I Polmoni e la Tristezza

Come tante volte vi ho spiegato, le nostre emozioni possono diventare vere e proprie manifestazioni fisiche e, nel caso delle emozioni negative, creare seri problemi che poi chiamiamo “malattie”.

Il termine “malattia” porta in sé un grande significato, spesso anche discordante con quello che siamo abituati a identificare noi ma, questo, è un altro discorso che affronteremo in un secondo tempo.

Secondo alcune filosofie, quindi, a seconda della zona nella quale la malattia si manifesta, all’interno o all’esterno del nostro corpo, significa che un’emozione negativa ha colpito nel segno.

Oggi vi parlo della Tristezza, provata da molte persone, e che a lungo andare va a scapito dei Polmoni e di tutto il nostro Sistema Respiratorio. Questa grande emozione ha infatti sede proprio lì.

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Essa può manifestarsi fisicamente in tanti modi. Attraverso l’asma, la bronchite, la pleurite, la polmonite, il raffreddore e molti altri malesseri. Ognuno di questi malanni, ha un suo perché, una sua motivazione per essere giunto in noi ma tutti, alla base, sono nati da un sentimento triste. Potrete notare come persone depresse, o malinconiche, oppure che non riescono a vivere come in realtà vorrebbero, hanno problemi all’Apparato Respiratorio. Nulla è scontato.

Via l’assolutismo quando si parla di un essere speciale come quello – umano – ma, sicuramente, la maggior parte delle volte è così.

Ora, non significa che chi soffre di questi disturbi debba apparire triste per forza ma essi, stanno facendo riaffiorare quello che lo ha reso triste precedentemente e che ancora non è stato mandato via. Il fatto è che la malattia si palesa in base a ciò che abbiamo di più nascosto dentro, non in base a quello che manifestiamo al di fuori e agli altri.

Molto spesso, infatti, il sintomo è una specie di insegnamento. Non una punizione. Un insegnamento. E’ differente.

Sicuramente in molti metteranno questi malanni su un piano prettamente genetico e la biologia, come scienza, non è da eliminare ma non è neanche l’unica protagonista.

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La tristezza che proviamo, deriva soprattutto da un’abitudine di vita che può mentalmente sembrare giusta ma non lo è per il nostro essere più intrinseco e primordiale che, a lungo andare, si ribella.

Se nostro padre era abituato a vivere in un determinato modo, pensando di essere nel bene e nel giusto, e ci ha insegnato la sua stessa educazione ricevuta, sarà ovvio che come avremmo le sue stesse manie comportamentali, ci potremmo ritrovare con le sue stesse malattie.

Parlando nello specifico caso dei Polmoni, mi giunge sempre, da chiunque, la stessa domanda o la stessa affermazione: un mio parente è morto di cancro ai Polmoni. Fumava come un turco.

I turchi. Fumano tanto, sì. Ma non muoiono di cancro ai Polmoni. Muoiono di altre cose. Anche molte persone occidentali, fumano e bevono più ancora dei turchi, ma muoiono per altri motivi. I mass media, i medici e le aziende farmaceutiche, in questa parte di mondo che viviamo noi, ci dicono che se si ha un cancro ai Polmoni il motivo è il fumo. Praticamente solo il fumo.

Altre filosofie invece dicono che il cancro è il risultato del rancore e, i Polmoni appunto, la sede della tristezza. Ricordiamo che il rancore fa star male più a chi lo porta che a chi lo riceve. (Tumore fa rima con rancore).

Per queste dottrine e questi popoli, quello che noi consideriamo veleno, per loro non è minimamente contemplato e considerano invece “tossina” tutt’altro. Perdonatemi ma io non me la sento di dire che lo loro sono in torto e ad avere ragione siamo solo noi.

RosaPolmoniLa medicina orientale dice che una sana alimentazione mantiene sani anche i Polmoni. La stessa dottrina afferma anche che provare gioia intima e profonda, fa essere longevi. Saprete tutti che il DNA modifica la sua forma in base alle emozioni che proviamo. Leggi qui Questo è stato osservato e dimostrato scientificamente e non in Oriente.

Esistono infatti persone molto anziane che fumano ogni giorno e hanno sorpassato i cent’anni. Il fumo fa male. Sia chiaro. Colui che è felice al 100% non dovrebbe aver bisogno di fumare in teoria. Non avrebbe bisogno di questo appagamento. Dicevo quindi che il fumo fa male. Come fanno male tutte le porcherie che ingoiamo o che respiriamo.

Questo articolo non nasce per incitare a fumare, me ne guardo bene. Nasce per far capire la potenza delle nostre emozioni che è così grande da superare nettamente ogni altra forma di negatività-veleno che può colpirci. Questo è il mio umile e personale pensiero.

Questo è ciò che io, che non sono un medico, penso. So di non essere l’unica in questo mondo ma so che, purtroppo, l’informazione è limitata. E’ giusto ascoltare tutte le teorie e seguire quella che più si avvicina al nostro modo di pensare. Perché siamo esseri liberi. E se acquisissimo di più questo regalo che ci è stato fatto, chiamato Libertà, sicuramente saremmo anche più felici. Come anche i nostri Polmoni.

La felicità è la più grande medicina.

p.s. = per un maggior approfondimento ti consiglio anche questo mio articolo https://prositvita.wordpress.com/2018/02/04/il-dolore-e-nei-polmoni/ intitolato “Il Dolore è nei Polmoni” che puoi trovare nella sezione “Cerca”.

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Le Acque buone e che fanno bene per chi non ama l’Acqua

Acqua sciogli-grasso, acqua dolce, acqua che dona il buonumore, sono infinite le acque che possiamo creare con le nostre stesse mani e, oltre ad essere buone, sono anche utili al nostro organismo. Oggi vi farò vedere come ho preparato l’acqua di Fragole e Stevia, una bontà ricca di Vit. A, Vit. C, Calcio, Ferro, Magnesio e tantissimi altri elementi fantastici.

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Le Fragole sono grandi contenitori di Vit. C e hanno un’azione antiossidante potentissima. La Stevia invece, pianta conosciuta anche con il nome di sugarleaf grazie al suo sapore, è un dolcificante naturale che però al contrario dello zucchero, può essere usato in caso di Diabete (chiedete il parere medico), non alza il livello glicemico nel sangue e soprattutto non ha calorie quindi, non ingrassa. Ovviamente per tutti gli alimenti che Madre Natura ci offre, si consiglia sempre di non abusarne altrimenti rischierete di ottenere effetti negativi anzichè benefici, si sa. Quest’acqua quindi, preparata solo con questi due ingredienti, ma che voi potrete modificare a vostro piacimento, sarà quindi un’acqua molto dolce ma salutare che può piacere sicuramente anche ai bambini.

