Mettere in pratica nel modo giusto i consigli che ci vengono offerti

Christian Tal Schaller è un saggista e docente svizzero poco conosciuto in Italia. E’ andato spesso contro alcuni criteri della nostra conosciuta Medicina dalla quale è stato prima condannato, poi assolto e soprattutto ha sempre lottato e si è battuto contro gli esperimenti sugli animali. Di lui, ho trovato una piccola paginetta in un bellissimo libro di Claudia Rainville dedicato alla Metamedicina che un giorno vi farò conoscere e, quella paginetta, mi ha portato a volermi istruire un po’ di più su questo personaggio del quale nessuno sa granchè. Ma perché quel suo scritto mi ha interessato così tanto? Leggete cosa dice, ve lo riporto qui. E’ semplicemente un elenco di cosine, di modi di fare, che lui afferma facciano stare bene, sia dal punto di vista fisico, della salute, sia dal punto di vista morale e spirituale:

° Fate le cose che vi danno gioia e l’impressione di usare bene la vostra vita

° Prestate ascolto a voi stessi e ai vostri bisogni

° Lasciate andare via tutte le emozioni negative che potete scoprire in voi stessi

° Coltivate nella mente immagini positive

° Datevi delle mete entusiasmanti

° Scoprite cosa volete fare davvero nella vostra vita

° Trovate dei mezzi per esprimere il vostro amore

° Amatevi e amate gli altri

° Create relazioni giocose, divertenti e piene d’amore

° Guarite tutte le relazioni traumatiche del passato soprattutto con i genitori e con le persone a voi care

° Prendete la decisione di dedicarvi al benessere e alla felicità

° Accettatevi e accettate tutto quello che avviene nella vostra vita come un’occasione per crescere e progredire

° Imparate a trarre tutto quello che potete da ogni esperienza

° Andate avanti con il senso dell’umorismo

Ecco. So che per molti di voi queste nozioni sono semplici banalità o noiosa retorica ma sono sicura che più di un punto, di questo elenco, non è mai o quasi, stato seriamente preso in considerazione o messo in pratica. Perché? Perché tanto sono tutte stupidaggini tanto per parlare, perché tanto la vita ti mette davanti altri contesti nei quali dover sopravvivere, perché adesso sono diventate solo una moda. Perché sono troppo difficili da applicare. All’inizio sicuramente si. Vedete, io questi concetti li vedo di più come armi buone invece. Chiamiamoli strumenti, è meglio. Vengono regalati a chi vuole prenderli, farli suoi ed eventualmente usarli al meglio. Sta alla persona che ora li possiede utilizzarli oppure no. Sta alla persona che ora li ha in mano provare quantomeno a usufruirne. E cosa accadrebbe se quella persona davvero volesse provare a renderli suoi compagni di vita? Potrebbe sentirsi davvero meglio? Ma figuriamoci! Ce l’avrebbero detto. O forse no. Proviamo a prendere un punto a caso. Il quarto punto.

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Coltivate nella mente immagini positive”. Sembra davvero banale. – Ovvio, già lo faccio – dirà qualcuno. Purtroppo però non è solo il nostro volere a dare imput al cervello. Viviamo in un mondo assieme ad altre persone, assieme ad altre vite in continua evoluzione e movimento per cui, nonostante noi siamo dediti a immagini dallo scopo felice, i nostri occhi, ma soprattutto la nostra corteccia cerebrale, assorbono anche tutto il resto. In una sola giornata “tipo”, noi potremmo vedere: un bimbo che piange perché non vuole andare a scuola, il nostro collega che si fa male sul lavoro, un incidente per strada, il telegiornale, assistere ad una litigata, vedere cartelloni pubblicitari che riportano alla tristezza e tutto questo, soltanto quando le cose ci sfiorano da vicino senza toccarci personalmente. Immaginiamoci se quel giorno le ambientazioni negative sono direttamente dedicate a noi. Ancora più deleterio. Capita. E quindi, avete mai provato a fare un piccolo sforzo cercando di addormentarvi con immagini serene? Il cervello, come vi ho detto, ma anche il cuore, memorizzano e, come memorizzano le cose brutte, memorizzano anche quelle belle. Oggi abbiamo mezzi come internet in grado di aiutarci ma abbiamo anche riviste speciali o piuttosto le foto divertenti che forse dovremmo mettere via da parte, in una scatoletta apposita così come abbiamo il cassetto dei medicinali. E usarle. Prima di andare a dormire, concedere a queste belle immagini almeno una mezz’oretta. Che siano virtuali o reali, non importa. Importano le sensazioni che scaturiscono in voi. Probabilmente alcuni per addormentarsi assumono gocce di tranquillanti, alcuni pregano, alcuni pensano a come arrivare a fine mese, alcuni ancora rivivono semplicemente la giornata ma pochi, sfogliano immagini divertenti e serene per almeno mezz’oretta, come un piccolo compitino. Vi siete mai messi una bella immagine piena d’amore e felicità appiccicata allo specchio del bagno in modo da vederla ogni giorno? O sopra al lavandino in cucina, donne o uomini, così da contemplarla quando lavate i piatti? Create collage in casa vostra di foto e scritte che vi regalino brio. Vedete qual’ è la differenza dal ° Coltivate nella mente immagini positive al coltivare davvero, seriamente, immagini positive? Dubito che in parecchi, prima di addormentarsi si vadano a sfogliare la cartella delle foto gioiose come incarico quotidiano. O sbaglio? Magari. Questo significa mettere in opera ciò che leggiamo di quest’elenco. Perché non basta cercare di evitare le icone terrificanti o violente, non basta cambiare canale. Bisogna fare un piccolo sforzo nell’altro senso. Soprattutto per i primi tempi, quando non si è abituati ad affrontare un simile comportamento. Sviscerate ogni punto e ragionateci sopra. Poi provate a metterlo in pratica. Sarà diverso dal semplice leggerlo e “provare a ragionare così”. E sono sicura che vi farà stare bene.

