Consiglio: Scrivere cosa ci ha fatto stare male

Il consiglio che vorrei darvi oggi probabilmente lo conoscete già ma io posso testimoniare che funziona davvero. E’ una tecnica che uso anche con chi mi chiede aiuto e noto che pure queste persone, eseguendola, trovano un giovamento. Si tratta di scrivere/descrivere, una situazione “brutta” che avete vissuto. d

Ci troviamo a volte a dover affrontare avvenimenti davvero spiacevoli per noi, traumatizzanti, che lasciano ferite aperte per molto, molto tempo, divenendo sovente, persino inguaribili. Questa è in realtà la parte più negativa. Il ricordo. Il ricordo che continua a vivere in noi. Durante il fattaccio, costi quel costi, siamo in grado di affrontare ciò che arriva, siamo in grado di reagire, siamo in grado di pregare per trovare la forza e ovviamente, non possiamo pensare in quel momento o in quel periodo, quanto male quella situazione sta facendo a noi stessi, nella nostra parte più viscerale. Non è un problema, la risaneremo appena riusciremo a tranquillizzarci ma come? Si crede sovente di riuscire a dimenticare. Attenzione, non è sempre così. Purtroppo, i fatti che ci scuotono particolarmente rimangono impressi in un cassettino del nostro cervello senza abbandonarci del tutto. Altre volte invece rimangono letteralmente, ben visibili, e possiamo vederli affacciarsi ogni giorno nella nostra testa. Cerchiamo di sconfiggerli sia che siano piccini, sia che siano enormi. Sono state esperienze della nostra vita che oggi non devono più esistere, non devono più continuare a farci male. Se avevano da insegnarci qualcosa, prendiamo quel qualcosa e abbandoniamo tutto il resto. Ci sforziamo con il pensiero di lasciar andare, proviamo a perdonare chi ci ha fatto questo, a  capire noi stessi, a giustificarci o a coccolarci, pur di “guarire” da quel tarlo che rosicchia ma non ce la facciamo. Dobbiamo allora quel tarlo, prenderlo e darlo a qualcun’altro travestito da foglio bianco o da schermo di pc. Scriviamo bene, per filo e per segno, con molto impegno, quel che ci è successo. Scriviamo con l’anima. Scriviamo il perchè è accaduto secondo noi, cosa abbiamo subito, cosa avremmo voluto fare, cosa abbiamo fatto e non. Chi ha partecipato insieme a noi a quella vicenda, come vorremmo vivere ora, insomma… tutto. Tutto quello che ci viene in mente ma facendo parlare il cuore. Nessuno dovrà leggerlo, per cui potrete davvero mettere nero su bianco ogni cosa. Sfogatevi in tranquillità visto che probabilmente non avete potuto farlo prima. Dovrete scrivere un libro. Ovviamente, più l’evento è stato traumatico e destabilizzante e più sarà lungo da descrivere perciò non abbiate paura di stilare un vero e proprio romanzo se dovesse servire. Nel caso decidiate di buttarlo giù tramite computer, vi consiglio di stamparlo poi e tenerlo in un angolo della vostra libreria. Una volta terminato, rilegatelo magari e catalogatelo bene come se fosse un fascicolo a sè e sistematelo dove meglio credete. Dateci anche un titolo e abbellitelo esteticamente. Quello è il vostro libro, uno dei tanti, un episodio della vostra vita. alai.it

Sono sicura che con il tempo, il ricordo di quella negatività vi abbandonerà e potrete trovare la serenità che meritate. Non è più in voi ora. Sarà solo tra quelle pagine, e siete padroni di tenerle, o buttarle, o bruciarle, come meglio credete, ma sarete voi a comandare, non più loro. Ora, sono “solo dei pezzi di carta“. Vi consiglio di aspettare almeno un anno prima di prendere la decisione di liberarvene perchè sovente ci vuole davvero molto tempo prima di dimenticare ma soprattutto perchè se riteniamo di aver compiuto degli errori che non vorremmo più ripetere, in quei fogli, rileggendoli, riusciremo sicuramente a trovare le giuste soluzioni. Riusciremo inoltre a mettere ben a fuoco cosa davvero di quell’avventura ci ha logorato e spaventato e, in principal modo, riusciremo a leggere il suo insegnamento. Un pezzo della nostra vita ora ben tangibile, palpabile, concreto. E se prima non sapevamo, nei meandri della nostra mente, dove andare a cercarlo, eccolo… sul terzo piano dello scaffale in salotto. E se prima era edulcorato o inquinato da altri mille pensieri, riuscendo a celarsi bene per non essere trovato, adesso eccolo… è lì.

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Grande come un quaderno, ben chiuso dentro ad una cartellina. Completamente inoffensivo. Completamente vostro. Non può più farvi paura. Dovete sapere, che addirittura, ci sono traumi vissuti nell’infanzia che riaffiorando nell’età adulta, mascherati da nuovi avvenimenti, possono provocarci lo stesso dolore di un tempo, trasformato talvolta anche in disturbo fisico. E’ ovviamente un episodio lontano ciò che ci ha causato quel malessere, neanche lo rammentiamo, ma è rimasto lì. Questo per farvi capire che non muoiono mai. Continuano a vivere dentro di noi e si nutrono della nostra quotidianità, saltando fuori all’improvviso, nel momento stesso in cui un minimo campanellino d’allarme trilla nel nostro inconscio mosso dalla nuova situazione simile, appena vissuta. Per simile intendo che riporta allo stesso risultato. Vi faccio un esempio: se un bambino è stato abbandonato dal padre in giovane età, vivrà la sua vita nell’ansia che anche altri possono abbandonarlo. Come l’ha fatto il padre, perchè non potrebbe ora farlo la mamma, l’amico, la fidanzata, il datore di lavoro? Non c’è differenza. Ora, è ovvio che quel bambino, divenuto uomo, non avrà più un padre che lo abbandona, questo è già avvenuto, ma gli basterà sentire una frase tipo – Mi dispiace, non posso aiutarti – per fargli rivivere l’incubo. E’ una frase normalissima ma, per lui, è un punto debole. E’ una ferita aperta. Quando una ferita è aperta, anche solo l’aria che ci passa sopra può far male. Quella frase, viene tradotta come “Non posso starti vicino, devi cavartela da solo, ti abbandono, io non sono lì con te“. Proprio come ha fatto suo padre. Lui non riconoscerà il collegamento con il padre ma, in un modo del tutto inspiegabile, inizierà a star male. Come farà a cavarsela da solo? Inizierà a provare ansia, paura, destabilizzazione, tristezza, inquietudine. Tutte emozioni che logorano, che causano danni. Il consiglio che vi ho dato, potrebbe non essere una risoluzione totale. Non m’innalzo al livello di psicologi e neuropsichiatri ma so che può aiutare. E poi, i medici di questo settore, non vi fanno forse parlare, giustamente, per buttare fuori quel che v’inquieta? Come vi ripeto, date ad altri il vostro problema. Cercate di eliminarlo da voi. E, un primo step, potrebbe proprio essere questo.

Prosit!