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Per 1 lt. d’acqua consiglio di mettere 7/8 Fragole in quanto intendo Fragole da coltivazione biologica che sono sempre molto più piccole rispetto a quelle che troviamo al Supermercato e anche più dolci ma ovviamente sarà il vostro palato a darvi in seguito i giusti suggerimenti. Di Stevia invece ne metterei almeno una decina di foglie grossolanamente spezzettate. Se non avete la pianta di Stevia sul terrazzo o in giardino sappiate che potete acquistarla in bustine ma per la dose dovrete leggere cosa riporta la confezione. Anche le Fragole andranno tagliate in 4 parti, grosso modo, e il tutto, bisognerà metterlo all’interno di una caraffa. Aggiungete l’acqua fino a riempire e lasciate almeno 12 ore in frigo a riposare. WP_20150610_001

Non ci sono conservanti per cui ricordate che non durerà molti giorni, nel giro di 2 giorni dovrete berla anche se la lascerete in frigo per non far andar a male gli ingredienti. Vi assicuro comunque che 1 lt. è una quantità minima e che questo elisir da voi creato è molto buono. Vi consiglio, sempre per non rischiare di eccedere, di cambiare di volta in volta gli elementi e creare quindi altre acque adatte ad altri scopi, come quella di Menta e Limone dissetante, rinfrescante, antinfiammatoria e dimagrante. Oppure quella con Zenzero, Cetriolo, Limone e Menta, idratante e anticellulite. Potrete spaziare con la fantasia e trovare così il modo di bere anche se non vi piace bere acqua. Qui http://www.greenme.it/mangiare/vegetariano-a-vegano/13526-acqua-aromatizzata-frutta ce ne sono molte. Non vi resta che dare spazio alla fantasia e alla voglia di creare. Io la trovo un’idea fantastica, squisita, divertente e valida!

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La Fiaba del Padrone del Mondo

Oggi voglio raccontarvi una storia. Il mio intento è quello di spiegarvi perché a volte pare che la tracotanza, la maleducazione e la spocchia abbiano la meglio ed è praticamente inutile farsi troppo nervoso. Tutto parte da una filosofia che sta sempre più divenendo una teoria quasi… approvata. Si tratta della legge che dice come quello che noi emaniamo nell’Universo ci ritorna ma aspettate, non fate conclusioni affrettate. Non voglio innalzarmi a guru solito come quelli che ora tanto van di moda e proclamare che ciò che desiderate, basta crederci e vi arriva. No, è un po’ diverso. E’ uno stato d’animo. Un modo di affrontare la vita giorno per giorno, o meglio, minuto per minuto, in un determinato modo che non potrà che riportare determinate conseguenze. La favola che vi racconto oggi parla di due famiglie: la famiglia Gialla e la famiglia Viola, prendendo in particolar modo come protagonisti i due capofamiglia.

La famiglia Gialla viveva in una bella località marittima, un paese tranquillo, spesso soleggiato, dove tutti si conoscevano e tutti andavano d’accordo. Si era buoni e ci si dava una mano l’un con l’altro. Era una famiglia composta dal papà, la mamma, due figli e la nonna. Una famiglia di operai che viveva con poco ma conduceva una vita dignitosa. Una famiglia che viveva di sani principi e il “quieto vivere” era per loro la regola suprema dell’esistenza. La seconda famiglia invece, la famiglia Viola, era una famiglia che arrivava da fuori, da una grande metropoli e veniva spesso, durante l’anno, a passare le vacanze nel paesello di mare della prima famiglia. La famiglia Viola era composta dal padre, dalla madre, da due figli e da una nonna come la famiglia Gialla ma, al contrario della prima famiglia, questa era molto ricca e anche molto antipatica. Quando arrivavano loro sembrava fossero arrivati i padroni del mondo e calpestavano ogni tipo di buon senso esistente. La loro maleducazione toccava i limiti e nessuno nel paese poteva sopportarli. Loro facevano abbaiare il loro grosso cane al mattino presto della domenica, loro occupavano con la macchina due posti auto, loro cantavano a squarciagola durante le ore notturne, scrollavano la tovaglia sul terrazzo degli altri e si prendevano anche il diritto di sgridare e trovar da dire a chiunque per la minima cosa commessa. La famiglia Gialla, si trovava a condividere la stessa palazzina in quanto, i Viola, avevano comprato proprio lì, il loro appartamento. Ci sarebbe stato spesso da prenderli e dirgliene quattro ma, la famiglia Gialla, era composta da persone timorose, perbene, educate, sempre impaurite dall’andare contro qualcuno e vivevano cercando di evitare scontri e battaglie. Il padre dei Viola usciva da casa come un Sire e, con le sue belle scarpe, si avvicinava alla sua bella macchina e scaricava da lì bella roba. Non si guardava intorno, andava dritto, a testa alta, intoccabile. Incuteva rispetto e antipatia allo stesso tempo ma nessuno osava dirgli nulla. Il padre della famiglia Gialla invece, più buono d’animo e stanco di sopportare, rimaneva in casa imprecando contro il buon Dio affinchè scagliasse su quel tipo borioso tutta la sua ira sotto forma di fulmini e saette.

E qui mi fermo. La favola è, si può dir, terminata. Ma andiamo avanti con il ragionamento. Proprio questa è la parte più importante della storia. Prendendo come esempio i padri delle due famiglie abbiamo esattamente due opposti sullo stesso piano. Analizziamo le loro personalità e riassumiamo le loro principali caratteristiche:

Papà della Famiglia Gialla: educato, timoroso, rispettoso, probo, altruista, non farebbe del male a una mosca, si preoccupa per gli altri e cerca, con il suo comportamento, di essere sempre descritto come una brava persona. Il suoi motti sono “chi più ne ha più ne metta” e “….per il quieto vivere stò zitto”.

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Papà della Famiglia Viola: tracotante, sicuro di sé, padrone, snob, irrispettoso, maleducato, egoista, altezzoso, borioso, ad esso non interessa nulla di quello che la gente pensa di lui soprattutto se in termini negativi. Lui è così, si fa la sua vita, l’importante è che stia bene lui. Il suoi motti sono “prima ci sono io poi tutto il resto” e ” contento io, contenti tutti”.

