Si può vivere senza un “Ti Amo”?

– Di chi sei tu? – le chiese lui
– Sono tua – rispose lei senza proferire altro
– Di chi sei tu? – le chiese di nuovo lui dopo un pò di tempo
– Sono tua – continuò lei convinta e questa volta aggiunse – E tu? Di chi sei tu invece? –
– Sono di molti e di nessuno – fece lui
– Di chi sei tu? – richiese ancora lui dopo altro tempo
– Sono sempre tua – fu la risposta di lei, imperterrita
– Di chi sei tu? – di nuovo, lui, per l’ennesima volta
– Tua – dichiarò lei instancabile “e continuerò ad appartenerti finchè tu vorrai ch’io appartenga alla tua vita. E anche quando non lo vorrai più, un pezzo di me sarà sempre con te e per te” pensò lei senza dire altre parole.

– Io sono di me stesso, non sento di dover appartenere a nessuno in particolare – spiegò lui.

“Io sento che la parte della mia anima che, per amore, si è amalgamata alla tua, non potrà più scindersi del tutto come accade in una soluzione chimica. Così è e così sarà, al di là di quello che provi tu, perchè l’amore, se è amore, è. E non può essere altro, nemmeno un ritorno” pensò ancora lei, zitta. Amorevole e cocciuta allo stesso tempo.

Il vero amore non chiede di essere contraccambiato. Non domanda nulla in cambio per quello che da’. Si può amare ancora, e di nuovo, e molto più forte, trovando la reciprocità che arricchisce l’animo e trovandosi ancora più felici assieme a chi, quel nostro amore, lo coltiva, lo nutre, lo protegge ogni giorno ma, se un amore a senso unico c’è stato, comunque rimane.
Trovate chi, il vostro amore lo ricambia, per godere appieno e assieme di quella che è la forza più potente, per creare una magia unica e immensa data da due esseri straordinari, ma imparate ad amare a prescindere. A sentire in voi il sentimento dell’amore
”.

Detto questo:

Si può vivere senza sentirsi mai dire “TI AMO”?
E senza mai dirlo?
Ah! Discorso profondo…

Si, si può vivere, certo. Il TI AMO ha un significato stupendo che però può essere detto in mille modi diversi. Attraverso un gesto, un’attenzione, un pensiero, altre parole… e questo occorre davvero impararlo. E’ sano impararlo.

Bisogna riconoscere il TI AMO tra queste cose, lo trovo fondamentale. Altrimenti si è superficiali, a mio avviso, e non si apprezzano i piccoli grandi prodigi davvero importanti. Quelli alla base. Quelli che nutrono. Non si impara a vedere il “bello” e nemmeno la ricchezza di quello che abbiamo.

Ma… che se ne dica, e sapete che io sono quella delle sfumature di grigio, un TI AMO detto, e di conseguenza ricevuto, apre il cuore. Lo spalanca proprio. Questo semplicissimo insieme di lettere appartiene alle nostre memorie. A noi è stato insegnato che fa del bene e del bene lo fa davvero. Le nostre sinapsi si attivano a tale messaggio. Non si può vivere senza. Non serve esagerare e divenire stucchevoli ma nemmeno bisogna cadere nel – Mai – (se il sentimento esiste ovviamente).

Se qualcuno ci offende con un brutto termine, questo ci ferisce e ci rimaniamo male. Quella sua parola ha un valore per noi, e la stessa sensazione, anche se differentemente, accade con frasi belle alle quali la nostra mente associa un meraviglioso senso, avviando poi tutti i processi del caso.

Dire e ricevere un TI AMO, anche a parole, E’ BENEFICO A LIVELLO TERAPEUTICO, perchè permette di rilasciare endorfine, fa sorridere i neuroni che trasmettono così incantevoli impressioni, aumenta la propria autostima e quella di chi abbiamo di fronte, riduce lo stress, fa nascere sorrisi (ottimi rimedi naturali anch’essi) e le nostre più splendide emozioni si destano.