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Tutto quello che volevi sapere sulla tua… Pipì

La pipì, o per meglio dire l’urina, è un liquido lavorato ed eliminato dai reni che fuoriuscendo dal nostro corpo, attraverso la minzione, porta via con sé le tossine e le sostanze di scarto del nostro organismo. Essa inoltre è formata da acqua, ammoniaca, urea, acidi e sali minerali. Un individuo adulto e in salute dovrebbe avere un’urina color giallo dorato, paglierino,  simile alla birra, ossia contenente la giusta quantità di tossine e soprattutto, queste tossine, riescono ad essere espulse. In certi casi infatti, ci capita di sentire di persone che urinano il liquido trasparente come l’acqua. Questo non è un bene se la cosa si prolunga, in quanto potrebbe essere indice di un’assunzione troppo alta di zuccheri oppure non si stanno espellendo le sostanze di rifiuto nella giusta quantità che rimangono così nel nostro corpo intasando l’organismo. Al contrario, avere una pipì troppo scura, per molto tempo, non è positivo comunque. Significa che probabilmente si hanno troppe tossine da espellere, si fa forse uso di troppe proteine e di troppo sale. Il colore della pipì, determina anche l’idratazione (importantissima) o la disidratazione del nostro organismo. bellearti.net

Solitamente più è chiara e più c’è quantità maggiore di liquidi mentre, all’inverso, c’è scarsità di acqua. Oltre ad essere chiara o scura però, la pipì, può anche tendere ad altre tonalità: sul verde, sul rosa, sul blu… ognuna di queste sfumature ha il suo significato e può spiegare che sostanza in eccesso ci sta disturbando. Un dato importante da osservare è anche la quantità di urina espulsa durante l’arco di una giornata tipo.

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Ovviamente mi riferisco sempre ad una persona adulta in quanto i bimbi orinano più spesso avendo una vescica poco capiente. La vescica di un individuo ormai cresciuto invece, può arrivare, grazie alla sua dilatazione e la sua elasticità, a contenere fino a 2lt. di urina. Quindi, anche nel caso delle volte in cui si va in bagno, non bisognerebbe eccedere ne’ da una parte ne’ dall’altra. 4/5 volte al giorno sono più che sufficienti! Evacuando solo 2 volte significherebbe trattenere troppo le sostanze di scarto oppure che i reni, contratti, non riescono ad eseguire bene il loro filtraggio ma, chi invece ne produce una quantità eccessiva sta probabilmente assumendo troppi liquidi e, se andrete a leggere questo mio post QUI  capirete che il troppo stroppia sempre. Fare tanta pipì significa anche che il corpo sta – piangendo -. Potrebbe esserci una tristezza di fondo data da una paura della quale ci si vorrebbe liberare. Gli animali urinano sovente (anche se in realtà hanno la capacità di suddividere in diverse scariche la stessa minzione) per segnare il territorio. Più urinano e più è come se avessero bisogno di affermare – Questo posto è mio! Chi ha osato usurparlo? -. Accade più o meno la stessa cosa in noi. Chi urina in modo esagerato è come se non fosse tranquillo nel territorio/ambiente/circostanza che sta vivendo. Forse ha paura che qualcuno possa appropriarsi di ciò che è suo, oppure teme di essere allontanato da quel che gli è caro. Ha magari paura dell’ignoto che lo intimorisce e che potrebbe entrare nei suoi spazi, oppure ancora c’è qualcuno che, quel suo territorio, non lo sta rispettando. I motivi possono essere molteplici naturalmente. Secondo le leggi della salute, un essere umano non dovrebbe mangiare troppo. Perciò non dovrebbe nemmeno urinare troppo. Purtroppo, spesso è come se vivessimo per mangiare più che mangiare per vivere! Come vi ho spiegato prima, parlando di reni troppi contratti e quindi poco agili nel lavorare, ho praticamente indicato i reni di una persona nervosa, iperattiva e che potrebbe essere irascibile. Nel caso contrario invece, spiegando di reni dilatati, s’intenderà una persona con poca vitalità, pigra e probabilmente ansiosa ammorbata da un’insoddisfazione generale. In casi un po’ più particolari inoltre, si potranno notare nell’urina, tracce di sangue o di sabbia. Anche per questi due elementi c’è una spiegazione. Perdere del sangue dove non si dovrebbe, come vi ho già spiegato più volte, significa perdere un po’ di felicità. Il sangue, simboleggia la gioia della vita che scorre dentro di noi mentre, la sabbia, alias renella, non comporta la presenza di veri e propri calcoli ma trattasi di cristallizzazioni più piccole, espulse dai reni nelle vie urinarie. La renella, appartiene comunque alla famiglia dei dolorosi calcoli e sta a significare il provare dell’amarezza. Subire una condanna, magari persino autoinflitta. Significa essere anche un po’ troppo orgogliosi e non volersi smuovere dalle proprie idee. Quando si dice che si è un pò granitici… ecco lì. Non resta che parlare dell’odore di questo liquido ricco di segreti. In realtà, tolti alcuni alimenti che emettono un odore particolare come gli asparagi (che contengono sostanze che a contatto della nostra urina, per via di un processo metabolico, rilasciano la loro essenza), la pipì non dovrebbe avere un odore parecchio sgradevole. Certo, come ripeto, è carica di scorie per cui non potrà profumare, ovvio. Ma queste scorie, se eliminate nella giusta quantità, sono scorie nuove, non ancora giunte alla degradazione totale. L’urina infatti è un ottimo elemento che ci permette un’analisi giornaliera e del presente. Il nostro stato di salute com’è ora, al contrario delle feci che invece possono riportare ad un passato di qualche giorno. Se sentite quindi, quello che si può definire un “odoraccio”, state, anche in questo caso, scaricando troppe tossine. Il che significa che ne avete tante, che rimangono nel vostro corpo per diverso tempo ed escono poco per volta ormai putrefatte; questo è un termine bruttino ma rende bene l’idea. style.it

Quante cose insomma ci dice la nostra pipì! Sarà un argomento di cui parlerò ancora sicuramente. E’ davvero uno strumento fantastico per fare subito un esamino di conoscenza verso il nostro organismo. Basta conoscerla. Basta pensare che, se esce dal nostro corpo, nonostante la naturalezza del meccanismo, è stata creata da noi e, porta in sè, un piccolo pezzettino da leggere di ciò che siamo.

Prosit!

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Quando alcuni nostri particolari Amici soffrono

Sono assolutamente convinta che le piante e gli animali hanno delle facoltà speciali. Facoltà che, in realtà, vivono anche in noi ma abbiamo un pò spento col tempo; non le sappiamo o vogliamo ascoltare, “inquinati”, per così dire, da mille altri pensieri. WP_20150502_001

Piante e animali invece, hanno sempre mantenuto molto attiva questa grande sensibilità e questa loro potenza emozionale e sono perciò più predisposti alle forze energetiche positive o negative che siano, nel riuscire a scacciarle, o nel riuscire a farle arrivare e soprattutto nell’assorbirle. Mi è sempre capitato di notare quindi che quando una persona è fondamentalmente triste, infelice o insoddisfatta della propria vita, le sue piante o i suoi animali, ne risentono. altAheNTjhz_SqiXR1w8GtwB_pVKN0ahVl5wxf9DblsmfvJ

Finché riescono ad impregnarsi di negatività senza patirne, lo fanno, eliminandone così una gran quantità dalla persona e dalla casa stessa ma, quando queste energie, iniziano a diventare troppo grandi e opprimenti, ecco che alla fine essi si ammalano, fino a morire. Non sono immortali, è ovvio che purtroppo, prima o poi ci lasciano con tanto dolore da parte nostra ma hanno, diciamo, una durata di esistenza, a seconda della specie, che molte volte viene nettamente dimezzata se non anticipata di parecchio. WP_20150510_003

Parlando di casi estremi ovviamente. Negli altri casi, si avranno piante che patiscono o animali costantemente in visita dal veterinario che continuano a rimanere in vita ma soffrendo. Loro si nutrono delle vostre energie. Vi è mai capitato di entrare in una casa e sentire una “brutta energia”? Quella sensazione inspiegabile che si percepisce a pelle? Ebbene, in quel caso, potrete stare quasi certi che chi vive quella dimora non sta bene e parlo di qualsiasi essere. Potrei farvi esempi infiniti per non limitarci a dire solo – Oh! Povera bestia! – oppure – Povera piantina! -. Cosa c’era o cosa c’è ancora quindi che non va’ nei vostri animi? Nella vostra vita? Rabbia? Tristezza? Paura? Inquietudine? Emozioni che probabilmente non si conoscono, non si crede di possedere. WP_20140711_002