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Dal punto di vista emozionale e unicamente dal punto di vista emozionale tutto ciò ha un risvolto molto particolare. Tenendo conto che per l’Universo non esistono la maleducazione e l’educazione così come abbiamo creato noi nella nostra società, egli risponde solo attraverso l’emozione. Prendiamo come esempio il cane dei Viola che abbaia alle 7 della mattina di domenica, unico giorno di riposo per la famiglia Gialla ma che nonostante tutto non si osa a dire nulla per paura di litigi e ritorsioni. Quanti ce ne sono ad essere così! Un mucchio. Ora, è vero che il padrone del cane si sta comportando male, è vero che non dovrebbe permettere al suo amico a quattro zampe di fare così, è vero che sta mancando di rispetto al prossimo ma queste sono le nostre leggi non quelle dell’energia. L’energia cosa ne sa che è domenica, che sono le 7 e che voi volete ancora dormire? Con questo non intendo dire che si sta comportando bene ma semplicemente vorrei farvi capire che, a livello intrinseco, lui è comunque sereno. Voi no ma lui si. Lui è il padrone del mondo! E’ un Re! A lui che cavolo gliene frega che voi siete stanchi?! Lui non è stanco, è tranquillo come una lucertola stesa al sole. – Abbaia pure caro Fido, a noi nessuno può dirci nulla, qui comandiamo noi! – pensa. Ora, ditemi, cosa sta mandando quest’uomo che noi detestiamo nell’Universo? Ve lo dico io; sta mandando serenità. Ciò che manderebbe una lucertola mentre si gode i caldi raggi luminosi. Il suo vanto, la sua gloria, gli fanno credere di essere chissa’ chi e lui, quello emana: la potenza, l’onnipotenza. La tranquillità. Cosa gli torna secondo la legge universale? Potenza. Onnipotenza. Tranquillità. Lui si sente un capo supremo? Sarà un capo supremo. Voi, che siete nel letto, incavolati neri ma timorosi nel dirgli qualcosa invece, secondo la vostra morale vi state comportando in modo esemplare ma a livello emozionale, state emanando rabbia e paura. Nervoso e angoscia. Vi torneranno le stesse emozioni. Voi sarete sempre “calpestati” e non rispettati, lui sarà sempre intoccabile. Perché a voi il suo comportamento suscita un’emozione negativa mentre lui non ha emozioni negative che lo disturbano. Ha solo le sue e molto positive per giunta. Quando si spezza questo meccanismo? Quando anche voi farete subire a lui un’emozione. Sarà naturale che la sua reazione, violato per la prima volta nella sua vita probabilmente, potrà sfiorare la violenza e la disapprovazione nei vostri confronti. Sarà esagerata è normale, e lì, entrano in gioco altre emozioni, la sua rabbia e la vostra. A questo punto avete ancora più paura? O stupore? O magari gioia, finalmente, ce l’avete fatta. Ma dopo una vita vissuta nell’umiltà più totale dovrete esercitarvi parecchio per quest’ultima. Quello che è da comprendere è, che è solo per causa suo e causa vostra se a lui nessuno fa mai la multa e a voi si. Avete presente quando vi reputate degli sfigati? Se a lui la macchina funziona sempre e a voi no. Se lui trova parcheggio e voi no. Se il suo cane sta bene e il vostro male. Perché secondo voi, voi siete più bravi e non meritate certe cose, lui che è cattivo le meriterebbe. No. Non è così. L’Universo non ragiona così. Per l’Universo non ci sono i bravi e i cattivi, ci sono solo specchi. E voi farete solo la vita che nasce dalle emozioni che provate e lui….. lui è il padrone del mondo! Ora vi starete dicendo che però è sbagliato comportarsi male nei confronti degli altri. Certo, avete ragione, questo è sicuramente un discorso che va affrontato. Con questo post non voglio assolutamente suggerire di maltrattare il prossimo, il messaggio è completamente un altro. Non dovrete mai nuocere agli altri ma semplicemente credendovi anche voi i: padroni del mondo. Anche perché lo siete. Siete padroni di voi stessi e della vostra vita. Il vostro cane non dovrà abbaiare alle 7 della domenica mattina per dimostrarlo ma quando parcheggiate non ponetevi il problema che forse potrebbero farvi la multa. E’ difficile lo so ma non impossibile. Secondo voi, il papà dei Viola, si pone questa domanda? No. Non esiste neanche nelle sue idee. Altrimenti mica parcheggerebbe occupando due posti oppure in divieto di sosta per intere settimane con l’auto fasciata come un salame. Quando uscite, quando camminate per strada, quando andate a lavorare, sentitevi padroni del mondo. Non occorre la tracotanza per fare ciò ma l’amore per voi stessi. Questa sarà la differenza tra voi e lui. Ma otterrete lo stesso risultato. Se se lo crede lui, che fondamentalmente è un cafone, un maleducato e un borioso non vedo perché non possiate credervelo voi. E non dimenticate una cosa: nel momento in cui una persona, per credersi tale, deve nuocere agli altri, è fondamentalmente una persona triste che compensa. Un infelice. Nonostante la sua spocchia e la sua alterigia è soltanto un pivello che potrete mettere a tacere quando volete. Siete voi che non osate. Perchè permettete alla sua energia di essere più potente. E un domani, lui riceverà comunque ciò che ha seminato nella vita. Senza contare che ha già una grande condanna sulla testa per essere una persona triste e infelice. Io mai mi metterei al suo posto. Penso sia il più grande dazio da dover pagare senza augurare altro. Senza mai far del male agli altri sentitevi di più Onnipotenti. Non associate subito questa parola al “comportarsi male, al vantarsi, all’essere alteri ed egoisti”. Onnipotenti non vuol dire questo. E’ la nostra educazione che avvicina questo termine a tali modi di fare ma non è così. Oscar Wilde diceva: l’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi. E’ vero! E’ un filo sottile ma è così. Vivendo come pare a noi può essere che automaticamente obblighiamo gli altri a vivere altri modi e questo è ciò che non dobbiamo fare. Si è Onnipotenti sprigionando amore, essendo felici, sicuri, positivi. Questo significa essere Onnipotenti. Questo significa essere: i padroni del mondo.

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Alito Cattivo? Sono solo Pettegolezzi!

Chi soffre del fastidioso problema di Alitosi chiamato comunemente “alito cattivo” e mi riferisco a un disturbo costante e non momentaneo, è di norma una persona che non mangia in modo sempre sano e genuino. Il nostro cavo orale è lo specchio del nostro sistema digerente e, tutto ciò che c’è all’interno, ne fuoriesce.spazionews.it

I fattori circostanti poi, possono essere molteplici e spesso di grande rilevanza come: poca igiene orale (ricordiamoci che sono i batteri a creare l’odore sgradevole in qualsiasi parte del nostro corpo), utilizzo sovente di cibi particolari, difficoltà a digerire bene, quantità scarsa di mucose nel cavo orofaringeo, malattie di vario genere. Sapete però che al di là di quello che dice la medicina occidentale, ci sono ulteriori teorie sulla formazione di vari disturbi e quindi anche dell’alito cattivo e ve le voglio raccontare. Si presume infatti, in alcune filosofie, che la nascita di questo problema sia dovuto, o comunque manifesti, l’esprimere un esagerato giudizio, ovviamente negativo, nei confronti degli altri e, come se questo non bastasse, contornandolo ulteriormente dallo spettegolare di ciò che si pensa con amici e conoscenti sfornando propri pareri e giudizi in gran quantità, che ovviamente nemmeno sono stati chiesti. In sintesi, una persona che tutti i giorni e a tutte le ore, la sentirete giudicare qualcun altro, lamentandosi di come invece avrebbe dovuto fare e, peggio ancora, apostrofandola con dispregiativi, 99 su 100, quella persona che state sentendo non ha un alito molto profumato.