Perciò, non abbiate paura di dire o ricevere, a parole, un TI AMO. In quell’esatto istante, state alimentando il vostro essere e quello dell’altro, di un’energia incredibilmente magica, la quale contribuirà in seguito a farvi vibrare positivamente e ottenere così la meraviglia dalla vita.

Un TI AMO è come l’acqua che si da’ alla pianta, è come il cibo che ci alimenta ogni giorno, è come il sole che permette la vita. L’amore è vita. E un TI AMO può divenire anche il carburante gratuito e perfetto.

Ovviamente sono tanti, e non bisogna trascurarli, i motivi del perché una persona non dice mai TI AMO o non vuole sentirselo dire. Ad esempio non ci si vuole prendere un impegno troppo complesso e gravoso, ritenendo queste parole quasi una trappola, o par di rinunciare alla propria libertà. Oppure ancora, l’imbarazzo è troppo grande per esprimersi in certi modi. O, addirittura, si ha paura a dirlo, o semplicemente non si prova tale sentimento. Vero è, però, che l’Amore, quello vero, quello con la A maiuscola, è in grado di buttare giù tutte queste barriere anche se probabilmente ci vuole tempo.

Se ti vergogni a dire TI AMO, evidentemente vivi un po’ nella vergogna, nel giudizio, nel sentirti accusato. Significa però che giudichi troppo e forse accusi troppo anche tu. Cerca di liberarti da questi ostacoli che governano la tua vita.

Se ti impaurisci, significa che vivi nel timore, e difficilmente la gioia totale potrà permearti completamente.

Se ti sembra inutile, significa che non apprezzi le piccole cose che sono realmente il sale della vita. Stai dando troppo per scontato. Quel sorriso che ricevi ogni giorno ad esempio, non lo stai valorizzando, ma un giorno potrebbe mancarti.

Secondo Rose Marie Charest, psicologa canadese e autrice di “La dynamique amoreuse entre desirs et peurs” (La dinamica amorosa tra desideri e paure) intervistata da Shamiran Zadnich di Più Sani più Belli  – l’amore non ha condizioni, sia che il partner risponda la stessa cosa, “anch’io ti amo”, sia che non lo faccia -. Ma, continua la Charest – Chi è pronta/o a correre il rischio di non essere ricambiata/o con uguale intensità verbale?

Ebbene si, perché queste due microscopiche paroline sono davvero fondamentali per gli esseri umani appartenenti alla nostra cultura. Per noi insomma. Anche il più grande ghiacciolo vivente è in grado di sciogliersi davanti a un TI AMO. Perché anche se solo parole hanno un grande potere. Vi basta pensare all’incredibile potenza delle – affermazioni positive – descritta da Louise Hay, che tanto ammiro. Potete leggerla qui e guardare il video https://prositvita.wordpress.com/2016/09/05/spieghiamo-questa-storia-delle-affermazioni-positive/

Vi ho parlato spesso della gratitudine incondizionata. Del bellissimo effetto che provoca il dire “GRAZIE” senza un motivo specifico. E’ un po’ come “obbligare” l’Universo a donarci qualcosa di bello che già abbiamo ringraziato anticipatamente. La stessa cosa accade per il TI AMO, perché è nell’intenzione che si nasconde la vera magia. Non funziona assolutamente un TI AMO detto senza sentimento, così, tanto per dire. Ma se lo si dice provandolo, si emanano le frequenze dell’amore e… quali migliori frequenze potremmo mai emanare? Stiamo provando e trasmettendo, anche grazie all’energia della nostra voce, strumento in più, e all’emozione che ne avviene, quelle che sono le vibrazioni della Forza più potente di tutto l’Universo. Non è certo cosa da poco!

E allora amatevi! E ditevelo! Con tutto il cuore! E, se ne vale la pena, fate questo piccolo sforzo, pronunciate questi due vocaboli. Farete del bene anche al Cosmo intero che si nutre di queste cose belle e di queste onde efficaci. Anche perchè, nella vita, siete responsabili di ciò che dite ma anche di quello che non dite.