Ci vuole a volte un po’ d’introspezione nei confronti di noi stessi e degli altri componenti della famiglia. Come gli esseri umani, anche le piante o gli animali hanno diversi limiti. Diverse misure. C’è chi riesce a sopportare di più e chi meno. Quante volte ci capita per esempio, nei confronti di una pianta, di averle provate tutte ma, quell’esemplare, continua a morirci mentre, la nostra amica, che ha lo stesso soggetto da anni, in tutta tranquillità ci dice – Non le faccio niente! Mi dimentico persino di darle da bere! -. Che rabbia vero? Parlo ovviamente di condizioni medesime. WP_20150518_011

E’ naturale che vengono presi in considerazione anche diversi fattori: clima, esposizione solare, annaffiature, concimazione, etc… Ma ci sono piante davvero resistenti, che si adattano a tutto, che hanno bisogno di poche cure eppure, in quella casa, proprio non reggono. Se tutte le piante, in quell’abitazione, si comportano così, ponete attenzione, potrebbe esserci un motivo ben più profondo. Sono anche convinta che questi esseri abbiano dei sentimenti. WP_20141211_001

Se vengono trattati bene e amati, vivono meglio e più a lungo ma, se in noi non c’è amore e non amiamo nemmeno noi stessi, come possiamo pretendere di dare amore a loro? E’ un sentimento che non conosciamo, non potendolo provare dentro di noi, mentre loro, ne hanno estremo bisogno pur amando, a differenza nostra, incondizionatamente. Ricordo le lamentele della mia amica B.: – Meg, ma possibile che nemmeno con le piante grasse ho speranza? Le ho già provate tutte. Acqua, non acqua, sole, non sole, concime, non concime… Stesso balcone con la mia vicina diviso soltanto da un pannello trasparente. Le sue piante, identiche alle mie, a due centimetri da me, sono stupende. Le mie, continuano a morire. Le ho persin detto di avvisarmi quando le bagna in modo tale da trattarle proprio alla stessa maniera ma niente… Basta, ci rinuncio! -. Le cosiddette piante grasse, pur avendo in realtà bisogno di diverse cure, sono famose per essere specie molto resistenti anche solo per il fatto che, pur dimenticandoci di loro, continuano a esistere serenamente regalandoci persino parecchie soddisfazioni. Ebbene, la mia  amica B., che è una persona molto buona, tranquilla, generosa e ricca di virtù, porta in cuor suo una grande insoddisfazione nei confronti del sistema in cui viviamo. Come la capisco! Sono molto contraria anch’io a come i potenti ci obbligano a vivere, a come hanno imbruttito il nostro mondo, a come hanno rovinato la vita di tutta la popolazione ma non devo e non voglio, farmene una malattia. Non devo permettere loro di rovinare la mia parte più intrinseca. Non devo permettere loro di uccidere la mia gioia. E’ faticoso non lasciarsi andare ma non lo faccio. B. invece, anima sensibile e battagliera, si sente come un Don Chisciotte impotente e si strugge nel non accettare questa realtà. Ci stà proprio male! Inoltre, è una romantica, una sognatrice, una persona che vaga con la fantasia in altri mondi sicuramente migliori di quello che vive. Stare in questo mondo che non accetta è una sofferenza! Vorrebbe cambiarlo ma non può. Vive perciò nella tristezza. Una tristezza nascosta, che non traspare ma c’è. Sottile. Ingannevole. B. è una persona meravigliosa, e vi dico questo perchè quando vi parlo di esseri umani carichi di negatività, non dovete immaginare solo gente che appare come zombie senza speranza. Come vi ripeto, alcune emozioni sanno celarsi molto bene. Dopo aver spiegato a B. qual’era secondo me il problema nel suo rapporto con le piante, lei, incredula ma caparbia, ha deciso di tentare. Ha lavorato molto su di se e, ad essere sincera, non è “guarita” del tutto ma ha migliorato tantissimo. Ha capito che così stava facendo del male innanzi tutto a se stessa e poi ad altri. Ha impiegato diverso tempo ma, dovete credermi, avreste dovuto vedere come si son riprese le sue piantine che hanno percepito immediatamente il cambiamento! Ho regalato poi a B. una piccola talea di Crassula Capitella Campfire (della quale purtroppo non ho una foto) fatta da me, che ho impregnato il più possibile di energia positiva, e oggi, è diventata una splendida pianta. La gioia di B. è esplosa e così anche i boccioli delle sue amiche succulente. A volte è solo questione di pollice verde ma a volte non è così.

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Provate a pensarci. Fate un patto con loro, per fargli del bene e per farne a voi. Le vostre piante e i vostri animali saranno i primi ad aiutarvi in questa avventura e vi ripagheranno con avvenimenti palpabili che vi emozioneranno.

Prosit!

La Schiena – come viviamo la vita assieme a Sig. Dolore

 

L’80% di noi soffre di dolori alla schiena. Dolori causati da indolenzimenti, da ernie, dalla scoliosi, da torcicollo, da vertebre consunte e via discorrendo. I problemi alla schiena possono avere diversa natura ma attenzione, hanno soprattutto una natura psicosomatica. La nostra schiena è quella parte posteriore del torso che inizia dal collo e arriva al deretano attraversata perpendicolarmente da un susseguirsi di ossa brevi, collegate tra loro, chiamate vertebre, allineate tra esse a formare la colonna dorsale. Essa è una parte fondamentale del nostro corpo che ci permette persino di respirare e si preoccupa del nostro sostegno. Bastano semplici disguidi a far si ch’essa subisca dei “danni”. Proprio sul discorso della respirazione, per fare un semplice esempio, posso dirvi che il diaframma, muscolo che ha diverse intersezioni nella nostra colonna dorsale attraverso muscoli e tendini, se soggetto a un respiro affaticato come quello della persona ansiosa può provocare dolori, irrigidimento o difficoltà di movimento. blogyou-ngL’immagine che vi propongo parla da sola. Osservatela attentamente. Come potete vedere, ogni sezione, dall’alto verso il basso, spiega bene come si possa rapportare la zona colpita al nostro stato d’animo. Uno stato d’animo spesso nascosto, intrinseco che potremmo anche non riconoscere. Un trauma, un fastidio, una condizione poco piacevole che possiamo aver vissuto nella nostra infanzia ma che, ogni volta che in un modo o nell’altro lo riviviamo, ecco che ci porta il suo messaggio attraverso il dolore. Esatto. Un vero e proprio messaggio. Un messaggio che dovreste ascoltare, comprenderne il significato e… mandare via. Tranquilli, ora vi spiego! Facciamo una cosa alla volta. Innanzi tutto lasciatemi dire che questo vale per qualsiasi parte del corpo ma oggi, voglio dedicare quest’articolo alla schiena perchè la schiena costituisce il nostro sistema di sostegno non solo dal punto di vista fisico. Il non sentirsi appoggiati e/o approvati, in questa vita, provoca dolori in questa zona. Il non lasciarsi andare, completamente fiduciosi nelle forze dell’Universo (questo vi apparirà assurdo ma è così), non vi farà sentire sostenuti pur non accorgendovene neanche. Ecco che subentrano i problemi alla schiena perchè vi sentiti esauriti, spaventati, impotenti, sottomessi, arrabbiati, tristi… Il blocco, il dolore o l’indolenzimento che giunge, vi sta suggerendo che questo problema inconscio, sta diventando insopportabile. Vi stà dicendo “Ehi! Basta, così ti stai rovinando, lo vuoi capire?!”. Ma in cosa ci stiamo rovinando? Prendiamo come esempio la parte più alta della colonna, nel collo, proprio alla base della nuca e vediamo nel mentre, come cercare di sconfiggere il dolore. Le prime vertebre cervicali sono dolenti, ci stanno facendo venire persino male a tutta la testa, il collo è rigido e ci sentiamo come dentro a dell’ovatta.