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E attenzione, la causa non è solo il pronunciare questi pettegolezzi e le proprie opinioni, il brutto è che basta pensarle. Stessa cosa vale anche per i pensieri di rabbia a livello generale. Siate quindi il più sereno e il più felice possibile. E’ naturale, come sempre, che è l’emozione a comandare e a far nascere la situazione perciò, esisteranno persone che tutto il giorno “tagliano e cuciono” ma senza problemi di Alitosi. Questo accade perché fondamentalmente lo fanno solo… pour parler ma non lo pensano davvero, non si creano del sangue marcio (da notare la metafora) nei confronti della vita degli altri. Dicono certe cose solo per tenere banco, per stare al passo con chi hanno intorno, per sentirsi al centro dell’attenzione ma, fondamentalmente, non provano sentimenti ignobili per il prossimo. A tutto questo, esponenti del pensiero positivo e della psicosomatica come Louise L. Hay, aggiungono di avere un occhio di riguardo anche verso i sentimenti di vendetta e nel far riaffiorare esperienze negative. Chi eccede, in modo grave, passerà di conseguenza, al rovinarsi persino il fegato. La rabbia ormai si sa, è ad esso prettamente collegata e, la lavorazione del Fegato può influire molto sull’alito. A questo punto direi che non rimane altro che abbandonare il passato e i cattivi pensieri, di ogni natura.

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Bisogna far uscire dalla bocca solo amore e scegliere il più possibile parole ricche di gentilezza e armonia. Naturalmente, ci sono anche tanti altri rimedi più pratici come: preoccuparsi della pulizia di denti e lingua, tenere in bocca caramelle al mentolo o chiodi di garofano, bere decotti di erbe digestive e rinfrescanti e soprattutto preoccuparsi della propria dieta nella quale si consiglia di diminuire un pò l’uso di zuccheri e di proteine animali. Quante cose si nascondo dentro di noi e, se è vero che come io credo, la psiche e il fisico sono un tutt’uno, penso si possa credere anche a queste teorie.

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Mi Dispiace. Perdonami. Grazie. Ti Amo. Felicità.

Ogni giorno della mia vita, da due anni a questa parte, recito nella mia mente queste parole “Mi dispiace. Perdonami. Grazie. Ti amo. Felicità.” A volte una sola volta al giorno, a volte di più. A volte non le ricordo nell’ordine, quell’ordine glielo cambio ma l’effetto è lo stesso. Lo dico prevalentemente quando esco al mattino a portare fuori il mio cane per la passeggiata. Guardo il cielo e, quasi involontariamente, non mi costa davvero nulla, ormai fanno parte di me, le recito. Mi vien da pensare a loro quando vedo un particolare spettacolo naturale che mi riempie di emozione. Potrebbe essere anche solo un monte baciato dal sole ma, se scaturisce una bella emozione, quella è proprio la linfa che dona potere a queste parole. Si possono pensare, si possono dire, si possono gridare. L’importante è ricordarle. Non ho iniziato a pronunciarle perchè la mia vita stava “andando male”, ho iniziato semplicemente perchè poteva andare ancora meglio di come già si srotolava giorno dopo giorno. E così è stato.

320522_185046481579974_102969186454371_411142_821797298_nQuesto insieme di parole, che possiamo definire mantra, nasce dall’aver appreso di una tecnica hawaiana chiamata ho’oponopono ossia, letteralmente tradotta, “mettere le cose al loro giusto posto” alias “sistemare le cose”. Secondo la cultura delle Hawaii infatti, recitare questo vero strumento del pensiero, ogni giorno e con emozione, riuscirebbe ad aggiustare le cose in noi e intorno a noi ma anche a renderci bella, o più bella, la vita. In realtà, in questa filosofia di pensiero, le parole sono solo 4. La quinta, Felicità, me la sono aggiunta da me in quanto credendo fermamente che l’Universo ti rimanda ciò che senti ed emani, tale Felicità mi torna. Perché provo emozione nel dirla, non sono le lettere ad avere valore. E’ secondo me, per il suo significato, una delle parole più belle. Suggerisco questo perché fondamentalmente, ognuno di noi può crearsi il mantra che vuole, al di là della curiosa saggezza hawaiana che merita uno studio a mio parere e che può essere senz’altro un ottimo incipt. La frase dovrà sostanzialmente emozionare ed essere volta ovviamente al positivo. Ne ho diverse infatti ma, questa che vi descrivo oggi, penso sia quella adatta per iniziare e ora ve la spiego, per lo meno con il mio senso. In rete potrete naturalmente trovare tutte le nozioni che v’interessano.

Innanzi tutto, l’ordine corretto per l’antico popolo degli Huna che ha inventato questa specie di preghiera è: mi dispiace – perdonami – grazie – ti amo

MI DISPIACE: non per un senso negativo del termine ma semplicemente per far capire che è stato del tutto involontario l’eventuale nuocere a qualcuno o qualcosa verso il quale nemmeno ce ne siamo resi conto. Ogni giorno, senza farlo apposta, potremmo mancare di rispetto a qualcuno e questo “mi dispiace”, annienta praticamente l’eventuale danno recato agli altri ma soprattutto a noi stessi che siamo sicuramente la persona che martoriamo di più. Noi, visti come esseri divini, non dovremmo mai offenderci, violentarci, tarparci le ali autonomamente e per questo diciamo – mi dispiace –. Mi dispiace, di non aver capito la potenza che risiede in me!

PERDONAMI: tu, vita. Vita mia. Energia. Forza. Universo. Me stesso. Qualsiasi cosa tu sia, io sia, perdonami. Con il perdono, tutto può ricominciare. Il perdono è lo strumento più bello che possa esistere, è l’atto più grande di amore e di “compassione/con-passione” che possiamo effettuare. Sempre verso gli altri e sempre verso noi stessi. Che quel tutto, io e l’universo intero assieme, possa arrivare al mio perdono. E così è.

GRAZIE: una parola meravigliosa da dire sempre. Per ogni cosa, nei confronti della vita in generale, di tutto, di noi. Grazie. Per quello che sei/sono, per quello che sto potendo vedere, sentire, respirare. E’ tutto bellissimo e io ringrazio e ringraziando lo avrò sempre. Avete mai detto – grazie – a voi stessi? A quello che esiste intorno a noi? Si usa dire grazie solo quando siamo convinti di essere stati baciati dalla Dea bendata. La parola “grazie” deve far parte di noi. O meglio, l’emozione che ne scaturisce. Ringraziatevi per quello che siete e per quello che riuscite a fare.

TI AMO: “l’amore è la forza che muove il mondo”, la forza più potente. L’amore per noi stessi, per le grandi e per le piccole cose. Per tutto. Per la luce del sole, per la natura, per la gente. Tutta. Dove c’è amore, c’è armonia, bellezza, salute, benessere, gioia. Amare ogni cosa e dirglielo. “Ti amo”. Un – ti amo – pieno di sentimento. Io amo te, provo emozione per te, io penso che tu sia una cosa bella. Pensiamolo di una farfalla, di un sasso, di una persona, di una sera, di una sensazione, di una vicenda. Dare amore, amare, incondizionatamente, riporta amore. E recitando ogni giorno “Ti amo”, nulla ci aspettiamo in cambio ma “amore” arriverà.

