoci solo sulle cellule della pelle come siamo abituati a sentire nelle pubblicità delle creme di bellezza, quando si parla di cellule, si parla di quelle di tutto l’organismo perciò anche di quelle dei nostri organi e dei nostri vasi sanguigni che devono essere estremamente considerate e mantenute al meglio anche grazie all’alimentazione.

Questo ortaggio è inoltre anche un grande antinfiammatorio, un ottimo detossinante e un fantastico diuretico e permette al sangue di rimanere fluido senza ispessirsi. Ma non solo, come tutti gli altri cavoli, la Verza, ha tantissime proprietà benefiche e dovremmo farne sovente uso mangiandola anche cruda nello stato in cui meglio mantiene le sue incredibili virtù. Purtroppo ha un gusto che non a tutti piace però e così, oggi, vi spiego un modo per cucinare la Verza davvero goloso, a mio gusto, e soprattutto sano.

Si ha la convinzione che un alimento sano sia anche poco gustoso ma non è così, basta avere un po’ di fantasia e saper combinare gli ingredienti giusti.

Si prepara innanzi tutto un soffritto, con poco olio, un po’ particolare, composto da: cipolla, aglio, timo, curcuma, zenzero e pepe e, appena la cipolla diventa dorata, si aggiungono olive (io uso quelle Taggiasche denocciolate), semi di girasole e lenticchie umbre.

Intanto che tutti questi ingredienti soffriggono e sfrigolano che è un piacere, faccio sciogliere in un bicchiere d’acqua calda un cucchiaino bello pieno di miso d’orzo e lo verso nella pentola che sarà una padella bella capiente o un wok. Lasciamo andare il tutto per un po’ sempre a fuoco basso.

Si pulisce, si lava e si taglia una Verza a strisce e una carota a sfoglie (usando ad esempio il pela-patate) aggiungendo poi queste verdure al soffritto che ora si presenta di colore scuro. Aggiungiamo acqua e lasciamo cuocere aggiungendo altra acqua di tanto in tanto. Il tutto dovrà cuocere parecchio perché le lenticchie dovranno ammorbidirsi e le verdure consumarsi un po’.

Attenzione solo al sale perché sia il miso che le olive insaporiscono già il tutto quindi cercate di non esagerare.

Verso fine cottura occorrerà aggiungere anche un po’ di prezzemolo, qualche fiore di Acetosella Gialla (Oxalis pes-caprae) che dona un lievissimo sapore di limone (quindi preparate tale ricetta in questa stagione) e semi di sesamo. In verità potrete prepararla tutto l’anno, anche senza fiori di Acetosella risulterà comunque un piatto squisito o potrete aggiungere altri fiori edibili magari più estivi. Vi sconsiglio la lavanda che con il salato, secondo me, poco si addice.

Ecco che la Verza è pronta e buonissima. Un contorno perfetto o un secondo singolare da mangiare sopra a fette di pane rustico riscaldate. Che ve ne pare?

Fatemi sapere, a me non resta altro che augurarvi buon appetito!

Prosit!

Melanzane – buone e divertenti

Oggi voglio proporvi un’altra ricetta del benessere ottima per la bella stagione e davvero veloce da preparare.

WP_20160521_18_34_08_Pro

Ringrazio per il consiglio il proprietario del mio negozio di fiducia, una di quelle botteghe di alimentari a conduzione familiare come non ce ne sono quasi più ormai, nella quale entri e scambi volentieri anche due parole.

Di solito non devo chiedere ad altri – Cosa posso fare per cena? – perché ho abbastanza fantasia ma, quel giorno, giravo per il negozio senza alcuna meta. Feci quindi la fatidica domanda dopo aver messo nel cestino, chissà perché, una bella Melanzana. L’intenzione era di farla alla griglia con aglio e prezzemolo ma mi sarebbe piaciuto cambiare un po’.

Te la dico io una buona ricetta, facile e gustosa. Una di quelle ricette che non ti fanno nemmeno sporcare la cucina! – mi disse lui col sorriso. Ascoltai e decisi di proporla a figlio e marito. Piacque molto e la trovarono anche divertente da come potete vedere nelle immagini.

Si tratta infatti di una Melanzana, tagliata in stile “gioco del Tris” e riempita semplicemente con pomodoro, basilico e origano.

WP_20160521_18_31_08_Pro

Buonissima. Ora, non per fare la Chiara Maci della situazione ma è una ricettina davvero niente male.