SIGNIFICATO (in questo caso della cosiddetta CERVICALE): come da foto – Ho troppi pensieri, penso troppo/ragiono molto, mi preoccupo in modo eccessivo, sono rigido, non mi sento amato, ostacolo l’amore, non mi fido/non mi lascio andare, non riesco a vedere altre opportunità o non le accetto, mi faccio carico di un’infinità di cose….. a che serve in fondo?

ARRIVO DEL DOLORE: cosa fare? Innanzi tutto chiedersi cosa questo dolore ci sta dicendo e le risposte le avete appena lette qui sopra. Vi sta dicendo che siete troppo rigidi nei vostri pensieri? Che vi preoccupate in modo eccessivo? Che vivete la vostra vita in una costante e latente paura? Eccetera, eccetera… Una volta stabilito cosa secondo voi ha fatto scaturire il dolore, cercare di porvi rimedio con il vostro stesso pensiero e le vostre vedute, fare perciò l’esatto contrario: non preoccuparsi più, provare a rasserenarsi, tentare di valutare altre opzioni, affidarsi a quello che la vita ha in serbo per noi, non cercare sempre l’eventuale problema/inganno che può nascondersi dietro… Ehi, la vita può essere anche rosa sapete? Mentre svolgete questo lavoro molto impegnativo, dovete anche ringraziare questo dolore. Si, vi sembrerà strano ma, in realtà, lui è lì solo per avvisarvi e, inoltre, siete stati voi, senza per questo sentirvi colpevoli, che lo avete invitato (formato) nel vostro corpo. Attraverso i vostri pensieri. Lui non ne può niente! E’ umano. Non c’è nessun problema. L’unico nostro scopo ora, dopo averlo ringraziato, è mandarlo via facendogli capire che quindi, ora non abbiamo più bisogno di lui! Abbiamo decodificato il messaggio, Signor Dolore può andare grazie!

Quello che vi ho spiegato in poche righe, è in realtà ostico e difficile da comprendere e mettere in pratica ma, è anche vero che non c’è l’abitudine. Se ho male alla schiena, prendo una pastiglia, faccio un’iniezione e… via! Il fatto è che così facendo, non state mandando via il messaggio che il dolore vi recava, lo state semplicemente facendo stare zitto ma lui continua a rimanere lì, pronto a fuoriuscire al momento opportuno. Pronto a farvi assumere altre pillole e farvi fare altre punture a distanza di settimane, di mesi o di anni. Perchè non provare invece a “sconfiggerlo” e non farlo tornare più? Sarà dura all’inizio ma, posso assicurarvi che dopo esservi allenati, tutto apparirà migliore e vi sentirete come degli Dei. Questo post non sarà l’unico sulla schiena, parte fondamentale del corpo, che si sobbarca tutte le nostre ansie perciò non preoccupatevi, potrete risolvere ulteriori interrogativi in futuro e ovviamente, porre tutte le domande che desiderate abbiano una risposta.

Prosit!

La Paura – la più grande portatrice di malessere

“…la paura genera la tensione muscolare, la tensione muscolare genera il dolore. La tranquillità mentale porta la calma e il rilassamento fisico impedisce l’estendersi del dolore”. (Fenger Drend Strup)

Un giorno un saggio che stava recandosi in pellegrinaggio in un piccolo villaggio dell’India, incontrò sulla sua strada il signor Colera. Il saggio gli chiese dove stesse andando così di buon’ora e il signor Colera gli spiegò di aver ricevuto il mandato  di prelevare 500 anime dalla Terra. – Dal momento che il pellegrinaggio è molto affollato e le condizioni igieniche lasceranno a desiderare è il posto ideale per compiere la mia missione! -. Quando il saggio fu di ritorno dal pellegrinaggio, pensò tuttavia che il signor Colera gli avesse mentito giacchè invece di 500 anime, come gli aveva detto, ne aveva prelevato 1.500. pensò – Ah! Se lo rivedo quello là! -. Fu in quell’istante che incontrò nuovamente il signor Colera. Gli chiese allora – Ebbene, e gli altri 1.000? -. Il signor Colera si affrettò a rispondere – C’era, al pellegrinaggio, anche il signor Paura: gli altri 1.000 se li è portati via lui -.

tratto da Metamedicina – Ogni Sintomo è un Messaggio di Claudia Rainville

Questa parabola sta ad indicare come spesso è più la paura della malattia che non la malattia stessa a crearci seri problemi. l-uomo-nell-ombra-1-

Come spiega all’inizio di questo post Strup, la paura, senza che neanche ce ne accorgiamo, contrae i nostri muscoli creando una tensione totale. La rigidità di tale situazione porta così al dolore che non è solo un dolore muscolare ma può trasformarsi in una vera e propria malattia. Molte persone hanno paura di prendersi delle malattie e volenti o nolenti stanno costantemente male. Alcuni invece si spaventano per la malattia stessa propagando così la sua potenza anzichè annientarla. Questo accade anche per una questione di sintonizzazione con le onde energetiche. Come diceva lo stesso Einstein: – Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica -. Stessa cosa vale al contrario se ci sintonizziamo su onde che possono portarci il malessere. Che possono semplicemente far prendere vita a quel malessere che noi, in realtà, abbiamo voluto/cercato. E’ davvero un discorso profondo ma la maggior parte delle discipline che studiano questo fenomeno sono concordi nel dire che ogni sintomo è in realtà un messaggio e, la malattia, quando arriva, (ossia quando noi la creiamo) arriva per spiegarci un pò di cose. Bisognerebbe solo imparare a leggerla, ad interpretarla. Ecco perchè in questo caso, sempre secondo Sturp, l’ignoranza è dannosa. L’ignoranza del vero termine di ignorare, non conoscere. E così facendo, spaventandoci e arrabbiandoci, peggioriamo solo la situazione. Avere quella che noi chiamiamo una “malattia”, ma che altri invece chiamano “mutamento” o “rinnovamento” non è una cosa piacevole. Si soffre. Ma una delle cose più belle che mi è capitato di leggere durante i miei studi anche se ahimè, non ne ricordo l’autore, è che così come dentro di noi siamo riusciti a creare il fenomeno dell’ammalarsi, altrettanto potremmo creare quello della guarigione (cit.). Forse però, in questo modo, sto uscendo un pò fuori dalle righe. Il discorso era iniziato parlando della Paura. La Paura che intacca i nostri Reni, come vi ho già tante volte detto, che sono la sede della nostra Energia Vitale. Che sono strettamente legati e collegati al Cuore. La Paura del vivere: del non essere sufficientemente amati, della solitudine, del perdere ciò che di bello abbiamo, del non farcela nella vita e via discorrendo. Paure inconsce. Ma come liberarsi da loro? Vi riporto qui di seguito una bella lettura, soprattutto utile che vi consiglio di leggere come primo “esercizio”:

http://www.disinformazione.it/paure.htm

L’avete trovata interessante? Mi auguro di si. Ora non vi resta che mettere in pratica ciò che avete letto. Sicuramente “guarire” costa fatica ma non immaginate quante energie sprecate giorno dopo giorno, avendo Paura e inconsciamente cercando di combatterla. Le cellule del nostro corpo, si trasformano a causa dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni. Se queste sensazioni sono negative esse risponderanno di conseguenza e inizierà il processo di malattia/rinnovamento. Se le sensazioni sono positive, le nostre cellule saranno in piena salute. Buon proseguimento quindi e…

Prosit!