Prosit!

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I Brufoli non son semplici Brufoli!

Quante volte ci siamo alzati al mattino, siamo andati in bagno per detergerci il viso e…. ah! Un brufolo! Proprio li. Proprio li davanti. Grande, rosso, infiammato, protagonista assoluto davanti allo specchio. Sulla pelle chiara poi, spicca che è una meraviglia!

Ebbene oggi vi segnalo che quel brufolo non è li per caso. E non parlo di una semplice infiammazione interna sfociata a livello epiteliale tanto per rovinarvi la giornata. Mi riferisco al fatto che dobbiamo osservare bene in quale zona del nostro viso, l’odioso nemico, è uscito fuori. Sul mento? Sul naso? Nel bel mezzo della guancia dove, almeno per il sesso femminile, nemmeno phard o blush, che dir si voglia e fondotinta possono compiere il miracolo?

Allora, dovete sapere che, sul nostro viso, così come in altre zone del corpo, si rispecchiano tutti gli organi.

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Nell’immagine che vi ho postato, la prima, potete vedere bene cosa intendo.

Il mento rappresenta le zone dei genitali ad esempio, mentre il funzionamento del fegato, lo possiamo notare in mezzo agli occhi. Uno stomaco che non da il meglio di sè, sicuramente verrà evidenziato sugli zigomi e sulle gote invece ecco i polmoni.

E allora cosa vuol dire tutto ciò? Significa che se ci spunta una pustola nel bel mezzo della fronte, il nostro intestino tenue sta avendo qualche problemuccio? Esattamente. Ma attenzione, sapete bene che qui non si parla solo di fisicità ma anche di emozioni. Nel nostro intestino infatti trovano sede, se noi le facciamo vivere, ansia, stress, risolutezza. E quindi troppa ansia ad esempio, avrebbe sulla nostra cute, lo stesso effetto di troppo salame o troppo cioccolato. Ecco il brufolo.

Perché? Perché comunque, vuoi per una cosa, vuoi per l’altra, il nostro intestino non sta vivendo bene in quel periodo. Forse è sporco, forse attanagliato dall’angoscia, forse troppo asciutto, forse intasato, le motivazioni potrebbero essere molte. La pustolina rossa ci sta semplicemente dicendo che quell’organo è un po’ sofferente.

Ora, dermatologicamente parlando, un brufolo, chiamato così da molti ma che in realtà bisognerebbe distinguere da tante altre manifestazioni cutanee senza fare di tutta l’erba un fascio, altro non è che un processo infiammatorio che interessa sia il bulbo pilifero che la ghiandola sebacea. Può contenere pus e definirsi così pustola o essere asciutto al suo interno e chiamarsi papula. Molti brufoli, o foruncoli, formano l’acne, uno sfogo cutaneo considerato in ambiente medico una vera e propria malattia della pelle. Ma infatti, qualcuno si starà chiedendo, quando c’è la presenza di acne e tutto il viso è colpito (e non solo, possono essere intaccati anche petto e schiena), che cosa vuol dire? Vuol dire che c’è uno scompenso generale. Esso è solitamente dato da un malfunzionamento degli ormoni e infatti, alcuni tipi di acne, si manifestano durante la pubertà, altri invece, colpiscono le donne più mature o durante la menopausa.

Ma perché gli ormoni non funzionano al meglio? Perché cresciamo? Ma il nostro corpo è nato per crescere! Sia chiaro, scompensi di ogni tipo: fisiologico, genetico, biologico, ci sono. Esistono e così è. Ma gli ormoni (prodotti da ghiandole endocrine), non sono altro che “sostanze”, in modo che sia chiaro a tutti, formate dal nostro stesso corpo. Non possono volerci “far del male”! Siamo forse noi ad “inquinare” questi famosi ormoni che, a loro volta, contaminano tutto il nostro organismo? Forse si. E quindi, più il nostro corpo è sano e più saranno sani anche i nostri ormoni. E’ un procedimento ben più complesso ovviamente ma ho cercato di renderlo semplice.

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Per cui, cerchiamo di non aumentare le disfunzioni magari già esistenti e che ci portiamo dietro da un codice genetico che nessuno (se non noi, a sentire diverse filosofie) può modificare. Con una vita, il più sano e il più positivo possibile, si sa, tutto funziona meglio.

E allora adesso, oltre a nasconderlo, oltre a schiacciarlo, oltre che a maledirlo, quel brufolo, osservatelo. E cercate di capire che cosa vi sta dicendo.

Se volete approfondire l’argomento potete leggere anche questo post QUI

Prosit!

photo omeopataamilano – palermomania.it

Le vostre Zone… Erronee

Un divertente titolo per un’illuminante lezione di consapevolezza, per capire che la felicità dipende soltanto da noi stessi. Perchè essere felici non è poi una cosa così complessa. Un pò di ingredienti giusti sapranno regalarci ciò che di diritto già ci appartiene.