Dentro agli intagli, mettete le fette di Pomodoro e le foglie di basilico, spolverate poi con dell’origano, del sale e infine inumidite con del buon olio extra vergine d’oliva.

WP_20160521_18_36_01_Pro

Mettete in forno. Io, avendo il forno ventilato ed elettrico, ho calcolato una mezz’ora abbondante a 180°.

WP_20160521_18_42_33_Pro

E’ una ricetta che riempie ma lascia leggeri e sa di fresco. Tutti gli aromi e i sapori degli ingredienti si riconoscono bene in bocca, amalgamandosi in un gusto unico davvero delizioso. Io personalmente l’ho accompagnata con degli Asparagi fatti in tegame arricchiti solo da un po’ di soffritto ma voi ovviamente potrete preparare ciò che più vi piace, si abbina a qualsiasi pietanza.

WP_20160521_18_46_57_Pro

E’ una ricetta anche sana in quanto sia il Pomodoro che la Melanzana, pur essendo tutte e due appartenenti alla famiglia delle Solanaceae e quindi contenenti solanina*, fanno molto bene al nostro organismo perché svolgono il ruolo di antiossidanti e proteggono le nostre cellule dal deperimento.

WP_20160521_19_27_18_Pro

La Melanzana, ortaggio dal colore particolare che ha persin dato il nome a questa tinta, è originario dell’Asia e di quasi tutto il Sud di questo continente mentre il Pomodoro, di un bel rosso vivace, arriva a noi dall’America Centrale ed essendo sempre stato ritenuto anche afrodisiaco e dello stesso colore della passione, lo si è sempre ritenuto simbolo dell’Amore.

WP_20160521_19_30_17_Pro

Questa volta, volendo fare una prova, ho cucinato una sola Melanzana ma alla prossima occasione dovrò farne un po’ di più. Ora andate a prepararla, io vi auguro il Buon Appetito!

WP_20160521_19_38_02_Pro

Prosit!

*la solanina è un prodotto tossico utilizzato da queste piante contro i parassiti (non bisognerebbe abusarne ma ne racchiudono quantità davvero minime).

Chi ha detto che “Sano” significa “Poco Gustoso”?

Quando tempo fa ho detto a mio figlio che mi avrebbe fatto piacere continuare ad assaggiare le sue ricette ma gradivo anche qualcosa di un po’ più delicato per non assumere 50 kg di botto con le sue gradevoli squisitezze, si è subito cimentato in questa delizia che mi ha particolarmente colpito e ho deciso di parlarvene. Oggi vi presento infatti una ricettina davvero niente male. Molto gustosa, sana e nutriente.

Si tratta di una particolarissima Omelette sotto ad un fantastico mix di verdure e tante altre cosine sfiziose che, assieme, appagheranno il vostro gusto e il vostro palato. Gli ingredienti sono parecchi ma il piatto è davvero facile da preparare. Eccoli qua nella quantità adatta a 4 persone:

– 120 gr di Spinaci freschi

– 6 Cipollotti tritati

– 120 gr di Germogli di Soia

– 2 cucchiai di Salsa di Soia

– 30 gr di Maizena

– 1 cucchiaio di Vino bianco secco

– 120 gr di Tofu tritato grossolanamente

– 6 cucchiai di Olio di Sesamo

– 60 gr di Spaghetti di Soia

– 60 gr di Erba Cipollina

– 2,5 dl di Brodo Vegetale

– 3 Uova sbattute

– Sale

– Acqua

Come prima cosa dovete preparare del buon brodo di verdura, normalissimo e come l’avete sempre fatto.

WP_20160127_15_56_35_Pro

Quando sarà quasi pronto inizierete partendo dal tofu che, già tritato, metterete in una terrina a marinare per una quindicina di minuti con 1 cucchiaio d’acqua, 1 cucchiaio d’olio, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaino di maizena e il vino bianco.

WP_20160127_16_00_03_Pro

Intanto che il tofu riposa facciamo ammorbidire gli spaghetti di soia, precedentemente spezzettati dentro a dell’acqua calda, basteranno 10 minuti circa.

WP_20160127_16_06_22_Pro

Sciacquiamo bene gli spinaci e l’erba cipollina dopodichè taglieremo questi due vegetali a pezzetti.