La parola FELICITA’, l’ho già spiegata nelle righe precedenti. La provo, mi torna. E’ una regola ovvia. La provo, non solo la dico, è diverso. Ecco. 4 parole che racchiudono un messaggio importantissimo, fondamentale. 4 parole che procurano emozione. Vi consiglio vivamente di provare almeno. Ipotizziamo per un mese. L’importante è crederci e pronunciarle con sentimento sincero. Se i primi giorni vi sentirete in imbarazzo posso assicurarvi che nessuno riesce a leggervi nella mente quindi non abbiate timore e non sentitevi sciocchi. Soprattutto però posso dirvi con certezza che, trascorsa la prima settimana, tutto vi sembrerà più facile. E a volte, mi piace aggiungere: è gratis! C’è addirittura chi sostiene che tutto questo sia uno dei mezzi più potenti per ottenere il benessere.

Prosit!

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Finché Morte non vi Separi

Insieme. Per sempre. Una vita intera accanto alla stessa persona. Una vita intera senza potersi dare l’opportunità di conoscere, apprendere, insegnare, condividere, anche con altri. Quante anime, quanta ricchezza c’è in giro per il mondo ma a noi, la nostra morale condizionata da temi sociali, religiosi e culturali, ci vieta di poterne conoscere l’identità più intima. Questo articolo non nasce per fare della polemica, non è questa la mia intenzione in quanto rispetto le idee, gli usi e i costumi di chiunque, quindi, dovrò cercare di fare attenzione a quello che scrivo e a come lo scrivo evitando così di passarvi un altro messaggio rispetto al mio scopo.

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Il post vuole infatti basarsi più sul giudizio della gente che sulle nostre tradizioni. Ovvio, il giudizio è figlio di esse ma penso che una qualsiasi tipologia di “figlio” debba crescere ed evolversi. Molto spesso infatti, il motivo principale per il quale non ci si separa dalla persona che è considerata nostra/o consorte è proprio per quello che – la gente potrebbe pensare -. Si, in tanti casi c’è la progenie, in altri, un discorso economico ma spesso, alla base, c’è il giudizio degli altri soprattutto per quello che riguardava gli anni passati e soprattutto per chi, di separazioni, ne ha già vissute più di una. Ebbene, ecco, venendo al sodo, il mio umile pensiero si riferisce innanzi tutto a qualsiasi tipo di rapporto, per cui non solo tra conviventi ma anche tra colleghi, tra amici e tra parenti! Padre e figlio, cugini, fratello e sorella. Un rapporto tra due persone, tra due esseri viventi, tra due identità ben distinte, a mio parere ha e deve avere una durata. Questa durata può essere si eterna, ma può anche essere di un mese, di un anno, di dieci anni e poi basta, parlando di un periodo temporale che l’uomo ha creato. Questo accade perché a mio avviso, le unioni che nascono, nascono per regalare qualcosa. Per darci qualcosa. Per permetterci di insegnare e per permetterci di apprendere (talvolta cose incomprensibili) e, una volta svolto il loro compito, possono tranquillamente terminare. Arriverà per noi, un’altra persona ad insegnarci cose nuove e, questa persona, sarà venuta a noi perché a sua volta dovrà imparare cose che noi, per come siamo, possiamo regalarle. Un bel giro di parole. Un giro come quello della vita, della famosa “ruota” che tutti usiamo come paragone. Un giro come quello che compie sempre il nostro Pianeta. La dinamicità. Ripeto, questa persona può essere un collega, un amico, un parente.

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Vi sembra così traumatico? Ci sono relazioni che durano pochi minuti. Quella tra voi e il macellaio, nel momento in cui acquistate della carne, è una relazione. Breve. Ma è una relazione. Il litigio con lo sconosciuto che incontrate per caso è una relazione. Un collegamento che sussiste tra due determinate entità. Questi sono i termini che la descrivono. Un collegamento che può finire quindi, perché è una cosa viva e come tale ha le sue evoluzioni. Accade che si possa stare insieme una vita intera come ho già detto e questo accade perché per tutta la nostra esistenza abbiamo da dare e da prendere da lei. Soprattutto se si parla di felicità. Finchè quella persona ci rende felici e noi altrettanto verso essa. Ci da gioia e noi la diamo a lei. Ma quando questo non accade più perché martoriarsi? Frustrarsi. Violentarsi l’animo.

1001281_398512433585307_636501910_n Io e, quella che in gergo si definisce la “mia migliore amica”, ci conosciamo da 32 anni. Non solo. Devo anche ammettere che da 32 anni ci vediamo praticamente quasi tutti i giorni. Non ci siamo ancora stancate l’una dell’altra. Io ho ancora tante cose da donarle e so che lei ne ha in serbo altrettante per me! Ogni giorno è una sorpresa, un discorso nuovo, uno sguardo mai visto. Ci conosciamo come le nostre tasche eppure ancora riusciamo a stupirci vicendevolmente. E finchè tutto rimarrà così, così sarà. Finchè io “morirei senza di lei” così sarà. Finchè morte non ci separi. Succederà che lei uscirà dalla mia vita quando io, senza di lei, anziché morire, vivrò…. meglio? No. Semplicemente vivrò una nuova vita. Delle nuove esperienze. Perché additare come – facili – o peggio, donne che durante arco di pochi anni si vedono affiancate da diversi compagni? Ora, al di là di tutto, esistono persone poco disposte alla vita matrimoniale, esistono persone che non sanno amare, esistono persone che si concentrato solo sui propri bisogni e interessi, esistono persone che non sanno coltivare un rapporto nemmeno amichevole, che sono fondamentalmente sole, questo lo so bene ma, leggete tra le righe. Può essere che quella donna non abbia più avuto nulla da spartire con quella determinata figura maschile o viceversa. Può essere una donna che ha finito di dare, ha finito di prendere. E cosa fa? Non segue la morale, l’educazione che gli è stata insegnata, insegue il suo istinto, la parte viscerale di noi. Quella parte che la porta a conoscere. Ad apprendere. Stessa cosa vale ovviamente per l’uomo. Persone che ricercano. Alla continua esplorazione di un qualcosa che secondo loro non arriva. Sovente, non si riesce a leggere il messaggio. Ma quanti animali esistono in natura monogami? Pochissimi. Senza però disturbare gli animali, basta prendere come esempio, altri popoli lontani dal nostro per capire che, tutte le concezioni non sono le stesse, ma qual è quella giusta? Abbiamo davvero tutta questa presunzione per dire che la nostra è assolutamente quella esatta? Le madri. Pensate davvero che tutte le mamme del mondo siano come la nostra classica e tanto amata chioccia? Eppure è inaudito per noi non vedere la propria madre per un mese intero o non rivolgerle proprio più la parola. Non è concepibile che un figlio (adulto) e un genitore si possono detestare. Sono sangue dello stesso sangue, sono padre e figlio. E così passano gli anni. Passano gli anni assieme a persone che ci soffocano, che non ci rispettano, che ci maltrattano, ci usano, ma almeno non diamo addito alla gente di parlare. Si cerca di evadere.