E poi niente… e poi c’è anche un bellissimo film di Ken Kwapis intitolato: “La verità è che non gli piaci abbastanza”! Eh!… Va bene, ok, la smetto…!

Prosit!

photo topimmagini.com – immaginidamore.com – 10elol.it – nanopress.it – immagini.4ever.eu – briya09.livejournal.com – youtube.com – filosofiaelogos.it

Giordano Bruno, Cartesio, Fabio Marchesi, Gregg Braden… ma chi gliel’ha fatto fare?

Possiamo credere come no a certe teorie, possiamo essere d’accordo solo in parte, possiamo anche detestarle e andarci contro ma io mi sento in dovere di dire – Grazie! – ad alcune persone.

Alcuni, dopo aver letto questo articolo, potrebbero divergere dal mio pensiero e affermare persino  – Ma chi gliel’ha fatto fare? – e a questa domanda rispondo con un – Non lo so, ma ciò che dicono è capace di farci stare bene e, soprattutto in passato, ci sono stati soggetti che hanno compiuto per l’umanità opere grandiose -.

Persone dalle visioni affascinanti, dai poveri mezzi, attraverso i quali sono riusciti a capire che in questo Universo non siamo solo osservatori ma partecipanti assoluti. Interagiamo con lui, siamo parte di lui, possiamo anche modificare l’andare delle cose.

Persone che hanno scoperto la vera entità Divina ossia, semplicemente e incredibilmente, un’espressione di gioia assoluta e travolgente. Senza dottrine, senza religioni. L’Amore puro in ogni sua forma.

– L’amor che move il sole e l’altre stelle… – (Dante Alighieri)

IL POTERE DELLA SCRITTURA. Scripta manent – Gli scritti rimangono. (Evviva!).

Pensiamo a Giordano Bruno, padre del libero pensiero, che accettò la sua condanna al rogo dopo che gli venne proposto, dall’Inquisizione, di abiurare la sua ideologia cioè che l’anima continua a vivere perciò è immortale. – Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam – (Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla) rispose dopo aver sentito l’accusa contro se stesso e morì bruciato vivo, il 17 febbraio del 1.600, dopo aver dedicato l’intera vita a studi su un Dio, inteso come Infinito e come Tutto, completamente diversi dalla dottrina Cattolica soprattutto dell’epoca. Fortunatamente tutti i suoi trattati furono ritrovati e custoditi cari. Molte le sue ricerche, tante le sue teorie, ognuna volta alla comprensione dell’infinita potenza che risiede in ognuno di noi pari a quella universale.

giordano-bruno

Pensiamo a Isaac Newton il quale, trovandosi a vivere nel bel mezzo della peste che non aveva pietà per nessuno, che stava decimando l’umanità del 1.600, si preoccupava di conoscere la luce e capire la forza gravitazionale universale, che amava studiare la natura collegandola all’uomo e le sue filosofie, mentre la gente gli moriva di fianco. Lui non ha badato a questo, non ha badato alla malattia e non ne è stato colpito. Lui voleva andare avanti, voleva conoscere, inventare, scoprire. Voltaire, presente al funerale del genio, disse – La natura e le leggi della natura giacevano nascoste nella notte. Dio disse: “Che Newton sia!”, e luce fu -.