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Questo ci spiega Wayne W. Dyer psicologo e autore di diversi libri molto noti negli USA dov’è nato. Un libro che consiglio a tutti. 240 pagine che faranno riflettere e insegneranno parecchie cose nuove, da leggere tutte d’un fiato ma da tenere sempre con se per andare a riguardare, di tanto in tanto, la parte giusta al momento del bisogno. La felicità, fa parte di noi, risiede in noi, come tutte le altre emozioni. Sta a noi quindi farla emergere. L’inquinamento al quale siamo stati vittime sin da neonati, e non mi riferisco ovviamente all’inquinamento del Pianeta fatto di smog e sostanze tossiche, ha fatto si che questa felicità, venisse messa da parte.

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L’educazione ricevuta, la società, la nostra stessa cultura, oltre a tante gioie hanno creato in noi, il giudizio, il pregiudizio, la vergogna, la preoccupazione e diverse altre armi a doppio taglio che fanno male, in primis, a noi stessi. O almeno per tanti è così. L’autore ci vuole regalare gli strumenti giusti per abbattere queste barriere e rimparare a vivere serenamente come quando siamo usciti dal grembo materno. Immacolati. Completamente naturali e decisamente più ricchi di emozioni che di pensieri. Perchè si sa, la nostra mente è molto importante ma tende troppo a seguire ciò che riceve come imput. La mente è sicuramente un grande protagonista del nostro Essere ma è il cuore a far vibrare la nostra vita, dobbiamo solo permetterglielo.

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Una lettura che spero possa regalarvi la serenità che state cercando o possa insegnarvi a trasmetterla ad altri. Una felicità che emanerete e l’Universo semplicemente ve la rimanderà indietro come uno specchio. E’ così che funziona secondo chi studia queste filosofie. Provare per credere si dice. Un arduo compito davvero. Ma se già è arrivato nelle vostre mani, o a vostra conoscenza, questo libro interessante, siete sulla buona strada. Non vi resta che provare a fare il prossimo piccolo passettino. Leggerlo.

Prosit!

I Frugamai

Il termine “Frugamai” deriva dalla mia terra, la Liguria, e si usa per indicare un particolare tipo di pasta, fatta a mano ovviamente, che si può creare in modo semplice e veloce. La particolarità di questo cibo però sta nel fatto che risulta essere molto sostanzioso soprattutto per i bambini che devono crescere, per le persone che soffrono di inappetenza e nei cambi di stagione dove sovente si perde l’appetito. WP_20150119_001

Preparare i Frugamai, che letteralmente significa “fregare le mani” è semplice, infatti, si consiglia di farli al momento. In una terrina, metteremo della farina, la quantità che basta, a seconda di quanta pasta vogliamo ottenere. Potete senza problemi regolarvi al momento e aggiungete appena un pizzico di sale. Io consiglio sempre un mix di farina bianca e integrale, meglio se biologica, in quanto meno raffinata delle altre. Versiamo un filo d’olio, del buon olio extra vergine d’oliva sulla farina e iniziamo a impastare. La maggior parte della farina che rimane asciutta e pulita, rimarrà nella ciotola mentre, quella che si sporca di olio, rimarrà attaccata alle nostre mani. Inizieremo quindi a strofinarle tra di loro e, a quel punto, si formeranno dei grumi, degli straccetti, delle palline, di forme diverse che faremo ricadere assieme al resto del composto. Con un setaccio, o anche un colino, li divideremo poi da tutto il resto.

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Versiamo dell’altro olio nella farina rimasta e ripetiamo la stessa azione. Andremo avanti così finchè non avremo ottenuto la quantità di pasta gradita. Nel mentre, l’acqua che avevamo messo a bollire, prima d’iniziare questo lavoro, avrà raggiunto la giusta temperatura e, a quel punto, dopo averla salata, potremo versare i pezzettini di pasta ottenuti. Nel breve tempo di 1/2 minuti, essi saranno cotti e saranno da scolare magari con una schiumarola come si fa per gli gnocchi. Eccoli pronti da servire in bianco o al sugo, come si vuole. Io però li preferisco in brodo per cui li tratterete come la pasta della minestrina tenendo conto che non dovranno però cuocere molto. Divertenti da fare e buoni da mangiare. Per una ricetta nuova, salutare e genuina.

Prosit!

I giorni giusti per depurarsi

Buongiorno amici, oggi vorrei consigliarvi delle date importanti da tenere bene a mente. Sono dei periodi e indicano i giorni in cui Gaia, il pianeta Terra, si depura. Ebbene si, anche lei, ogni tanto si “autocura” per cercare di stare al meglio. Un po’ come dovremmo fare anche noi e come fanno molti animali anzi, quasi tutti. Ebbene, questi periodi, questi cicli che la Terra compie durante l’anno, corrispondono più o meno al nostro calendario in questi giorni:terra

Dal 17 Gennaio Al 5 Febbraio

Dal 17 Aprile Al 5 Maggio

Dal 20 Luglio Al 7 Agosto

Dal 20 Ottobre Al 7 Novembre

Per cui, se desiderate iniziare un regime alimentare più sano, se desiderate prendervi più cura di voi stessi, in questi giorni, tutto riuscirà al meglio perché, la Terra stessa, vi aiuterà. Siete i suoi figli, non dimenticatelo! Non mi resta che augurarvi un buon proseguimento quindi.