WP_20160127_16_05_24_Pro

In una padella capiente, scaldata a fuoco vivace, mettiamo 3 cucchiai d’olio e saltiamo il tofu che avrà preso il sapore della marinatura. 3 minuti basteranno. Lo togliamo e lo mettiamo da parte. Posizioneremo ora, all’interno della nostra padella, l’erba cipollina e gli spinaci, anch’essi li facciamo andare per 3 minuti finchè non saranno un po’ appassiti. Anche quelli possiamo poi metterli da parte. Ora aggiungiamo un altro cucchiaio d’olio e saltiamo i cipollotti finchè non diventano belli dorati.

WP_20160127_16_26_13_Pro

Una volta raggiunta la colorazione adatta mettiamo anche gli spaghetti ammorbiditi, 1 altro cucchiaio di salsa di soia e mezzo cucchiaino di sale, mescoliamo il mix con anche il brodo vegetale che abbiamo preparato all’inizio. Quando il brodo avrà un po’ consumato aggiungiamo i germogli di soia, facciamo cuocere il tutto per 3 minuti ancora e uniamo il tofu e le verdure che avevamo messo da parte.

WP_20160127_16_59_10_Pro

Mescoliamo il tutto e spegniamo il fuoco.

WP_20160127_19_24_32_Pro

In un piatto fondo sbattiamo le uova, intere, con un cucchiaio d’acqua, la maizena rimasta e 1 pizzico di sale

WP_20160127_19_30_44_Pro

fino a che non saranno ben schiumose e, in un’altra padella unta d’olio, creiamo le omelettes; da cuocere finchè non saranno ben dorate ai bordi da ambedue le parti.

WP_20160127_19_38_23_Pro

Adagiamo l’omelette su un piatto piano e sopra mettiamo il mix di verdure e altro che abbiamo realizzato.

WP_20160127_19_45_39_Pro

Serviamo il tutto subito, bello caldo.

Anche in questo caso le varianti possono essere molte. Si possono aggiungere alghe o altre verdure, il risultato sarà comunque ottimo e vi aiuterà ad eliminare gli avanzi del frigorifero per non sprecare cibo. Naturalmente è quasi un obbligo insaporire con spezie varie per rendere la pietanza ancora più buona: pepe, curry, curcuma, timo apporteranno un sapore speciale. Datemi retta, provatela, vi leccherete i baffi. Ho deciso di promuovere il figlio “Chef”. Che bellezza! Almeno non devo ogni giorno cucinare io!

In questa pietanza potete trovare i carboidrati e le fibre dati dalle verdure, i grassi buoni e vegetali dell’olio di sesamo e le proteine vegetali della soia come per quello che riguarda il tofu. Aggiungendo l’omelette avrete invece anche grassi e proteine animali. Inoltre, arricchirete il vostro organismo di sali minerali e vitamine. Ogni ingrediente è ricco di proprietà nutritive che sono vere e proprie virtù. Un pasto completo e perfetto dal punto di vista del nostro fabbisogno.

Molto spesso, il termine “sano” viene confuso con “poco gustoso” e questo accade perchè non si ha magari fantasia o non si conoscono le varie possibilità che la Natura, soprattutto, ci offre. Riscontro questo problemino in molte persone ed è per questo che è nata la mia nuova “categoria” – Ricette del Benessere – all’interno della quale potrete trovare tante golosità che vi piaceranno e faranno un gran bene alla vostra mente e al vostro corpo. Perchè, anche mangiare in modo salutare apporta Felicità!

Prosit!

La Crema dolce ai Mandarini

La pianta di Mandarini (Citrus reticulata), dietro casa di zia, che nonno con devozione curava così come tutto l’orto, in questo periodo, è piegata dal peso dei frutti accesi da quell’arancio vivo che li contraddistingue.

SONY DSC

Il loro profumo si mescola all’aria e allappa le narici per divenire ogni giorno sempre più dolce e più intenso come il loro sapore. Alcuni, davvero troppi, cadono a terra scoppiando nel loro liquido appiccicoso e rimangono lì, ad aspettare di essere beccati dalle galline che il nonno, e oggi la zia, ogni giorno faceva uscire dal pollaio. E’ davvero un peccato sprecare questo ben di Dio, voglio dire, i pennuti hanno tutto il cibo che desiderano anche se qualche Mandarino glielo lascio volentieri, ma nemmeno si può noi mangiare ogni giorno Mandarini su Mandarini tralasciando Mele e Cachi.