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E’ un istinto di sopravvivenza più forte di qualsiasi altra emozione, mi spiace ma su questo non c’è questione che tenga. Si cerca di evadere ma lo si fa di nascosto. Al buio, di notte, lontano. Lo si fa parlando male di quella persona per trovare almeno un piccolo sfogo. Lo si fa odiandola dentro noi stessi perché almeno con il sentimento le rendiamo ciò che lei ci dona ogni momento della giornata. Così, al malessere che già viviamo quotidianamente, aggiungiamo anche emozioni e sensazioni negative che ci faranno ammalare e morire prima. Perfetto. Però almeno, la gente che avrebbe voluto mormorare alle nostre spalle, lei almeno è ancora viva e vegeta. E, nel caso del matrimonio poi, oltre alla gente, abbiamo davvero sistemato tutti perché non facciamo soffrire ne’ i nostri genitori, né i nostri figli. Impariamo a vedere le relazioni come delle lezioni. Spero solo di aver reso bene l’idea e che per voi sia…

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Bere tanta Acqua fa davvero bene?

Premetto che bere fa bene. E su questo nessuno può dire il contrario. A dirlo infatti non sono io ma tante persone più colte e più informate di me. Bere, acqua ovviamente, è semplicemente essenziale. Si tenga conto che il nostro corpo è composto all’incirca del 70% di acqua, così come (guarda caso) il nostro Pianeta.

giovanigenitori.itCosì come le piante e la maggior parte degli animali. Ma non solo, le nostre stesse cellule, le più piccole strutture viventi, animali ed eucariote, che formano tutto il nostro organismo, sono formate a loro volta da organuli che “galleggiano” in un liquido gelatinoso chiamato Citoplasma composto da diversi elementi tra i quali l’acqua. Insomma, l’acqua, è la nostra fonte di vita.

bmscience.netConoscete la regola del 3? Portando all’estremo, un essere umano, rispetto alle sue fonti primarie quali l’aria, l’acqua e il cibo, si è studiato che grosso modo, esso può rimanere senza le sue essenziali sostanze per questo lasso di tempo:

3 minuti senza aria

3 giorni senza acqua

3 settimane senza cibo

Di conseguenza il suo corpo smette di vivere senza risorse. Si parla ovviamente di un essere umano adulto dalle caratteristiche fisiche nella norma e nella media e, ripeto, portato all’estremo. Questo serve a capire comunque come l’acqua sia ancora più importante per noi del cibo. Come essa ci serve per vivere. Ma non solo. Bere acqua è utile per tantissime cose. L’acqua spegne le infiammazioni (rossore alias fuoco), abbassa la temperatura elevata (febbre), evita l’”inaridirsi” dei reni, pulisce i vasi sanguigni, scrosta (perdonatemi questo termine ma rende bene l’idea) le pareti di vene e arterie aiutando la linfa a trasportare via le tossine. weburology.eu

Questo lo fa anche attraverso il sudore e l’urina. Ammorbidisce le feci. Lava gli organi e scioglie i grassi. Riempie lo stomaco impedendoci di mangiare eccessivamente. Idrata la nostra pelle (nostra grande e importantissima prima barriera che senza idratazione si ammala), arricchisce di ossigeno il nostro fisico, fluidifica il sangue e…. Mamma mia, potrei andare avanti all’infinito senza fermarmi. L’acqua è vita. Deterge il nostro organismo e un organismo ben pulito si ammala di meno, si stanca di meno e vive meglio. Da qualche anno addirittura si sente dire, prevalentemente nel nostro mondo “occidentale”, e sembra quasi essere diventata una moda, di bere almeno 2 lt di acqua al giorno. A proposito di questo, le teorie sparse per il mondo sono diverse. Chi asserisce che bisogna bere solo quando si ha sete, chi invece afferma che non bisogna arrivare a quel momento bensì prevenire ed evitare al nostro fisico la sofferente richiesta. Chi dice di bere solo lontano dai pasti, chi addirittura di non bere proprio secondo un periodo di purificazione. Come ho già scritto nei miei Disclaimer, non sono un medico, però sono una persona sana e io personalmente mi sono sempre regolata in questo modo. Grazie alla mia voglia di apprendere e anche a qualche consiglio di mamma, ho provato a studiare un po’ la necessità e la quantità di acqua che avrei dovuto ingurgitare. Ebbene, una delle prime cose che ho capito è che ogni persona deve assumere l’acqua utile al suo organismo e soprattutto a seconda del fabbisogno in quel dato periodo della sua vita. Perchè l’acqua è anche una specie di medicina. Non siamo tutti uguali, non si può fare a mio parere di tutta l’erba un fascio. Ci sono persone dotate geneticamente di più idratazione di altre e altre ancora che invece soprattutto (e questo è importante) non espellono i liquidi come chi gli sta di fianco. Sapete tutti cos’è un edema? L’edema è una ritenzione di liquidi detto in termini semplici.

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Avete presente quando pigiate un dito in un polpaccio che appare più grosso e gonfio del normale e rimane il segno? Quello è un edema. Ci sono edemi gravi, patologici, vere e proprie malattie invalidanti e poi ci sono gli edemi che fanno semplicemente apparire il corpo dilatato e sono ad uno stadio tranquillamente trattabile. Non dico curabile perché fortunatamente non si tratta di malattia ma semplicemente di un ristagno eccessivo di acqua (anche) che con qualche accortezza si può eliminare. Ora, questa tipologia di persona, è una persona che i liquidi deve eliminarli quindi, se a questa gente facciamo ingollare ancora litri e litri di acqua, cosa accadrebbe? Attenzione, continuate a leggere in quanto non è mia intenzione affermare che questi individui non devono più bere o bere poco. Il suggerimento che voglio dare è semplicemente quello di fare una buona scorta di liquidi assumendoli però da altre sostanze. Esattamente. L’acqua non è solo quella che esce dal rubinetto o che acquistate al Supermercato a pacchi di 6 bottiglie.