Prosit!

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Guardare le Allergie e le Intolleranze da un altro punto di vista

Le allergie e le intolleranze alimentari e no, se guardate da un punto di vista prettamente psicosomatico, fanno capire come possono essere reazioni del tutto naturali per il nostro organismo nei confronti di qualcosa che appunto non si tollera o che infastidisce. Sto parlando di una qualsiasi cosa o situazione che a livello morale e sociale accettiamo mal volentieri. Molto spesso, ma non è assoluto, le persone che soffrono di allergie hanno anche difficoltà a digerire bene. Da qui, la famosa metafora che ci insegna come, un avvenimento “mal digerito”, rechi fastidio e disagio. Si rivelano però poi fisicamente, così fastidiose e sovente anche pericolose, da doverci far assumere farmaci o ricorrere a diete ferree o ancora, proibizioni di ogni tipo come il non poter stare a contatto con animali, con determinate piante, con il mondo in generale ricco di polvere e acari che dovrebbero invece convivere con noi quotidianamente. Il nostro corpo, nasce con tutte le capacità atte a poter convivere con questi esserini microscopici. Alcune cose non si accettano se i nostri anticorpi non le riconoscono. A volte infatti basta gradualmente avvicinare quello che viene considerato agente patogeno che, ben presto, può diventare amico invece dei nostri difensori. E’ successo. Ha funzionato. allergies+coverA volte invece basterebbe accettare di più quelle cose della vita che si bloccano lì, sullo stomaco, come un peso e non vanno ne su e ne giù. Meglio ancora sarebbe evitarle. Siamo obbligati quotidianamente a circostanze che in realtà detestiamo, ma dobbiamo viverle per educazione ad esempio, o per la cultura di cui facciamo parte o per la società che ci circonda. Perché spesso sono proprio i bambini i più soggetti a tali fastidi? Perché sono esseri senza filtri. No, non intendo che non hanno sufficienti protezioni anche se è reale il fatto che ci vuole qualche anno prima di formare tutti gli anticorpi adatti. Ma parlo del fatto che i bambini vivono e vorrebbero vivere in modo naturale, viscerale, come l’istinto crede. Senza inquinamenti dall’alto, senza ipocrisia (perdonatemi il termine ma spesso è così), senza troppi orpelli. C’è il bambino che non vuole salutare o baciare chiunque s’incontri. C’è il bambino che non vorrebbe dover mangiare a quella determinata ora. C’è il bambino che ha dei timori, delle paure al quale non gli va di affrontare determinate situazioni. Ma dobbiamo obbligarlo. Per forza. Come farà altrimenti a mangiare durante la mensa scolastica?. Si mangia a mezzogiorno. Tutti insieme. Non quando vuole lui. E un domani, a seconda del lavoro che farà, avrà un’ora disponibile per la mensa, scelta da chi per lui. Non ne avrà altre. E’ bene quindi abituarlo già da piccolo. Non possiamo fare diversamente. Cerchiamo però qualche volta, dove possiamo, di evitargli e di evitare anche a noi stessi, adulti, situazioni che fan stare meglio gli altri ma peggio noi. Rischiate di essere definiti magari più maleducati ogni tanto, più scontrosi, ma starete meglio. Sarete più sani. Non fate del giudizio della gente la vostra guida. La vostra regola di vita. Non indossate un bell’abito scomodo solo per fare bella figura. Solo per non farvi sparlare dietro durante quel dato evento. Ne riporterete le conseguenze e imparate anche ad equilibrare la vostra igiene. Il nostro corpo è composto da difese naturali in grado di combattere alcuni germi e alcune sostanze tossiche. Questo esercito di batteri buoni, definiamoli così, che ci aiutano nel nostro quotidiano, devono battagliare e alimentarsi di questi agenti nocivi per essere sempre più forti. E’ il loro scopo.allergia-al-braccio-di-un-bambino Non uccidiamo, con prodotti chimici, le nostre barriere. Detergersi, pulirsi, avere cura del nostro corpo è importantissimo. Ma l’esagerazione è sempre un male. Questo articolo è solo un piccolo accenno su questi fastidi che ogni giorno ci portiamo appresso e sicuramente ne svilupperò altri ma per aprirvi il mondo delle allergie e delle intolleranze presumo basti. Fate caso anche al fatto che la maggior parte di esse si manifesta tramite starnuti o problemi di pelle. Lo starnuto sempre ad eliminare infatti “ciò che ci infastidisce”, la pelle invece è corrispondente ai reni e ai polmoni come già vi ho spiegato che, a loro volta, sono le sedi rispettivamente della aura e della tristezza. Un qualcosa non ben accetto infatti, rende triste e alcune cose che siamo obbligati a fare, possono spaventarci. Per cui, potete notare come tutto è annesso. Lasciatevi andare, rilassatevi e cercate di comportarvi di più, ove è possibile, come vorreste voi, il vostro istinto, non come vorrebbero gli altri. Non soffocate le vostre intenzioni. E come sempre aggiungo, altrimenti potrebbero farmi chiudere il blog, non sottovalutate le vostre allergie. A parte gli scherzi, alcune sono davvero pericolose e vanno trattate con le giuste cure. Quello che voglio suggerirvi è semplicemente di aggiungere anche questi consigli ai vari medicinali.