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La Destra e la Sinistra – Il Padre e la Madre

Niente Politica amici ma qualcosa di forse ancora più affascinante e misterioso. Il nostro corpo, la nostra anima, Noi.

Noi che abbiamo una parte Destra e una parte Sinistra. Ovunque. In ogni settore del nostro corpo e della nostra mente. E tutto ciò non indica soltanto l’essere mancini o destrorsi, l’argomento va ben oltre, più in profondità.

Ci sono diverse teorie a riguardo, che stravolgono spesso quello che sto per descrivervi, citandolo esattamente all’incontrario ma, ovviamente, io ve lo porgo per come l’ho studiato e per come mi sono ritrovata nel mio lavoro a notare che così era.

Partiamo dal nostro cervello per fare un discorso semplice e lineare. Il cervello che, come tutti sapete, è diviso in due parti: l’Emisfero Destro e l’Emisfero Sinistro.

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L’Emisfero Destro è la parte che si occupa e governa la nostra femminilità (anche negli uomini), la parte istintiva, emotiva, affettiva. La creatività, l’intuito. La parte più Spirituale di noi. E questo Emisfero, al contrario di quello che si può pensare, domina su tutta la nostra parte Sinistra; di tutto il corpo.

L’Emisfero Sinistro invece, quello più maschile (anche per le donne), è la parte più razionale e più tecnica che amministra l’attenzione, i processi muscolari e linguistici, della logica. La reazione. E governa tutta la parte Destra nel nostro corpo.

Possiamo dire, come cita simpaticamente il Dott. Raffaele Morelli in un modo che mi piace molto che: il lato sinistro del cervello è il nostro “ingegnere” mentre quello destro è il nostro “poeta”.

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Dal momento che si combinano regnando al contrario della loro posizione, come vi ho detto e come potete vedere nella prima immagine in base alle due frecce, possiamo quindi constatare che la nostra parte destra del corpo, diventa l’ingegnere e cioè la parte maschile, mentre quella sinistra diventa il poeta ossia la parte femminile. Al contrario quindi.

CERVELLO: destra/femminile, sinistra/maschile

diventa

CORPO: destra/maschile, sinistra/femminile

E’ tutto chiaro? Ora vediamo di collegare queste parti del corpo ai nostri tanti disturbi. Dolori, incidenti, ferite, eruzioni cutanee, malformazioni, infezioni, inestetismi e chi più ne ha, più ne metta, problematiche di varia natura… se le avete, in quale parte del corpo vi hanno colpito? Quella destra o quella sinistra? E che cosa vi ha colpito e dove?

Vedete, da questa teoria del maschile e del femminile, si è presto arrivati a congiungere le nostre due parti con il nostro Marito o con la nostra Moglie. Con il nostro Fratello o con la nostra Sorella. Con il nostro Amico o con la nostra Amica. Ma più di tutto, e sopra ogni altra cosa, con il nostro Padre e la nostra Madre che hanno segnato la nostra natura fin dalla nascita e l’hanno Educata (Educare deriva dal latino Educere: Condurre, Trarre fuori,  Formare la personalità di una persona).

Destra=Papà / Sinistra=Mamma.

Che rapporto avete con loro? Con i vostri genitori. Oppure, che rapporto NON avete? Sono ancora con voi, vi mancano, vi fanno arrabbiare? Siete adulti ma loro governano ancora la vostra vita? Vostra Madre ha schiacciato la figura paterna o è successo il contrario? Sono stati aggressivi con voi? Vi hanno “abbandonato” (si può abbandonare un figlio in tanti modi)? Cos’hanno preteso da voi? Aiuto, amore, diligenza, obbedienza, onestà? Insomma, quante cose… potrei continuare all’infinito. Tutte cose che tornano a galla durante la nostra esistenza. Oh già!

Vi porgo alcuni esempi:

GENGIVITE? Nella psicosomatica signica: Paura di fare una scelta sbagliata e di non poter tornare indietro. Qualcosa impedisce di scegliere. E’ più a destra o più a sinistra quest’infiammazione delle mucose gengivali che, per natura, “AVVOLGONO/PROTEGGONO” i denti come dovrebbe fare un genitore nei confronti del proprio figlio? Mamma o papà non vi hanno permesso di sbagliare, di fare le vostre scelte? Le hanno o le avrebbero giudicate troppo e in modo a voi non consono? Vi hanno, in qualche modo messo in testa che non siete in grado di decidere o che il pericolo è sempre dietro l’angolo? Probabilmente, per il vostro bene, ma l’hanno fatto, non si sono resi complici di voi. Dei vostri eventuali “errori”. Non vi hanno fatto sentire il loro sostegno.

Oppure, come abbiamo visto prima, potrebbe essere ora vostro Marito o vostra Moglie ma… se soffrite di questo, è perchè in cuor vostro, nel vostro inconscio, giudicate ancora il comportamento del genitore e lo riversate sul vostro partner. E’ un meccanismo del quale nemmeno vi renderete conto.  Vediamo un altro esempio.

CONGIUNTIVITE? Cosa vorreste rivedere e non potete, o cosa non volete vedere più? Vedere nel senso di “rivivere”. Occhio destro o sinistro? Cosa vi hanno fatto vostra madre o vostro padre di male (sicuramente senza volerlo o forse si)? Oppure, chi vi manca? Chi dei due volete vedere ora? Ora che soffrite di questa infezione all’occhio?

Ce l’avete con un uomo? Un collega, un compagno, un amico? Ce l’avete con una donna? Una situazione che state vivendo a causa di una figura femminile proprio non vi va giù?

GINOCCHIA? Un’articolazione molto flessibile delle nostre gambe quindi – del nostro andare avanti nella vita -. Il Ginocchio indica la stessa flessibilità nei confronti della nostra esistenza e con quanto orgoglio/dignità viviamo. Come prendiamo la vita? “Mi spezzo ma non mi piego”. Oppure mi piego troppo, come in una sorta di sottomissione, oppure ancora mi irrigidisco orgoglioso. Destro o Sinistro? Quale genitore vi ha provocato questo modo di vivere? Vi ha obbligato a piegarvi al suo cospetto magari o davanti agli altri. E così fate o, per reazione, non volete più fare. State cercando di imitare un vostro genitore, ma state vestendo dei panni che non sono i vostri e li trovate scomodi? O siete persone troppo influenzabili che virano a seconda di dove gira il vento? Poca stabilità. Poca convinzione nella vita.

Ogni punto del corpo è collegato a un messaggio.

Molto spesso capita che il disturbo fisico si propaghi da ambe le parti, può essere un fenomeno naturalmente e ovvio, e questo perchè probabilmente tutti e due i genitori erano sulla stessa lunghezza d’onda o, uno dei due, non ha fatto nulla perchè ciò cambiasse e ha quindi, in qualche modo, acconsentito l’atteggiamento dell’altro genitore.

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Attraverso questo, scaturiranno da lì altri disturbi fastidiosi nel voler punire quel genitore che ha permesso succedesse, da parte dell’altro, la cosa spiacevole. Accade tutto a livello inconscio ma è bene rifletterci sopra e conoscere certe dinamiche.

Spesso, si entra in un circolo vizioso che può essere conclamato, o in un susseguirsi di malesseri, o nel cronicizzarsi dei malesseri stessi.

Perdonare è la cosa migliore. Perdonare e liberarsi di tutto ciò che ci ha fatto soffrire. Perdonare noi stessi per come abbiamo nutrito certe memorie. Perdonare visto come “lasciar andare”, “staccarsi” e concentrarsi il più possibile sulla nostra natura profonda e su quello che esige.

Non è facile, lo so, ma è l’unico rimedio. Tornerò su questo argomento perchè è molto lungo ma sappiate che, ogni parte del vostro corpo, che viene in qualche modo intaccata, nasconde un perchè che fa parte della vostra esistenza. Soprattutto, della prima parte della vostra esistenza.