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L’acqua, come dicevo prima, è anche in tanti altri esseri viventi atti alla nostra alimentazione. La frutta e la verdura, ad esempio, ne sono straricche. Anche il pesce è un alimento che ne contiene tanta se vogliamo parlare di proteine (macromolecole povere d’acqua solitamente). Vi siete mai chiesti come mai i roditori bevono pochissimo? Alcuni, tengono i criceti in gabbia addirittura senz’acqua. Poveri… Un goccino ci vuole ma in verità, anche in natura, sono animali che bevono raramente e alcuni vivono in zone aride e desertiche. Come riescono quindi a mantenere il loro organismo pieno di vita? Il loro pelo bello morbido? Acquisendo l’acqua attraverso la loro alimentazione costituita prevalentemente da frutta e verdura. Fibre. E le piante? Le succulente, conosciute meglio come “grasse”, bevono pochissimo. Hanno scorte d’acqua incredibili. Se diamo loro da bere eccessivamente, marciscono! Soprattutto in determinati periodi dell’anno. Siate dunque equilibrati, bevete, un po’ di più di quello che bevete solitamente perché si ha l’abitudine di bere poco, questo è vero, ma non sforzatevi troppo. Fatevi aiutare da un’alimentazione completa (quindi non solo di fibre), varia e sana. Anche perché c’è da sottolineare una cosa molto importante. Perché far lavorare e quindi stancare troppo i reni anche quando non dovrebbero? Per cui non sforzatevi. Lo sforzo raramente fa bene alla nostra natura. La cosa inversa equivale ovviamente per chi ha il problema opposto. Chi è secco, arido (non ci crederete ma anche di sentimenti) deve bere molto di più. Acqua s’intende! E naturale. Lo dico perché a volte mi capita di chiederlo e sentirmi rispondere – Ma io bevo! 2 o 3 bicchieri di vino a pasto, qualche caffè, e durante il pomeriggio due gazzose! -. E’ la verità! Questo non vuol dire bere! Dissetarsi e idratare il nostro essere. Quindi, pelle secca, eccesso di proteine, stitichezza e chi più ne ha più ne metta, richiedono acqua! E anche in questo caso alimenti vegetali. E ora due consigli agli opposti. Soffri di ritenzione idrica? Cammina, muoviti, facendo attenzione alla tua pressione, cerca di sudare. Massaggia e accarezza pressando leggermente il tuo corpo. Prenota dei massaggi linfodrenanti o fai delle sedute di pressomassaggio dopo aver chiesto il parere del tuo medico. In casa fai qualche bel respiro per qualche minuto tutte le mattine e tutte le sere muovendo a tuo piacimento le gambe, le braccia e la testa. Soffri invece di aridità ma non riesci proprio a bere? Esistono anche questi casi. L’acqua, non piace. Fai un po’ di movimento, ti farà venire sete. Sostituisci l’acqua con tisane naturali oppure aggiungi all’acqua che non ti piace, del limone o delle foglie di menta evitando gli sciroppi zuccherini se si parla di quotidianità. Fatti delle spremute allungandole con l’acqua e sostituisci alla pastasciutta delle buone minestrine. Portati dietro una bottiglietta d’acqua e senza sforzarti troppo ogni tanto dacci un sorso. Applica sulla tua pelle prodotti naturali idratanti e mettili anche nella vasca da bagno preparandoti a stare un pò in ammollo. Ovviamente, alcuni consigli risultano ideali sia per un tipo di persona che per l’altro perché bisogna idratare entrambi ma allo stesso tempo sostituire i liquidi nuovi e puliti con quelli ormai pieni di tossine e sostanze di rifiuto.

PRINCIPI ATTIVI DRENATI COME COMPONENTI DI COSMETICI O COME ALIMENTI – ALCUNI ESEMPI: asparago, ortica, finocchio, porro, thè verde, verza, alghe, ananas, sedano, tarassaco

PRINCIPI ATTIVI IDRATANTI COME COMPONENTI DI COSMETICI O COME ALIMENTI – ALCUNI ESEMPI: mandorle, lattuga, cocomero, grano saraceno, olio d’oliva, soia, melone, carote

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Le Meravigliose Dita delle nostre Mani

Le vediamo tutti i giorni. Ogni istante ci passano davanti agli occhi accompagnandoci in ciò che facciamo. Anche quando parliamo sottolineano le nostre parole con gesti veloci e fugaci. Creano, danzano, suonano, si aprono, si chiudono. Sono le dita delle nostre mani che, pur avendo sotto lo sguardo ogni momento, non consideriamo abbastanza se non esteticamente. Abbiamo cinque dita per ogni mano costituite tutte, tranne il primo, chiamato Pollice, da tre ossa brevi e ben articolate.

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Dal palmo: la falange (prossimale) e la falangina (intermedia) per il Pollice più la falangetta (distale) per tutte le altre dita che nell’ordine si chiamano, come tutti saprete, Indice, Medio, Anulare e Mignolo. Cinque dita che ci permettono di afferrare, stringere, accarezzare e compiere infinite azioni. Ma non è solo quello il loro scopo. Il loro scopo, come per tutte le altre parti del nostro corpo, è quello di spiegarci anche cose nuove che spesso non conosciamo. Sono parti sensibilissime dalle quali passano anche fonti energetiche molto accentuate. E cosa vogliono dirci le nostre dita di così interessante? Proviamo ad analizzarle brevemente una ad una.

POLLICE: Il Pollice è la nostra Testa e quindi rappresenta la nostra mente come anche l’intelletto e tutte le emozioni o gli stati emotivi che scaturiscono da essa come l’ansia, la preoccupazione, lo stress. Il dito del ragionamento. Il Pollice è quello che dobbiamo coccolare di più perché è come se ci massaggiassimo le tempie per rilassarci, come i bambini quando lo succhiano al posto del ciuccio per quietarsi, allucinarsi, sostituendolo con il seno materno e il contatto con una fonte che dona loro sicurezza. E’ il dito che solleviamo da solo per dire “va bene!” o “su”, in alto…., a testa alta! Il Pollice che un tempo i Romani innalzavano per salvare un gladiatore o uno schiavo da morte certa o abbassavano appunto, per farlo decapitare. Il dito che decideva, così come decide la nostra mente, purtroppo, spesso, più del cuore.

INDICE: Il dito del giudizio. Il dito che indica. Quello che la mamma o il papà alzano, dritto come un fuso, per dirci “No! Non va bene se fai così!”. Che ti suggerisce per tutta la vita la frase – andrà bene adesso o no? Forse no -. Che ti fa sentire inadatto, inadeguato. Il dito della paura e della paura di sbagliare. Collegato ai Reni. Collegato anche all’istinto se di paura se ne ha poca. Il dito che rappresenta anche la nostra schiena, con la quale capiamo se siamo idonei a questa vita o meno e quanto nel caso. E rappresenta anche la nostra digestione per digerire tutto ciò che non ci va a genio. Un processo che avviene esattamente davanti al centro della nostra spina dorsale. L’Indice è il nostro Ego, che può essere elevato e forte o molto debole.

MEDIO: La nostra rabbia, l’aggressività che sfoghiamo. Non per niente, o guardate il caso, come preferite, viene alzato per mandare volgarmente una persona – a quel paese -. La fatica, la frustrazione, l’indecisione, le cose “che ci pesano”, appartengono tutte al dito Medio. Ma a lui appartiene anche la nostra sessualità, la parte viscerale e passionale di ognuno di noi. Quella che vive di emozioni. E’ il dito che dobbiamo palpare e massaggiare con una certa pressione, costantemente e lentamente nel momento in cui siamo emozionati a causa di un esame o di una situazione che ci agita o ci infastidisce. Le emozioni correlate al Fegato.