Prosit!

photo: salute.pourfemme.com – tantasalute.com

Tanti Principi Attivi tutti per voi!

Eccovi una breve (perché in realtà ce ne sono moltissimi altri) ricerca fatta da me, sui Principi Attivi, utili e naturali per il vostro benessere.

Un prontuario da tenere sempre a portata di mano nel quale, il mondo vegetale specialmente, ma anche quello minerale, ci vengono in aiuto.

Alcuni di essi hanno diverse azioni benefiche.

Ma cosa sono i Principi Attivi? Sono sostanze in grado di attivarsi determinando la terapia (aiuto) di cui abbiamo bisogno. Esistono quelli chimici costruiti in laboratorio e quelli naturali dati da animali, minerali e vegetali. Estratti formati da molecole che agiscono. Capaci di rifornire quello che pian piano, durante la vita, viene a mancarci.

Buona lettura quindi e….. Prosit!

P.A. PURIFICANTI E TONIFICANTI: Cappero, Brugo, Macadamia, Timo, Propoli, Limone, Cedro, Canfora, Eucalipto, Lavanda, Menta, Niaouli, Maggiorana, Pino Silvestre, Rosmarino, Sandalo, Santoreggia, Ylang Ylang, Salvia, Viola, Bardana, Elicriso, Sali di Silicio, Pkea Robusta, Chrisantellum Indicum, Liquirizia, Vitamica C, Origano.WP_20140521_002

P.A. ASTRINGENTI: Alchemilla, Cipresso, Rosa Centifoglia, Fango Marino di Tethys, Hamamelis Virginiana, Pomodoro, Crypto Marino, Arancio, Acido Citrico, Menta, Bardana, Canfora, Pino Silvestre, Eucalipto, Caolino, Escina, Propoli, Rosmarino, Licheni, Betulla, Sambuco, Cannella, Mela Cotogna, Viola del Pensiero, Argilla Bianca, Ginseng.

P.A. IPOLITICI: Ananas, Alghe, The Verde, Odontella Aurita, Ippocastano, Edera, Caffeina, Ginseng, Sali di Rutina, Grano Saraceno, Alga Fucus, Quercia Marina, Centella Asiatica, Tarassaco, Pilosella, Origano.WP_20140831_002

P.A. PER LA LUCENTEZZA DEL VISO: Squalene, Fango Marino di Tethys, Mandorla, Lino, Altea, Microsfere di Madreperla, Melone, Estratto di Rosa, Salvia, Arancia, Ippocastano, Pomodoro, Lievito di Birra, Farina di Castagna, Albicocca, Carota, Albume d’Uovo, Camomilla, Luppolo, Caolino, Escina, Finocchio.

P.A. SEBONORMALIZZANTI: Nocciolo, Ginepro, Melissa, Lattuga, Odontella Aurita, Zinco, Bardana, Salvia, Genziana, Albicocca.WP_20141011_001

P.A. ESFOLIANTI: Salice, Phytoplancton Marino, Papaina, Polvere di nocciolo di Albicocca, Sale del Mar Morto, Polvere di quarzo, Legumi essicati polverizzati, Pomice, Polvere di Alga Lithothamnium, Caolino, Argilla, Semi di Lino.

P.A. VASOPROTETTORI E ATTIVATORI DELLA MICROCIRCOLAZIONE: Mirtilli, Centella Asiatica, Vinacciolo, Lampone, Ribes, Melograno, Ciliegia, Palmaria Palmata, Chrisantellum Indicum, Acero Rosso, Vitamina PP, Ginko Biloba, Lescina.WP_20150309_001

P.A. VASODILATATORI E RUBEFACENTI: Peperoncino, Caffè, Cacao, Teina, Capsico, Origano, Rosmarino, Cannella, Aglio, Silique, Cappero, Nasturzio, Cardamomo, Rafano, Senape, Colza, Rucola, Brassica, Borsa del Pastore, Alisso, Mirto, Noce Indiana, Scalogno, Coriandolo, Fieno Greco.

P.A. VASOCOSTRITTORI: Maggiorana, Hamamelis, Cipresso, Menta, Canfora, Eucalipto, Timo, Niaouli, Concentrato di Corallina, Basilico, Citronella.

P.A. DRENANTI: Centella Asiatica, Edera, Ortica, Spinacio, Alga Laminaria, Ippocastano, Ananas, The Verde, Jasmine, Rosmarino, Pungitopo, Elicriso, Guaranà, Alga Fucus, Pilosella, Tarassaco, Trifoglio, Betulla, Frassino, Ruscus, Asparago, Peduncolo di Ciliegia, Equiseto, Gramigna, Barba di Mais, Finocchio, Anice, Bosso, Ligustro, Corbezzolo.

P:A. CALMANTI – DECONGESTIONANTI – LENITIVI E ANTINFIAMMATORI: Azulene, Camomilla, Arnica, Calendula, Hamamelis, Malva, Melissa, Passiflora, Tiglio, Olio di Germe di Grano, Olio di Mandorle Dolci, Pkea Robusta, Verbena, Stella Alpina, Ylang Ylang, Camelia, Orchidea, Aloe, Viola, Calmaris Naturalis, Mimosa, Salvia, Ginepro, Avena, Mela Cotogna, Biancospino, Zenzero, Sesamo, Melaleuca, Patchouli.