Pensiamo a Cartesio che, nel 1.500, ha rischiato ogni giorno della sua vita di essere ucciso se trovato in possesso di un libro vietato e, ai tempi, erano veramente tanti i testi proibiti. Pensiamo alla sua vita passata di nascosto, in buie stanze, con la voglia di trascrivere per i postumi le sue verità e le sue scoperte. Padre della famosa citazione – Ego Cogito, ergo sum, sive existo – (Io penso, dunque sono, ossia esisto), nella quale è trascritto tutto il senso e l’onnipotenza dell’essere umano. – Solleciterò la mia immaginazione per conoscere meglio chi io sia -, disse anche. Il termine “immaginare”, come vi ho già detto diverse volte, deriva dalle parole In Me Mago Agere, ossia In Me c’è un Mago capace di Agire. Immaginando possiamo creare la nostra realtà.

gigante-02

Immaginatevi Cartesio, di notte, da solo, in un umido locale, nel silenzio più assoluto alla fievole luce di una candela. Quando al primo rumore nascondeva tutto, si fermava, bloccava anche il respiro, mentre il cuore accelerava il battito. Aspettava, ascoltava e poi, riprendeva lentamente tutto in mano continuando dal punto in cui aveva dovuto fermarsi all’improvviso.

187

Pensiamo a Gregg Braden, a Roy Martina, a Salvatore Brizzi, a Jiddu Krishnamurti, a Fabio Marchesi, a Eckhart Tolle, a Louise Hay e potrei andare avanti all’infinito. Medici, filosofi, scienziati, fisici, casalinghe… persone che hanno deciso di dedicare tutte le loro conoscenze, tutta la loro vita o gran parte di essa, al benessere dell’umanità. Ognuno a modo suo. Ognuno regalando gli strumenti che possedeva.

autori_idautori12_thumbnail_1437038514

Che hanno deciso di dedicare le loro ricerche, i loro studi, tutto il loro sapere, a farci capire l’onnipotenza divina dell’essere umano. La nostra. Ognuno di loro svela ciò che può funzionare, perché con esso così è andata, e vuole regalare tale gioia e soddisfazione a tutti gli altri. E allora scrivono libri, pubblicano video, organizzano corsi.

louisehay_1lorez

Questo è altruismo. Non significa basarsi sulla veridicità delle loro filosofie (nonostante sia davvero ben difficile attaccarle) o meno, parlo del loro impegno, per molti addirittura non retribuito. Per altri invece si, ed è giusto che sia così. Il denaro non è il male; è come ce l’hanno mostrato, come ci hanno obbligato ad usarlo che è diventato – il male –. Inoltre, se per conoscere e diffondere determinati concetti, ci si ritrova a spendere, è giusto venir ripagati e riuscire così a scoprire ulteriori informazioni da diffondere ancora.

E allora un – Grazie! – glielo vogliamo dire? Io si, io mi sento di dirglielo e lo considero il minimo. E se non siete d’accordo con me, provate, prima di giudicare, ad ascoltare le loro parole, ad interpretare il loro messaggio perché credetemi, loro, in un modo o nell’altro, riescono a farci stare bene. Il Telegiornale, che sono così felice di vedere alla sera perché almeno rimango costantemente informata su quello che accade intorno a me…. Bhè… ho smesso di guardarlo da parecchi anni.

C’è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all’angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni in cui siamo afferrati. Questa rivoluzione deve cominciare non con le teorie e le ideologie, ma con una radicale trasformazione della nostra mente – (Jiddu Krishnamurti).

E chi ha riportato le parole di Gesù, di Buddha, di Maometto? Chi si è preso la grande rottura di balle di trascrivere tutto quello che questi individui dicevano e facevano… chi? Per poi essere pure “interpretati male” (mio umile pensiero). Chi ha pensato a noi? A noi che oggi leggiamo e nemmeno poniamo attenzione a quello che stiamo apprendendo. Nemmeno ci poniamo la semplice domanda del – Perché? – sono state scritte cose di questo genere e tramandate per anni, per secoli.

Favole… come se i fratelli Grimm non fossero bastati. Oppure pazzi! Si. Con questo aggettivo ci mettiamo il cuore in pace.

8931184-standard

E gli artisti? Cantanti, pittori, scrittori, registi che hanno fatto di tutto, sottilmente, per aprirci gli occhi, per farci pensare, per allargare le nostre menti. Ma poco abbiamo saputo ascoltare e vedere.

francobattiato_1_1350744536

Bhè, è poco, si, ma un – Grazie! – a queste persone voglio dirlo.