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ANULARE: Il dito delle cose belle e delle cose spiacevoli. Spiacevoli come l’angoscia, belle come le unioni ma che, se non ben governate, possono rivelarsi malsane e deleterie. Il saper gestire le unioni con le altre persone. I rapporti che si hanno con gli altri e quale ruolo si veste nell’aver a che fare con essi. Il dito Anulare è infatti anche il dito correlato alla comunicazione. Soprattutto alla comunicazione inerente alle relazioni. E’ il dito della fede nuziale e nella nostra cultura indica – unione per sempre…..finchè morte non vi separi -. In fatto di organi, si parla in questo caso dei Polmoni e della loro emozione di base: la tristezza. La tristezza è infatti un’altra delle questioni spiacevoli legate all’Anulare così come il dolore rappresentato anch’esso da questo dito.

MIGNOLO: Il piccolo dito delle grandi cose come la famiglia, l’autostima, il Cuore. Direi che non è poco. Il dito anche del saper fingere però, legato alla menzogna, all’ostinazione e alla testardaggine. Il dito con cui si promette, incrociandolo assieme a quello di chi condivide quel patto con noi. Ed è da questo gesto che nasce la nostra sincerità o il nostro venir meno. La responsabilità. Il dito da coccolare perché riporta ai valori sinceri della vita e alle nostre passioni più intrinseche. Il dito che palpato, calma un Cuore che batte all’impazzata.

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Le dita delle nostre mani parlano. Parlano in tanti modi. Per come sono fatte, per come si muovono, per quello che sono. Si esprimono e ci aiutano ad esprimerci in un linguaggio fatto anche di gesti. Indicano i dettagli della vita. E ci parlano anche quando si fanno male, si feriscono, subiscono una contusione. Questo non vuol dire che se vi fate male al dito Medio avete un problema al Fegato. Ma può voler dire che dentro di voi, senza che magari neanche ve ne accorgiate, può esserci della rabbia, verso voi stessi o verso altre persone. O verso una situazione. Si, la rabbia è figlia del Fegato e sicuramente una persona rabbiosa può avere un Fegato affaticato ma questo è un altro discorso che affronterò sicuramente in futuro. Prestate attenzione alle vostre dita. Ci sono dita molto lunghe, esili, che in punta curvano leggermente all’insù, questo indica solitamente un carattere un pò sbadato, leggero, di persone che vivono nel loro mondo e spesso sono disattente. Persone capaci di fantasticare. Possono rivelarsi anche infedeli e materialiste anche se per una fisiognomica corretta, occorre osservare bene anche il palmo assieme alle estremità. Ma in generale, queste possono essere le basi di quello che le dita rivelano. Se invece le dita hanno estremità ben quadrate ma non sono per nulla goffe nei movimenti, bensì elastiche grazie a snodate articolazioni, significa che quella persona è molto vivace, intelligente, ama conoscere cose nuove e, se non sono troppo lunghe indicano anche tanta creatività e riuscita talvolta pure nelle arti. Ma questi sono solo banali esempi. Quante cose ci sarebbero da dire sulle nostre dita. Anzi, quante cose possono dire loro a noi. Tornerò assolutamente sull’affascinante mondo delle nostre dita, per ora vi lascio con queste nozioni.

Prosit!

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Medicina Occidentale, Medicina Orientale, Medicina…..

Non penso che una possa escludere l’altra o le altre. Anzi, sono convinta che insieme, farebbero un gran lavoro. So che quello che sto per scrivere può sembrare un’utopia o ancor di più una stupidaggine senza senso ma esce dal mio cuore e la espongo.

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Vedete, io personalmente sono contraria all’utilizzo dei farmaci, per lo meno dove si può, perché si sa, fanno bene da una parte e male dall’altra. Sono contraria anche al loro utilizzo quotidiano, quel sovente metodo di usarli alla minima avvisaglia, al minimo trillo d’allarme, all’abusarne, in quanto il farmaco, a mio avviso, non cura il problema ma il sintomo.

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Bisognerebbe invece -curarsi- ogni giorno, trattarsi bene, anche con altri strumenti, sicuramente più sani, come l’alimentazione, l’attività fisica, il pensiero giusto e positivo e tantissime altre armi che abbiamo come insegnano filosofie dall’altra parte del mondo. Prevenire si dice. E si può fare anche senza esami, senza check up o analisi su analisi. Non dobbiamo però dimenticare che, per curare il problema “creato dall’uomo”, occorre anche la soluzione creata dall’uomo.

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Una soluzione della quale non bisogna abusare ma che spesso, risulta essere l’unica e sicuramente la più veloce per farci tornare a “vivere”. Come problema creato dall’uomo mi riferisco ai veleni che vengono usati sugli alimenti, alle sostanze tossiche che fuoriescono da vari macchinari, ad una vita nella quale si accumulano stress e fatiche. Una vita che tende a farci ammalare. E vedete, una malattia che ci colpisce, alla quale dovremmo in teoria far fare il suo corso, ha per noi, dei tempi un po’ troppo lunghi.

bloglibero

La società in cui viviamo non ce lo permette, per cui dobbiamo in quel momento di sofferenza utilizzare le virtù di una medicina più Occidentale, come viene definita. Vero è che, durante gli altri momenti della nostra vita, in cui stiamo bene, possiamo prevenire utilizzando invece i validi consigli delle medicine non tradizionali. Due nette distinzioni per il nostro linguaggio, per le multinazionali e per chi opera in questo settore e guai a noi a confonderle o mischiarle.

Ma perché? Non sarebbe meglio che lavorassero insieme? Che si aiutassero? Che semplicemente dove non arriva una, arriva l’altra? So che per le grandi aziende, ad Ovest, perché questo è alla fine, e per la voglia invece di mantenere cari i segreti, ad Est, questo non potrà accadere ma può accadere in voi.

Fatelo voi singolarmente. Istruitevi, chiedete a chi già sa quali sono tutti i mezzi per –curare- quella determinata patologia. Rendetevi capaci di scegliere quando occorre utilizzare un rimedio e quando invece ne basta un altro, non affidatevi come ignari a chi dice la sua.

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Provate a ragionare e a imparare la motivazione e la nascita di quel sintomo e agite in modo contrario. Si. Se esso è nato per un determinato motivo che senza nemmeno accorgervene fate ogni giorno, provate a non farlo più. Forse andrà via del tutto o forse, la prossima volta non lo subirete assolutamente. Siate aperti. Il vostro corpo, il vostro organismo soprattutto, non è statico.

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Ha mille e più di mille sfumature, comportamenti, diversità. Perché allora non possono esserci mille e più di mille metodi per trattare alcune sintomatologie? Anche la natura ha le soluzioni, non solo l’uomo. E ripeto che uno non deve escludere l’altro ma insieme vi donano semplicemente diverse possibilità. Sono nelle vostre mani. Dovete solo usarle. Non siate pigri. Espandete la vostra conoscenza. Imparate anche solo in modo basilare, come funziona il vostro corpo. Nulla avviene per caso. Nulla è li per caso. Solo così potete capire il perchè di un determinato avvenimento e come fare, eventualmente, a ridurne i disagi.

Prosit!

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