Prosit!

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Parliamo ancora della Connessione tra Reni e Orecchie ma oggi di mezzo c’è anche il Cuore

Tempo fa, qui vi parlai di come i nostri Reni e le nostre Orecchie sono strettamente collegate. Vi raccontai di come già in antichità si valutava questa connessione tra le parti e vi parlai dell’Auricoloterapia. Accennai anche a vari disturbi dell’Orecchio che, spesso, indicano anche la salute dei nostri Reni. In quest’altro articolo qui parlando della voce invece, avrete potuto capire come anche il nostro tono e quindi anche il nostro udito sono sempre collegati ai Reni. Chi urla, può avere i Reni intasati, questo è quanto ma, se in questo post sulla voce mi sono limitata a parlare dell’alimentazone, oggi vi svelo come i Reni possono essere anche intasati dalle nostre Paure o dalla nostra mancanza di vitalità. Essi infatti sono la sede della Paura e della vitalità di una persona. Non solo, in essi è governata anche la nostra voglia di attività sessuale. Come vi ho spiegato diverse volte, le nostre emozioni negative intaccano diversi organi: la tristezza i polmoni, l’ansia lo stomaco, la rabbia il fegato… ebbene, la Paura i Reni. Paura intesa anche come semplice Paura di vivere e andare avanti nella vita e credetemi, in molti, anche se solo inconsciamente, la provano. Paura di non avere abbastanza soldi, paura di fare una cosa malfatta, paura di non avere il sostegno di determinate persone a noi vicine, paura di perdere quello che hanno, paura di non essere accettati e potrei andare avanti all’infinito. Senza che noi ce ne accorgiamo, la Paura governa le nostre giornate, i nostri mesi, i nostri anni. Quando questa Paura assume un determinato spessore, ne risentono anche i Reni che si intasano e si affaticano come se fossero carichi di tossine. Quasi si bloccano senza più fare il loro dovere. Sono filtri di pulizia e smettendo di lavorare, tutto il nostro organismo si “sporca”. Da qui ne deriva anche l’eventuale mancanza di vitalità. Sovente capita che una persona molto apatica, svogliata, sempre stanca, abbia, oltre a delle mancanze di sali minerali, i Reni affaticati che la spengono. Se i nostri Reni sono in questo stato, ne risentirà subito anche il Cuore strettamente collegato a loro.

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Questo lo riconoscono anche i nostri medici occidentali che si sono precipitati a dare questa notizia http://www.corriere.it/salute/cardiologia/11_ottobre_19/cuore-reni-legami-sparvoli_8151c6ee-f009-11e0-afdf-a2af759d2c3b.shtml  ma, in Oriente, dove questa teoria è conosciuta da molto tempo, è stato trovato un vero e proprio canale di collegamento tra questi organi chiamato Chong Mài. Sarà così che il vostro Cuore, lo sentirete ribellarsi, scalpitare, soffrire. Attraverso battiti irregolari, palpitazioni, carenze… Perchè se si spengono i Reni, la passione, l’energia, la vita che stanno dentro al Cuore, si spengono anch’esse e il Cuore, giustamente, si ribella. Non gli sta bene! Vi inizierà a comunicare di non vivere immersi nelle paure della vita. Vi chiederà di vivere a giornata! Quella giornata come se fosse l’ultima! Esagerata forse come esclamazione ma rende bene l’idea. Lui vuole emozionarsi, scalpitare, galoppare come un cavallo libero. Gli elementi ai quali diverse filosofie affiancano i nostri organi, e questo è davvero importante, sono: il Fuoco per il Cuore e l’Acqua per i Reni. Notate niente? Se i Reni non stanno bene “piangono” come piangerete anche voi perchè siete tristi. Emanano e producono Acqua nella ricerca di idratarsi, sanarsi da quella durezza nella quale si trovano. Ma così facendo, “allagando il nostro organismo” spegneranno il Fuoco. Il Fuoco del Cuore. Il Fuoco della Vita. E ma allora in tutta questa storia cosa c’entra il nostro amico Orecchio che torna in scena? Il campanello d’allarme dei nostri Reni o delle nostre Paure, dei nostri timori, vi ricordate? Otite, prurito, tappo di cerume, sordità, acufene, vertigini, sono tutti disturbi dei quali spesso siamo vittime. Ne vogliamo analizzare qualcuno?

ACUFENE (un rumore interno prodotto dall’orecchio tipo un sibilo o un ronzio. Un disturbo che si collega molto anche con il nostro equilibrio e, per cui, anche con l’equilibrio vitale): ci stiamo forse rifiutando di ascoltare la sofferenza o lo stress che ci portiamo dentro?

VERTIGINE (la sensazione di cadere, di perdere l’equilibrio. La sensazione che il mondo intorno a noi si muove): stiamo forse cercando di andare avanti nella vita nonostante tutto ciò che ci fa star male?

OTITE (un’infiammazione spesso dolorosa che colpisce il più delle volte l’orecchio interno): abbiamo forse “udito”/vissuto qualcosa che non avremmo voluto sentire e che ci ha spaventato, destabilizzato, regalandoci rabbia o tristezza?

Tutti sintomi che rispecchiano le nostre Paure. Paure che porteranno altre emozioni come l’ira, la frustrazione, l’ansia, il panico, la malinconia. Come avete visto, in questo articolo non si parla di cibo e di coltivare in salute i nostri Reni attraverso un regime alimentare sano bensì, si parla di vivere, o per lo meno provare a vivere, senza farsi attanagliare dai nostri timori spesso inculcati in noi già da quando eravamo bambini da educazioni e moralismi che a volte vanno contro natura. Obbligati a lavorare come schiavi rinunciando a svaghi e famiglia pur di mantenerci, obbligati a soli 6 anni a stare 8 ore seduti composti in un banco di scuola e iniziare a dover dare il meglio di noi. Obbligati a sottostare e subire vere violenze psicologiche il più delle volte prodotte da persone che ci circondano ancora più spaventate di noi fondamentalmente. Proviamo a liberarci da questi schemi, da questi vincoli, da queste imposizioni. Per lo meno dove si può. Cerchiamo di vivere il più liberamente possibile se vogliamo stare bene. la-via-della-gioia

Come il cavallo, a forma di Cuore, che risiede in noi e aspetta solo che gli vengano tolte le briglie. I Reni sono silenziosi. Non vi faranno mai capire che stanno soffrendo finchè non arrivano alla fine della sopportazione quando a volte può essere quindi molto doloroso.

come-riconoscere-un-problema-di-udito_1025779d3834e66f1384bb26ba661d54__1439148322_88.86.182.206Ascoltate il vostro Orecchio, vi aiuterà. E ascoltate altri bisbigli. Il troppo sudare, il troppo piangere, il troppo urinare…. cosa vi spaventa in cuor vostro? Cosa non vi fa vivere nella più completa tranquillità?

Prosit!

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Ma perchè Continuano a dire che Dobbiamo Camminare?

– Cammina! Perchè camminare fa bene! -. Stop. Ok, ma perchè fa bene? A cosa fa bene? Per sentito dire? Per tendenza? Perchè? Al massimo si sente che aiuta a mantenersi in forma ma, questa dicitura, per i pigri, vale troppo poco. Vediamo quindi se riusciamo a convincerli facendogli leggere questo articolo. Innanzi tutto bisogna sapere due cose fondamentali:

1) il nostro Sangue trasporta Ossigeno, le cellule sono fatte di Ossigeno, l’Ossigeno è vita per cui, attraverso l’ossigeno, il Sangue rinnova tutti i nostri organi e i nostri tessuti eliminando, nel suo viaggio di ritorno, le sostanze di scarto.