Come affermava Nicola Tesla – La scienza è solo una perversione, se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità – e parecchi di loro hanno provato.

tesla000

Sei divino*, non lo dimenticare mai – (Giordano Bruno).

Prosit!

*Divino – in te risiede il potere di vivere nella totale gioia, nell’estasi; è la mente che ti impedisce di vederlo.

photo eresie.it – fucinemute.it – artediessere.com – sinaisdefogo.pt – ondarock.it – aumag.org – goethe.de – complottisti.com

Dai un Colore alle Emozioni – è molto utile per…

Lo sappiamo tutti, le emozioni positive sono una tale gioia che ce le viviamo e non ci preoccupiamo di altro. Quelle negative invece, proprio loro, qualche problemuccio ce lo danno.

Dolore, angoscia, rabbia, tristezza, fastidio, paura, malinconia… sono tutte sensazioni che ci eviteremmo volentieri e anzi, spesso proprio facciamo finta di non provarle. Tentiamo di scacciarle, di passarci sopra facendo finta di nulla. Niente di più sbagliato. Mai reprimerle, bisogna tener conto che è come se distruggessimo una nostra opera d’arte con la differenza che esse rimangono dentro di noi a farci del male.

Dobbiamo tenere conto che quelle emozioni, seppur malvolute, le abbiamo create noi.

Ora tu dirai – No! E’ tizio che mi ha fatto arrabbiare! -. Lo so, ma se tizio ha avuto su di te il potere di farti provare rabbia, come già ti ho spiegato in passato, vuol dire che sei schiavo di altri e non un vero e proprio Mago. Vuol dire che qualcun altro ha potere su di te.

Ma non importa, capita a tutti. Il fatto è che nessuno ha in realtà potuto creare in te rabbia, o paura, o tristezza. Solo tu puoi averlo fatto e quindi, devi capire che queste tue creazioni sono come dei tuoi figli. Un figlio, appena nato, farà di tutto per farsi ascoltare: se ha fame, se vuole essere cambiato, se vuole dormire. E se non viene ascoltato urla ancora più forte. La stessa cosa la fanno le tue emozioni.

biberon

Se farai finta di non provare paura essa si sentirà messa da parte e, per farsi vedere, dal momento che l’hai realizzata e scomodata, busserà con più forza e diventerà sempre più grande affinchè tu la possa considerare. Perché ti sta dicendo – Ehi! Sono qui! Perché mi hai creata? Perché mi hai chiamata? Cosa devo fare? Ehi? Devo difenderti? Devo rattristarti? Ehiii???!!! – . Sempre di più.

Bisognerebbe infatti riconoscerla, salutarla, amarla, in quanto è appunto una cosa nostra (ed è come se non amassimo nostro figlio altrimenti) e passarci attraverso facendole vedere che non abbiamo timore di lei. Che l’affrontiamo perché noi siamo più potenti, siamo i suoi artefici. Padroni di noi stessi come faremmo con la nostra creatura.

E’ però difficile individuare certe emozioni. Ad esempio, quando siamo tristi ci sembra di essere tristi a livello generico. Ci sembra di essere tristi ovunque, persino nelle dita dei piedi. Una sensazione totale ci avvolge e ci sentiamo avviluppati all’interno di un qualcosa di scomodo che non ci piace.

24526-tristezza-un-emozione-utile

In verità, quella tristezza sta dentro di noi, lo sappiamo ma non la individuiamo. C’è però un metodo per riuscire a distinguerla da tutto il resto di noi ed è importante fare questa divisione perché già solo compiendo questo atto facciamo capire al nostro inconscio che tutto il resto di noi invece è sano.

Io consiglio di dare un colore alle emozioni.