WP_20160118_14_22_14_Pro

E si, ci sono anche loro. E allora ci si inventa torte, marmellate, macedonie anche se, con il freddo inverno, probabilmente sono meno gradite. La mia idea, è stata quella di creare una crema al Mandarino, chiamato in realtà Esperidio, buona da gustare anche calda che, premetto, richiederebbe all’ultimo l’aggiunta di un liquore agli agrumi per renderla più “seria”. Io non l’ho messo, proponendola così più adatta anche ai piccini. E non ho nemmeno messo lo zucchero bianco usando, al suo posto, zucchero biologico di canna in quantità un pò più abbondante e miele. Anche la farina, che la ricetta voleva bianca e di tipo 00, è stata sostituita con un mix di semi-integrale e biologica. Questi ovviamente sono solo consigli personali lanciando un’occhiata ad un’alimentazione sana, ognuno poi la trasforma come meglio crede, aggiungendo o eliminando ingredienti e quindi inventando ricette sempre nuove. Le dosi e le spiegazioni che vi riporto qui appartengono alla ricetta originale, starà a voi modificarla eventualmente. Ve ne verrà una quantità tale (immaginate un piatto fondo pieno) adatta a farcire una torta ma è squisita da assaporare assieme a biscotti, crustoli o paste secche, frutta, oppure, tenetelo a mente per il prossimo anno, con il Pandoro.

Ingredienti:

  • 350 ml di succo di Mandarini biologici
  • 120 ml di acqua
  • la buccia grattugiata di 3 Mandarini (i miei non erano enormi ma nemmeno piccolissimi)
  • 120 gr. di zucchero (se di canna 150 più un cucchiaio abbondante di miele)
  • 35 gr di farina (o 40 più ne mettete e più diventerà densa, non consiglio quella completamente integrale ma va a gusti)
  • 3 tuorli d’uovo (io ne ho messi 4 in quanto le galline di nonno stavolta si son sprecate)
  • e come dicevo, per chi vuole, un bicchierino di liquore tipo Mandarinetto o all’Arancia.

Nell’acqua, in un pentolino, ho messo le scorze grattugiate (senza grattate la parte bianca) e l’ho portata ad ebollizione per poi spegnere il fuoco e lasciarla riposare.

WP_20160118_14_19_59_Pro

Vedrete che diventerà arancione impregnandosi bene dell’aroma delle bucce. Nel mentre ho spremuto i mandarini fino ad ottenere la quantità di succo desiderata.

WP_20160118_14_40_27_Pro

In una terrina ho mescolato i tuorli con lo zucchero e, una volta ottenuto un impasto omogeneo e spumoso, ho aggiunto la farina poco per volta.

WP_20160118_14_35_06_Pro

Ho mescolato bene con la frusta e ho aggiunto il composto all’acqua che, intanto, si era raffreddata. Continuando a girare con un cucchiaio di legno ho riacceso il fuoco, basso, e ho iniziato a versare lentamente il succo. Una volta aggiunto completamente ho continuato a mescolare fino all’ebollizione. Ho fatto quindi cuocere per due minuti… et voilà. La crema era bella e pronta. Ancora calda, l’ho versata in un piatto fondo e guarnita.

WP_20160118_14_59_12_Pro

Avrò impiegato mezz’ora in tutto per realizzare una ricetta sana, colorata e davvero buona! Pensate che il Mandarino è un dono davvero eccezionale. Ricco di vit. C che previene raffreddori e malanni invernali, contiene anche tanti sali minerali e tante fibre che aiutano l’intestino. Inoltre favorisce il sonno e disintossica il sangue. Ha davvero tantissime proprietà benefiche! E lo sapevano bene in Cina, paese che si pensa essere la terra madre di questo frutto, fin dai tempi più antichi. Un frutto che infatti, nel 1828, quando per la prima volta giunse in Europa, lo si chiamò Mandarino in segno di elogio dei più importanti capi cinesi, i “Mandarini” appunto, che vestivano con abiti arancioni. Con un pò di fantasia e l’aiuto di Madre Natura, si possono creare sempre tantissimi piatti differenti senza sprecare nulla ne’ annoiarci. E facendoci del bene.

WP_20160118_14_58_13_Pro

Nel mio personale caso inoltre, ho ricordato parecchio mio nonno ed è stato emozionante realizzare qualcosa di goloso grazie ai frutti di una pianta che, per anni, lui ha mantenuto sana e robusta. A questo punto non mi rimane altro che augurarvi, buon appetito e…. come sempre

Prosit!