2) il nostro Sangue non è l’unico tessuto allo stato liquido che ha la funzione di trasportare via le tossine da tutto il nostro corpo bensì esso è infatti accompagnato da un altro tessuto un pò più compatto, che scorre anch’esso, chiamato Linfa.

Ora, come già molte volte vi ho spiegato, più un Sangue è pulito, ossia ricco di Ossigeno, passando attraverso ogni parte del nostro corpo (o quasi), più riesce a rinnovare, risistemare e “curare” dove ce n’è bisogno, all’incontrario ovviamente, un Sangue non pulito, non riossigenato, non riuscirà nel suo intento. Camminare, fa si che questo Sangue si riossigeni per via di una situazione circolatoria che si mette in atto. Potremmo, per capire, fare l’esempio dell’acqua. Se scuotete una bottiglia piena d’acqua, noterete che si formeranno delle bolle d’aria al suo interno. Il mescolare fa si che l’aria venga inglobata dall’acqua e, più o meno, la stessa cosa accade all’interno di noi stessi. Ma, mentre il Sangue, si muove per forza centrifuga, vale a dire che ha un organo propulsore (cuore) che gli da la spinta e lo pompa dall’interno all’esterno contribuendo ad un moto circolatorio costante e continuo, la Linfa invece si muove per forza centripeta, all’incontrario, dall’esterno all’interno. Da qui si capisce come un’azione più “esterna” ne provochi meglio lo scorrere: massaggi, movimento, palpazioni. Essa non ha un organo propulsore. Per una nota forza di gravità che subiamo anche noi come tutto il resto del Pianeta Terra, è ovvio che la Linfa quindi, che tende a scendere con molta facilità verso il basso, verso le nostre gambe, faccia invece poi molta fatica a risalire se non è aiutata da una “spinta”! Questa spinta può avvenire proprio con il camminare. Vedete, sotto ai nostri piedi, esattamente nel centro della pianta del piede, c’è una zona molto importante chiamata “Soletta Venosa di Lejars” (il secondo nostro cuore è nei piedi si dice). Piede-InteroQuesta soletta è un insieme di capillari sanguigni ma prevalentemente linfatici che è responsabile nel gestire il ritorno della Linfa e del Sangue Venoso. Evita i ristagni linfatici, gli edemi e la ritenzione idrica che si possono avere. Per stimolare questa soletta non si deve far altro che camminare. Ovviamente con un valido appoggio plantare e ovviamente l’ideale sarebbe scalzi sopra un terreno morbido come un prato o la sabbia che hanno il potere di massaggiare. downloadSe ciò non è possibile, una semplice passeggiata sull’asfalto con scarpe da ginnastica, andrà bene ugualmente. C’è da dire però che i contorni hanno la loro importanza. E’ stato ad esempio studiato da un ricercatore di Stanford che camminare in mezzo alla natura aiuta a non rimuginare ma soprattutto, i pensieri negativi si riducono incredibilmente sotto l’influenza e la potenza del “verde”. Ma torniamo al discorso linfatico. Perchè è così importante smuovere questa Linfa? La Linfa è un liquido leggermente giallognolo, lattescente, formato da acqua, zuccheri, proteine, grassi, altri elementi e soprattutto Linfociti. I Linfociti sono le cellule responsabili della nostra risposta immunitaria. Degli speciali globuli bianchi prodotti dai linfonodi che, tra i loro compiti, hanno anche quello di purificare la Linfa. Quando scorrono nel sistema linfatico e si fermano nelle varie stazioni linfatiche sparse in tutto il nostro corpo avvisano, eventualmente, di un pericolo in corso: un virus, un batterio e qualsiasi altra cosa che non funziona alla perfezione. Così come le semplici tossine che ingoiamo o respiriamo ogni giorno. La Linfa viene spremuta dal movimento dei muscoli e drena. Ha una grande capacità di assorbire i lipidi (grassi) e di trasportarli negli organi atti ad espellerli attraverso particolari vene. Ecco perchè muovendosi e camminando si dimagrisce anche e si diminuisce il colesterolo. Gambe e piedi gonfi? Pesanti? Dolenti? Al contrario di quello che potete pensare, vi consiglio di camminare. E non serve fare le maratone. Mezz’oretta ogni giorno, oppure 45 minuti tre volte alla settimana. Almeno. In modo costante, quasi ritmato e respirando con attenzione. Certo, dovrete anche associare alla camminata una dieta sana, questo è alla base, ma vedrete come già il solo semplice camminare vi farà stare meglio. I vostri muscoli non si atrofizzeranno, non vi sentirete stanchi, il vostro apparato respiratorio diventerà più elastico, le articolazioni si snoderanno, il vostro equilibrio sarà maggiore, si migliorano le vostre abilità cognitive e l’attenzione e, soprattutto, non ha controindicazioni. Potete camminare qualsiasi età voi abbiate. itinerariesUn apparecchio molto utile e che vi farà camminare più volentieri dimostrandovi anche il risultato del vostro sforzo, è il contapassi con conta calorie. Alla fine della passeggiata potrete vedere quanto avete percorso e soprattutto quante calorie avete consumato e sarete molto soddisfatti di voi stessi. Potete tranquillamente trovare questi marchingegni sotto forma di App nello store del vostro cellulare senza bisogno di spendere soldi in più scegliendo quelli gratuiti che funzionano ugualmente molto bene. Allora, cosa ne pensate pigroni? Vi ho convinto? Spero di si. Camminate. Muovetevi, è importantissimo per la vostra salute. Il movimento è vita, la staticità è l’incontrario. Il fermarsi.

Prosit!

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E tu che Voce hai?

Anche la voce rivela molto di noi, lo sapevate? La voce è un suono, da noi creato, che emettiamo dal nostro interno e lo facciamo fuoriuscire verso il mondo che ci circonda. voce

Fisiologicamente la voce viene emessa da dei tendini molto elastici chiamati corde vocali che vibrando emettono appunto il suono e, a questo suono sono state configurate quattro caratteristiche:

l’Estensione – ossia la variabilità del tono da più acuto a più grave

l’Intensità – ossia la potenza di questo suono

l’Altezza – ossia la definizione della frequenza della voce

il Timbro – ossia la qualità della voce percepita dall’udito

Ovvio è che la voce, è stabilita da determinati fattori fisici: ampiezza della cassa toracica, forma del collo, gola, sesso, età ma, come sapete, in questo blog, si cerca sempre di andare oltre e di scoprire qualcosa di più. Si perchè secondo diverse filosofie, anche la voce, come tutto il resto del nostro corpo e della nostra anima, può essere influenzato e modificato da altri autori. Vi verrà difficile crederlo ma persino l’alimentazione collegata alla psicosomatica è un fattore determinante. Come ci insegna Naboru Muramoto, seguace del famoso medico orientale Ohsawa, divulgatore di antiche teorie cinesi, il tono della voce indica anche le condizioni totali di chi sta parlando dal punto di vista fisico e psichico.