7df7b55f-b858-4466-96bf-22bd2c2fe5b5

Fermarsi, concentrarsi bene, chiudere gli occhi, guardarsi dentro e immaginare un fumo all’interno di noi. Questo fumo avrà un colore diverso a seconda dell’emozione che proviamo.

occhi-chiusi

La tristezza ad esempio potrebbe essere grigia. Così facendo possiamo notarla bene. Il dolore nero, la rabbia rossa, la paura azzurra, la malinconia gialla, e così dicendo.

tumblr_static_colorful-smokes

Una volta individuato quel fumo, quel vapore che s’innalza sempre di più proprio al centro del nostro corpo, e colorandolo sarà più semplice, lo ringrazieremo e gli diremo queste parole:

Ti ho visto, so che ci sei. Ti amo, grazie di essere venuto a portarmi il tuo messaggio ma non mi fai paura, io non ti temo, io ti ho creato

In quel momento dovremmo immaginare questo fumo aprirsi in due come le acque del Mar Rosso al passaggio di Mosè fiero e orgoglioso, e infatti dovremmo poi vedere la nostra figura passarci in mezzo con una lunga spada senza temere nulla ma piena d’amore e vedere quelle onde vaporose e impalpabili inchinarsi al nostro cospetto da entrambi i lati.

moses-parting-red-sea-barrett-301889-print-2-701x653

Saremmo stati, in quel momento, dei veri guerrieri.

Una volta effettuato il passaggio fino alla fine della nube colorata, possiamo ringraziare sia l’emozione che noi stessi per il coraggio avuto e riaprire gli occhi e non fare più nulla. Anzi, cercare di distrarci. L’importante sarà ripetere questo breve esercizio più volte al giorno o a seconda della necessità.

All’inizio potrà sembrare sciocco effettuare questi pensieri, in realtà sono utilissimi per ingannare il cervello che ci sta portando nel baratro della nostra angoscia sempre di più, senza farci vedere altre vie d’uscita.

Vedi, se lasci comandare te stesso dalle tue emozioni, esse comanderanno anche il tuo cervello e la paura non potrà che spaventarlo, la rabbia non potrà che farlo infuriare, la malinconia non potrà che farlo soffrire incredibilmente.

31511_400012013074_195820218074_4308095_1825554_n-650x400

Quando tuo figlio piange perché ha fame, e sbraita come un forsennato, è lui a comandare in quel momento e tu ti ritrovi a vivere quei momenti solo ed esclusivamente in base al suo bisogno. Sei un suo servo! La stessa cosa lo diventi per le tue emozioni alle quali hai permesso di manipolare la tua mente. Ma loro purtroppo, anche se sono create da te e sono venute per insegnarti, non ti danno la gioia che può darti il tuo bimbo.

Allenati a vedere il colore e tutto ti sembrerà più semplice.

Prosit!

Photo oltre.online – playbuzz.com – crescita-personale.it – ciaoamigos.it – anima eventi.com – quimamme.it – tumblr.com

Buon Compleanno Prosit!

Ebbene si amici, il 14 di Febbraio non è solo la festa degli Innamorati ma è anche il compleanno di questo mio blog. Bhè, in un modo o nell’altro, sempre di amore si parla anche se in diverse forme. Il mio blog compie un anno.