Aprite Frigorifero e Credenza, prepariamo qualche maschera di bellezza

Molto spesso prendersi cura di se’ pare una perdita di tempo, un processo faticoso e soprattutto costoso. Oggi però vi mostrerò dei trucchetti per preparare dei cosmetici casalinghi in modo veloce ed economico. Anche se questo articolo è dedicato pure agli uomini, che una pelle ce l’hanno anche loro, Helena Rubinstein diceva, rivolgendosi prettamente alle donne – Non esistono donne brutte, esistono solo donne pigre -. E tutti i torti non li aveva. Dobbiamo aver rispetto del nostro corpo e trattarlo al meglio nonostante sia sicuramente più importante la bellezza interiore rispetto a quella esteriore.

maschere-viso-con-frutta-fresca

Anche se è solo un contenitore, il contenitore della nostra anima, è la scatola in cui è racchiuso il nostro spirito, ci porta ovunque e ci protegge, perciò, dobbiamo rendergli merito. Quelle che vi elencherò sono maschere per il viso da fare di tanto in tanto e solamente con quello che potete avere in casa, nel vostro frigorifero o nella vostra credenza; proprio così! Useremo prodotti alimentari e il più sani possibile per fare maschere da posa, non quindi adatte a detergere, ma a nutrire la nostra pelle a seconda del suo fabbisogno.

3 MASCHERE IDRATANTI E NUTRIENTI PER PELLI SENSIBILI, DISIDRATATE E INVECCHIATE

– Amalgamare 1 tuorlo d’uovo, 2 cucchiaini d’olio d’oliva, 1 cucchiaino di miele, qualche goccia di limone. Lasciare in posa 20 minuti.

uova_650x435

– Schiacciare 1 banana e aggiungere 1 cucchiaio di panna fresca. Rendere il miscuglio cremoso. Lasciare in posa 20/30 minuti.

– Lessare foglie e fiori di malva dentro a della camomilla preparata precedentemente, le foglie bollite unitele ad una noce di burro e amalgamate bene il tutto. Lasciare in posa 20/30 minuti.

3 MASCHERE RIVITALIZZANTI E RASSODANTI PER PELLI SPENTE, ATONE E STANCHE

– Unire ad 1 yogurt magro, 1 cucchiaino di lievito di birra e 1 cucchiaino di gocce di limone. Amalgamare e lasciare in posa per 15/20 minuti.

– Centrifugare 1 mela con delle foglie di menta e unire al composto un po’ di latte. Applicare sul viso per 20/30 minuti.

– Mescolare polpa di fragola schiacciata con panna fresca e aggiungere infine del decotto di rosmarino. Lasciare in posa 20 minuti.

3 MASCHERE DECONGESTIONANTI E CALMANTI PER PELLI SENSIBILI CON ERITEMI COUPEROSE

– Tagliare fette di cetriolo e tenerle in posa per 30 minuti.

– Schiacciare la polpa di ananas e unirla a foglie di malva e fiori di camomilla lessati precedentemente. Tenere in posa per 20 minuti.

– Mescolare della farina di castagne ad un po’ di tisana di tiglio creando una pappetta. Lasciare in posa per 15/20 minuti.

img_16558_ins_79111_orig

3 MASCHERE SEBONORMALIZZANTI E DISINFIAMMANTI PER PELLI GRASSE, SEBORROICHE E INFIAMMATE

– Applicare sul viso delle fette di arancio lasciate in ammollo dentro alla camomilla. Lasciare per 20 minuti.

– Schiacciare della polpa di pomodoro e di albicocca insieme, aggiungere del timo. Lasciare per 20 minuti.

– Triturate delle nocciole assieme a delle foglie di menta e di rosmarino. Lasciare per 15/20 minuti.

Con i miscugli che risultano troppo liquidi, ma non dovrebbero essere questi i casi, potete aiutarvi con delle garze impregnate e applicate sull’epidermide oppure mettere meno prodotto utilizzando la maschera più sovente.

maschera-viso-fai-da-te

Avete visto quanto è semplice? Questi sono tutti ingredienti che in casa si hanno sempre o che comunque, se anche si dovessero comprare, possono poi essere utilizzati (quel che ne rimane) anche come alimento quindi non verranno sprecati. Ovviamente questi sono solo alcuni esempi, se ne possono preparare di tantissimi tipi e sicuramente in futuro ve ne consiglierò altre. Per adesso, vi auguro buona cura della vostra pelle quindi e

Prosit!

photo redflower81.com – blog.pagine-verdi.com – ehabitat.it – bellezza.uncome.it