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Molte persone hanno una voce molto acuta o molto grave, a seconda di come consiste generalmente il loro regime alimentare. Secondo questo maestro quindi, chi “sporca” il suo organismo con alimenti “inquinanti” non avrà una voce armonica, piacevole da ascoltare bensì potrebbe invece addirittura nascondere qualche disturbo agli organi interni. Ma non solo. E’ stato stabilito, secondo queste teorie che, chi ad esempio parla in fretta, senza quasi prendere respiro ha un cuore troppo attivo e quasi sicuramente da piccolo non era sufficientemente ascoltato o meglio, in famiglia, i suoi discorsi non avevano ampio spazio. Chi invece parla ad alta voce può avere i reni intasati, può pensare in modo disordinato e grida per dare peso e valore a dei concetti ch’egli stesso fatica a ritrovare in quel caos mentale che ha. Urlare serve a espellere gli scarti metabolici e psichici; è come sudare, urinare e defecare. Come anche i sordi fanno. La sordità può nascere da un non voler più ascoltare quelle che vengono definite “le brutture che ci vengono dette”, quelle che noi non sopportiamo. quelli-da-cui-non-ascoltare-consigli-su-denaro-e-investimenti-liberta-finanziaria1-620x330

– State zitti! Parlo io! Voi mi fate male! Non ne ho più voglia di ascoltarvi! – direbbe il sordo, che ci nasca o che lo diventi in tarda età. – Urlo più di voi, così almeno tacete! -. Alcune persone inoltre, si esprimono in modo strano. Le loro frasi sono molto lunghe con poche pause e, mentre parlano, emettono addirittura strani rumori nasali o lari-faringei. Ebbene, pare che’essi non abbiano trovato un buon equilibrio interiore. Nella nostra vita bisognerebbe mangiare per vivere e non vivere per mangiare. Si deduce quindi che in realtà il nostro organismo abbia bisogno di poco cibo e non di abbondanza. Perciò, chi mangia tanto, parlerà anche tanto in quanto ha molte tossine e sostanze di scarto da eliminare. Ovviamente, si sposano con la voce tutti i vari malesseri di cui possiamo essere vittime durante l’anno come l’afonia che ci lascia – senza parole -… per paura? Per collera? O perchè semplicemente non riusciamo a formulare le nostre idee? Una forte emozione che ci ha “chiuso il becco”. La raucedine, che si manifesta quando il nostro cervello collega un evento  a questa equazione “parlare = pericolo”. Claudia Rainville, psicoterapeuta, inoltre, esamina la balbuzie che è un disturbo più dell’elocuzione che della voce in sè ma di esso, come stato d’ansia, dice che può nascere nell’età infantile solitamente nel timore di perdere un genitore o nella paura di donare del dispiacere a qualcuno con il risultato dell’essere sgridato, o minacciato, o respinto. La nostra splendida voce indica tanto di noi per chi sa ascoltare in modo particolare. Per chi si sofferma a soppesarla. Fondamentalmente non ci sono segreti, siamo dei libri aperti. Un argomento interessante a mio parere sul quale ritorneremo, grazie al quale possiamo migliorarci sempre più.

Prosit!

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L’Importanza del PH Sanguigno – Troppo Sottovalutato

MANTENERE IL SUO GIUSTO VALORE CON L’ALIMENTAZIONE

In fisiologia, il sangue, è considerato un tessuto (tra i connettivi per la precisione) anche se allo stato liquido. Sappiamo tutti che, passando nel nostro organismo, ha la capacità di trasportare le sostanze trasformate utili e riportare via quelle di scarto attraverso un movimento perpetuo che è la circolazione sanguigna. purificare-il-sangueIn pratica nutre e pulisce il nostro corpo. Da qui diventa ovvio capire che più un sangue è pulito e mantenuto nei suoi giusti valori più potrà eseguire un ottimo lavoro, al contrario, se è sporco perché intossicato da diversi fattori, automaticamente tutto il nostro organismo ne subirà le conseguenze. Un valore molto importante del sangue, purtroppo poche volte considerato, è il suo PH. Il pH è la misurazione di acidità o di basicità di un liquido o meglio di una soluzione acquosa. Tutto in natura ha un suo pH e se questa misurazione è sballata in riferimento al soggetto, nello stesso soggetto vengono a causarsi seri problemi. Anche la televisione, parlando di detergenti, ci spiega che se la nostra pelle ha un pH di 5.5 (in realtà varia da individuo a individuo da circa 4.5 a 5.6), è bene utilizzare prodotti adatti a questo pH e quindi non troppo più acidi, non troppo più basici o alcalini. ph-scaslePossiamo dire che la scala di misurazione del ph va da 0 a 14, per cui, la sua metà è 7. Da 0 a 7 sarà considerata l’acidità mentre da 7 a 14 la basicità. Noterete già come la nostra pelle è quindi leggermente acida. Scusate quest’introduzione noiosa ma era per definire bene di cosa stavo parlando. Ora, mentre il pH della nostra pelle è appunto intorno al 5.5 (manteniamo questo valore) dovete sapere che quello del sangue è invece all’incirca di 7.41. Più o meno. Leggermente basico. Tenendo conto della differenza tra sangue arterioso “pulito” e sangue venoso “che trasporta sostanze di rifiuto”. Mantenendo il valore del sangue intorno a 7.41 ecco che ci ritroveremo con un sangue ottimo che nutrirà e pulirà tutti gli altri tessuti del nostro corpo. Al di sotto del 7.35 o al di sopra del 7.45 inizieranno ad esserci problemi perché un sangue troppo acido inacidisce il corpo mentre quello troppo basico avrà un’azione caustica nei confronti dei nostri tessuti. Teniamo conto che molto spesso, se non stiamo bene, se siamo sotto stress o se dobbiamo prendere medicinali è normale che i nostri valori si alzeranno o si abbasseranno ma nessun problema, possono tornare normali senza allarmismo. Come fare a tenere un valore del pH adeguato però? E’ semplice. Un grande aiuto ci può arrivare dall’alimentazione. alimenti-bio11Come vi dicevo prima, tutto in natura ha un suo pH per cui anche gli alimenti. Naturali ovviamente. Potrete anche parlarne con il vostro medico ed eventualmente richiedere la voce pH nelle analisi del sangue (che è un vostro diritto!). Un pH sballato, a lungo andare, può degenerare le cellule e causare seri disturbi. L’iperacidità ad esempio porta a malesseri gastrointestinali come bruciori di stomaco o gastrite o calcoli. Sulla pelle possono apparire eczemi, seborrea, iperidrosi. Persino l’irritabilità, l’ansia o le cefalee sono riconducibili a un sangue troppo acido. Altri disturbi invece li avremo in caso di troppa basicità sanguigna. E quindi quali sono gli alimenti più acidificanti e che perciò rendono il nostro sangue più acido o più alcalinizzanti che invece lo rendono più alcalino? Scopriamoli.

ALIMENTI ACIDIFICANTI: carne, pesce, formaggi, cereali, grassi animali, tuorlo d’uovo, frutti di mare, aceto, zucchero bianco, caffè, tè, arachidi, bevande gassate, etc, etc… per non parlare degli additivi acidificanti per conservare gli alimenti. Persino alcuni frutti sono acidificanti come le fragole, i mirtilli e le prugne.

ALIMENTI ALCALINIZZANTI: legumi tranne lenticchie e fagioli, patate, alcuni tipi di latte, mandorle, carote, albicocche, insalata, uva e persino gli agrumi come il limone che pur essendo acido, la sua acidità, a contatto della nostra saliva diventa basica anzi, alcalinizzante.

Nessuno dei due tipi è “bravo” o “cattivo” bisogna solo cercare di mangiare in modo vario e soprattutto cercare di scegliere all’occorrenza l’alimento più adatto. Diciamo che, nella norma, la maggior parte della popolazione, soprattutto occidentale, soffre più di disturbi causati dall’acidità anche perché sono più i cibi acidificanti e questi cibi sono per noi all’ordine del giorno ma questo non vuol dire che non debbano essere mangiati. Ci sono poi anche dei cibi che sono definiti NEUTRI come gli oli, lo zucchero di canna e il miele grezzo che non vanno a intaccare alcun valore. Forse questo post vi sarà risultato noioso ma so che è molto utile conoscere queste cose e mi faceva piacere dirvele. Una dieta un po’ diversa dal solito. Un regime alimentare. Di seguito vi riporto a una tabella molto completa se volete saperne di più.

http://www.vitadidonna.it/alimentazione/alimenti/alimenti-alcalinizzanti-tabelle-cibi-acidi-e-alcalini.html

Prosit!

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