SONY DSC

Il suo primo anno di vita. Il tempo è passato velocemente. Ricordo come se fosse ieri che cercavo le immagini migliori, il giusto nome che mi ha involontariamente suggerito un caro amico, le frasi più significative per realizzare quello che è il mio angolino virtuale che, permettetemi di dire, trovo sia meraviglioso. No, non voglio vantarmi, semplicemente riferire che qui ci sto bene ed è anche merito vostro. Voglio infatti cogliere l’occasione per ringraziarvi. Ho conosciuto gente nuova che ha mondi stupendi da svelare e altre persone invece, che sono cari vecchi amici “di penna”, o meglio di tasti, che sempre sono state nel mio cuore e ancora oggi rimangono gelosamente. Grazie. Grazie per il vostro seguirmi e il vostro interagire. A volte osservo le visualizzazioni e sono davvero tante. La mia pagina di FaceBook ha già raggiunto, in un anno, i 600 fans grazie all’amico, dell’amico, dell’amico in un fantastico e piacevole passaparola. E quindi grazie davvero. Come grazie a chi ogni giorno mi fa capire di esserci in un modo o nell’altro. E’ straordinario ricevere al mattino messaggi di gente mai vista che ti augura il buongiorno e ti regala un abbraccio, è emozionante, incredibilmente emozionante. Per quest’anno, posso ritenermi più che soddisfatta del lavoro svolto e posso dirmi – brava! – per l’impegno che ho messo. Ma, al di là della fatica che a volte comporta scrivere qualche post dal tema arduo, che soddisfazione! Ne scriverei altri 10! Altri 100! 1.000! E lo farò. Cercando di regalarvi sempre momenti lieti. Cercando di approfondire al meglio tematiche che spesso voi stessi mi date come spunto. Sono argomenti che amo profondamente e oggi, ponendoli qui, alla vista di tutti, li ho potuti ampliare e comprendere ulteriormente. Un conto è conoscerli. Un conto è doverli tradurre in modo comprensibile a tutti. A me stessa per prima. Questo mi ha fatto crescere. Mi ha fatto andare ancora più a fondo e capire meglio alcuni concetti che a volte, sbagliando, davo quasi per scontati. Grazie ancora e non è retorica. E allora, tanti auguri PROSIT, per me sei speciale e voglio augurarti un dolcissimo e felice Buon Compleanno!

Tua Meg.

Mi Dispiace. Perdonami. Grazie. Ti Amo. Felicità.

Ogni giorno della mia vita, da due anni a questa parte, recito nella mia mente queste parole “Mi dispiace. Perdonami. Grazie. Ti amo. Felicità.” A volte una sola volta al giorno, a volte di più. A volte non le ricordo nell’ordine, quell’ordine glielo cambio ma l’effetto è lo stesso. Lo dico prevalentemente quando esco al mattino a portare fuori il mio cane per la passeggiata. Guardo il cielo e, quasi involontariamente, non mi costa davvero nulla, ormai fanno parte di me, le recito. Mi vien da pensare a loro quando vedo un particolare spettacolo naturale che mi riempie di emozione. Potrebbe essere anche solo un monte baciato dal sole ma, se scaturisce una bella emozione, quella è proprio la linfa che dona potere a queste parole. Si possono pensare, si possono dire, si possono gridare. L’importante è ricordarle. Non ho iniziato a pronunciarle perchè la mia vita stava “andando male”, ho iniziato semplicemente perchè poteva andare ancora meglio di come già si srotolava giorno dopo giorno. E così è stato.

320522_185046481579974_102969186454371_411142_821797298_nQuesto insieme di parole, che possiamo definire mantra, nasce dall’aver appreso di una tecnica hawaiana chiamata ho’oponopono ossia, letteralmente tradotta, “mettere le cose al loro giusto posto” alias “sistemare le cose”. Secondo la cultura delle Hawaii infatti, recitare questo vero strumento del pensiero, ogni giorno e con emozione, riuscirebbe ad aggiustare le cose in noi e intorno a noi ma anche a renderci bella, o più bella, la vita. In realtà, in questa filosofia di pensiero, le parole sono solo 4. La quinta, Felicità, me la sono aggiunta da me in quanto credendo fermamente che l’Universo ti rimanda ciò che senti ed emani, tale Felicità mi torna. Perché provo emozione nel dirla, non sono le lettere ad avere valore. E’ secondo me, per il suo significato, una delle parole più belle. Suggerisco questo perché fondamentalmente, ognuno di noi può crearsi il mantra che vuole, al di là della curiosa saggezza hawaiana che merita uno studio a mio parere e che può essere senz’altro un ottimo incipt. La frase dovrà sostanzialmente emozionare ed essere volta ovviamente al positivo. Ne ho diverse infatti ma, questa che vi descrivo oggi, penso sia quella adatta per iniziare e ora ve la spiego, per lo meno con il mio senso. In rete potrete naturalmente trovare tutte le nozioni che v’interessano.

Innanzi tutto, l’ordine corretto per l’antico popolo degli Huna che ha inventato questa specie di preghiera è: mi dispiace – perdonami – grazie – ti amo

MI DISPIACE: non per un senso negativo del termine ma semplicemente per far capire che è stato del tutto involontario l’eventuale nuocere a qualcuno o qualcosa verso il quale nemmeno ce ne siamo resi conto. Ogni giorno, senza farlo apposta, potremmo mancare di rispetto a qualcuno e questo “mi dispiace”, annienta praticamente l’eventuale danno recato agli altri ma soprattutto a noi stessi che siamo sicuramente la persona che martoriamo di più. Noi, visti come esseri divini, non dovremmo mai offenderci, violentarci, tarparci le ali autonomamente e per questo diciamo – mi dispiace –. Mi dispiace, di non aver capito la potenza che risiede in me!

PERDONAMI: tu, vita. Vita mia. Energia. Forza. Universo. Me stesso. Qualsiasi cosa tu sia, io sia, perdonami. Con il perdono, tutto può ricominciare. Il perdono è lo strumento più bello che possa esistere, è l’atto più grande di amore e di “compassione/con-passione” che possiamo effettuare. Sempre verso gli altri e sempre verso noi stessi. Che quel tutto, io e l’universo intero assieme, possa arrivare al mio perdono. E così è.

GRAZIE: una parola meravigliosa da dire sempre. Per ogni cosa, nei confronti della vita in generale, di tutto, di noi. Grazie. Per quello che sei/sono, per quello che sto potendo vedere, sentire, respirare. E’ tutto bellissimo e io ringrazio e ringraziando lo avrò sempre. Avete mai detto – grazie – a voi stessi? A quello che esiste intorno a noi? Si usa dire grazie solo quando siamo convinti di essere stati baciati dalla Dea bendata. La parola “grazie” deve far parte di noi. O meglio, l’emozione che ne scaturisce. Ringraziatevi per quello che siete e per quello che riuscite a fare.

TI AMO: “l’amore è la forza che muove il mondo”, la forza più potente. L’amore per noi stessi, per le grandi e per le piccole cose. Per tutto. Per la luce del sole, per la natura, per la gente. Tutta. Dove c’è amore, c’è armonia, bellezza, salute, benessere, gioia. Amare ogni cosa e dirglielo. “Ti amo”. Un – ti amo – pieno di sentimento. Io amo te, provo emozione per te, io penso che tu sia una cosa bella. Pensiamolo di una farfalla, di un sasso, di una persona, di una sera, di una sensazione, di una vicenda. Dare amore, amare, incondizionatamente, riporta amore. E recitando ogni giorno “Ti amo”, nulla ci aspettiamo in cambio ma “amore” arriverà.

La parola FELICITA’, l’ho già spiegata nelle righe precedenti. La provo, mi torna. E’ una regola ovvia. La provo, non solo la dico, è diverso. Ecco. 4 parole che racchiudono un messaggio importantissimo, fondamentale. 4 parole che procurano emozione. Vi consiglio vivamente di provare almeno. Ipotizziamo per un mese. L’importante è crederci e pronunciarle con sentimento sincero. Se i primi giorni vi sentirete in imbarazzo posso assicurarvi che nessuno riesce a leggervi nella mente quindi non abbiate timore e non sentitevi sciocchi. Soprattutto però posso dirvi con certezza che, trascorsa la prima settimana, tutto vi sembrerà più facile. E a volte, mi piace aggiungere: è gratis! C’è addirittura chi sostiene che tutto questo sia uno dei mezzi più potenti per ottenere il benessere.

Prosit!

Photo maran-ata.avventista.it