P.A. IDRATANTI: Aloe, Mandorle, Macadamia, Acido Jaluronico, Germogli di Riso, Bucaneve, Germe di Grano, Cocomero, Glicerina, Clorella Vulgaris, Fiordaliso, Albicocco, Luppolo, Argan, Lievito di Birra, Miele, Jania Rubens, Burro di Karitè, Corallina, Cetriolo, Avocado, Girasole, Vitamina E, Vitamina C, Vitamina B, Vitamina A, Vitamina F, Lattuga, Urea, Acido Mandelico.

P.A. ANTIRUGHE: Rosa, Jojoba, Peonia, Acido Jaluronico, Lecitina di Soia, Collagene, Uovo, Fitostimuline, Carotene, Avocado, Aloe, Olio d’Oliva, Iperico, Castagna, Alga Spirulina, Burro di Karitè, Arancio, Estratto di Mesophyllum, Gingseng, Coenzima Q10, Genisteina, Patchouli, Acmella Oleracea, Rosa Mosqueta, Mela, Melograno.

P.A. RINFRESCANTI E RIMINERALIZZANTI: Oligoelementi Marini, Guaranà, Fieno Greco, Jojoba, Menta, Rosa Canina, Ginseng, Arancia, Limone, Bergamotto, Propoli, Artemisia Vulgaris, Santoreggia, Bambù.

Semplicemente come io la penso

“Mi hanno insegnato a pregare sperando in una grazia, ad essere buona per non andare all’inferno, ad essere sempre educata perchè “chi più ce n’ha ce ne metta”, che il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi, che se prendi 4 a scuola vuol dire che non hai studiato e -guarda invece la tua compagna di banco com’è brava-, che non dovevo correre sempre perchè le femmine devono essere composte, che dovevo rispettare sempre e comunque una marea di gente dagli anziani ai neonati e tutto il vicinato, anche se mi avessero preso a bastonate perchè gli altri avevano sempre ragione, che il lavoro nobilita e la vita è fatta di sacrifici, che dovevo avere sempre una camicia da notte nuova nell’armadio nel caso mi fossi ammalata e avessi dovuto andare all’ospedale, che siamo tutti vittime del destino e quando meno te lo aspetti può capitarti la qualunque senza che tu possa farci niente.

E io ci ho creduto”.

Questo post l’ho condiviso dal blog L’universo nel mio silenzio e capendo perfettamente cosa intende l’autrice ho deciso di riproporlo e spiegarlo. Bhè, sicuramente anche voi avrete già capito, ma forse non tutti sanno che cosa invece sarebbe meglio fare, almeno a mio parere, anziché rimanere attanagliati a ciò che appunto ci hanno insegnato. Premetto subito che quando si parla di educazione e quindi per la maggior parte, di genitori, non si parla di “persone che hanno sbagliato a dirci o a farci determinate cose”. Essi sono stati prima di noi, delle vittime (perché questo è secondo me il termine adatto in questo discorso) che hanno semplicemente cercato di farci vivere nella miglior maniera possibile. Ma è possibile vivere benissimo anche esattamente al contrario di questi insegnamenti? Ebbene, io credo di si. Partendo dal presupposto che quello che l’autrice scrive è tutto vero per la maggioranza delle persone, e tutti noi ne siamo testimoni, proviamo a stravolgere il tutto e vediamo cosa succede. Iniziamo con il suddividere queste frasi:

  • Mi hanno insegnato a pregare sperando in una grazia.

Ecco. Questo primo metodo nel quale, come prima cosa, ci stanno dicendo – Prega, chiedi pure, ma guarda che non è detto che avvenga -. Gente che passa ore e ore a pregare per una grazia e non la riceve, mentre invece il suo vicino di casa si, lui si, lui l’ha ricevuta. Qui ci sono delle discriminazioni belle e buone! Forse lui è stato più umile di me? Ha fatto più sacrifici? Ha pregato di più? E allora sgraniamo rosari, stiamo ore senza mangiare, evitiamo quel determinato alimento, sacrifichiamo i nostri e non simili, e chi più ne ha più ne metta. Diventiamo pazzi nel cercar di far esaudire il nostro desiderio perché attenzione… è solo un desiderio. Non è una pretesa. Non è una cosa ovvia. E qui casca l’asino. Povero asino. E perché non può essere una pretesa? Io non ho forse il diritto di pretendere un qualcosa di mio, che mi apparterrebbe, che non può nuocere a nessuno? Ma allora scusate, e la nostra infinita potenza di cui vi parlavo giorni fa? La possibilità che noi avremmo di poter ottenere ogni cosa ma inquinati fin dalla nascita da questi pensieri non l’avremmo mai? Vi sembra impossibile quello che dico, lo so. Eppure ci sono casi che confermano ciò che sto dicendo, quelli che ci hanno insegnato a definire “sogni che si realizzano”. Che solo alcuni sono in grado di realizzare. E se invece, anziché chiedere, non chiedessimo nulla e pensassimo semplicemente che così è e così dev’essere? E se invece che desiderare e sperare non dessimo quella cosa semplicemente come certa e poi magari ai nostri Dei, per chi ha piacere di averne, raccontassimo semplicemente cosa ci piacerebbe fare una volta che questa cosa certa si è concretizzata? Deve solo concretizzarsi attraverso forse un milione di passaggi ma c’è già. Sta arrivando. E’ nostra, ci appartiene. E’ nostra perché noi l’abbiam voluta. La grandezza che è in noi l’ha voluta, non un Dio o chi per lui. Un Dio non può far altro che accompagnarci in questa avventura e godere della nostra felicità perché questa è l’unica cosa che un buon Dio, chiunque esso sia, vuole. E’ per questo che non dico a mio figlio “chiedilo a Gesù”. Posso dirgli “raccontalo a Gesù” ma chiedilo a te stesso e l’otterrai. E’ un discorso lunghissimo lo so, ma non posso scrivere un libro oggi, posso solo dirvi che questo meccanismo ha un nome, si chiama “legge dell’attrazione”. A vostro gradimento, ci ritorneremo. Passiamo all’altra frase:

  • Ad essere buona per non andare all’inferno .

Bhè, su questo immagino ci sia davvero ben poco da dire. Si, è così. Se non si è buoni si finisce all’inferno. Un inferno personale che ti aggredisce le viscere dal quale difficilmente potrai liberarti. Il più perfido inferno che esista. Questo è l’inferno. Una coltre di tristezza e infelicità che ti avvolge, ti soffoca, ti uccide giorno dopo giorno. Ti spegne. Questo è l’inferno delle persone “cattive”. Che la mia stessa vita, le mie stesse scelte mi diano sempre la sana forza di stare lontana da certe tentazioni. Mai far del male agli altri, mancar loro di rispetto, approfittarsi del prossimo. Invidia, egoismo, opportunismo, superbia, tutte emozioni che affossano in un baratro buio e profondo. Nessun diavolo ad aspettarci, nessun fuoco, nessun urlo solo ed esclusivamente il vuoto, la solitudine, la disperazione più totale. Questo è l’inferno. Ma mica ce l’hanno detto. Ci spiegavano semplicemente che in punto di morte avremmo dovuto chiedere perdono e tac! Se non ricordo male si poteva finire in purgatorio per essere purificati. E’ questo il punto. L’inferno di cui parlo io non arriva dopo la morte. Arriva molto prima. E’ peggio ancora. Ci devi convivere insieme. E li soffrirai come non mai. L’intenzione però c’era. Bisogna comportarsi bene nella vita.

  • Ad essere sempre educata perché “chi più ce n’ha più ce ne metta” .

Eh… e questa ce la siamo sentiti dire in tanti non ne dubito. La sopportazione. Ecco il vero scopo dell’essere umano. Anche se quella cosa da fastidio bisogna sopportare. Per che cosa? Ah! Si! Per il famoso “quieto vivere”, ve lo ricordate anche voi. Aaah! Il quieto vivere. Io e lui alla fine siamo diventati amici. Eravamo spesso in disaccordo. Non sopportavo il suo vivere opprimente sulle mie spalle giorno e notte, notte e giorno. Per colpa sua, io dovevo farmi andar bene qualsiasi cosa. Altrimenti era come se il signorino se ne andasse offeso da qualche parte e non tornasse più. Se, se ne fosse andato lui, saremmo all’improvviso stati sommersi da uno tzunami di catastrofi come litigate, risse, urla, botte e avremmo vissuto nel bailamme più totale per tutta la vita. No, no, caro “quieto vivere” rimani qua. Farò qualsiasi cosa perché tu rimanga qua. Figlio del gioco dei potenti. Quello che –attento a come parli altrimenti ti buco una gomma– o peggio ancora. Quello della paura. Non abbiate paura. Siate più forti. Non dovete permettere a nessuno di offendervi. Rispondete a tono, urlate, mandate a quel paese. Sapete dove stà il segreto? L’unico grande segreto che non ci hanno detto? Nell’amore. Amate il vostro avversario con tutto il vostro cuore. Si. Mentre lo state insultando perché vi ha veramente rotto, dopo tutto ‘sto tempo, amatelo. Ma non è l’amore che v’insegna il parroco. E’ l’amore che vi fa vincere. L’amore che non vi fa trovare la vostra gomma bucata perché più forte di qualsiasi altra cosa sulla faccia della terra e dell’immensità. E’ davvero la forza che smuove il mondo e il mondo potete farlo smuovere/muovere, come volete voi. Non è per nulla semplice e sembrerà ridicolo ma provateci. Un consiglio: iniziate con un avversario di basso calibro. Quello che ad esempio vi scrolla la tovaglia sopra la testa. Di basso calibro nel senso che vi sta mancando di rispetto ma fondamentalmente non fa nulla di eccessivamente grave. Ossia, sarete d’accordo con me che ci sono cose molto più terribili. Vogliategli bene. Aiutatelo. Sorridetegli. Amatelo realmente con il vostro stomaco. Dopo ovviamente avergli detto quello che si merita. Tutto cambierà. La magia. Così la chiamano.

  • Che il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi .

Oh! Bene. Questa mi piace. Mi piace perché se voi sentiste la mia risata vi mettereste le mani nei capelli. Ebbene è con mia grande soddisfazione che gli studi che ho fatto mi hanno portato a comprendere che una risata, quando è veritiera, sana e spontanea è sempre sguaiata. Davvero! Porca miseria non mi ricordo più su quale libro avevo letto questa cosa, devo andare a spulciare la mia libreria. Ma è così! Uno sbadiglio è forse fine? E uno starnuto? E un rutto? Siamo noi che li trasformiamo, ovviamente dal momento che condividiamo le nostre giornate con altri, in esplicazioni più fini e gentili. Ma sono spontanee e, in natura fini non lo sono per niente. Pensiamo agli animali. Mica si fan tanti problemi loro. La risata, quella di pancia, è la stessa cosa. Anzi, vi suggerisco, diffidate da chi ha sempre una risata controllata e da Galateo. E mi dispiace per quelli che non si lasciano mai andare. E poi, cosa vuol dire “riso che abbonda”. Ma santi numi, dovremmo ridere da quando apriamo gli occhi al mattino a quando li chiudiamo alla sera! Tutto il giorno! E anche la notte! Perché saranno i nostri sogni a farci ridere! Il riso allunga la vita, allontana le malattie! Insomma ormai lo avrete letto anche voi da qualche parte. Fortunatamente questa cosa sta diventando famosa negli ultimi anni! Anzi, non fortunatamente, forse se ne sentiva così tanto il bisogno che hanno deciso di dargli il via a ‘sto benedetto riso! Per cui, ridete! Ridete! Ridete!

  • che se prendi 4 a scuola vuol dire che non hai studiato e “guarda invece la tua compagna di banco com’è brava”.

Bhè, io sinceramente, detto tra noi, tutti questi 4 a scuola vorrei proprio studiarli un pò. Si, si è vero, lo so, ci sono i nullafacenti, gli svogliati, quelli che fanno ben altro anziché studiare ma ne vogliamo parlare? Come mai ci sono questi bambini o ragazzi qua? La società ci ha insegnato a identificarli in due modi o asini (povero asino ancora!) o fannulloni. Oh! E basta. Non ti piace studiare? Sei una cacca. Non parliamo poi se rimani bocciato!!! Ho conosciuto madri che per la vergogna non sono uscite di casa per due anni mentre le madri dei primi della classe, quelle si che erano veramente felici. Mmmh… Ecchisenefrega se quel bambino è contento, ha la gioia dipinta sul viso, ha voglia di correre e di saltare! Hai preso 4? In castigo! Prima il dovere e poi il piacere. Perché sennò da grandi diventano dei debosciati. Regole e disciplina. Ho visto con i miei occhi in Africa, bambini felicissimi di andare in una scuola senza voti e felicissimi di poter giocare dopo. E non venitemi a dire che in Africa i bambini non fanno il loro dovere! Eccoli qua, i nostri primi piccoli scarti della società. Quelli che a 6-7 anni capita che la maestra, ahimè, dice ai genitori – E’ intelligente ma non si applica. Non ha voglia di fare niente. E’ sempre con la testa tra le nuvole -. Brutto bambino cattivo. A quell’età ancora con la testa tra le nuvole! E intanto gli altri, i piccoli soldatini, invece vanno avanti. Quelli che realmente amano o lo studio o vogliono solo vedere un sorriso sul viso della loro mamma, vanno avanti e gli altri, rimangono sempre con la testa fuori dalla finestra. E dopo 5 anni, sono ancora lì, su quel davanzale, tra quelle 4 mura e quelle 100 regole. Seduti per 8 ore. In silenzio per 8 ore. Ad ascoltare per 8 ore. Quelli che quando arrivano a casa non si sentono dire – Com’è andata a scuola oggi?- bensì – sei felice?-. Per non parlare della famosissima vicina di banco. Quella che invece lei si che è furba, brava, intelligente, persino bella diventa, perché prende sempre 10. Guardala lì. Struggiamoci già da bimbi, mentre la nostra bocca sta lottando per cambiare tutti i denti che abbiamo, nella disperazione del non essere come lei. Eh no. Io non diventerò mai un grande avvocato, un grande medico, un grande commercialista. D’ora in poi cari bimbi quando vi chiedono – Cosa ti piacerebbe diventare da grande?- rispondete così – Mi piacerebbe diventare felice-. Senza 8, senza 4, senza 10.

  • che non dovevo correre sempre perchè le femmine devono essere composte.

Oppure – Non correre che sudi!- (o peggio ancora –che ti sporchi-). Allora, io queste non me le sono mai sentita dire, nessuna delle due. Sfido mia madre a fermarmi quando mi arrampicavo sugli alberi ad esempio o correvo come una pazza. Però si, mi è capitato di sentirle dire ad altri miei compagni e ancora oggi mi capita di sentirle dire agli amici dei miei figli. E qui si litiga. Qui so già che si entrerà in polemica. Questa è un po’ come quella frase che dice così: “Un bambino, per rimanere sano, dovrebbe mangiare ogni giorno 1kg di terra”. Qualche madre vorrebbe già uccidermi. L’igiene prima di tutto. Si, quel bimbo, se suda, poi si ammala. Per cui, caro bimbo, rimani fermo a guardare gli altri tuoi compagni che corrono e si divertono. Ebbene ad alcuni parrà strano ma il sudare è un atto fisiologico del nostro organismo che avviene prevalentemente per eliminare le tossine in eccesso e in seguito, per regolare la temperatura corporea. Si suda quando ad esempio ci si surriscalda. Per raffreddare il corpo, le ghiandole sudoripare si mettono in funzione. E’ tutto calcolato. Si espelle quindi una gran quantità di liquidi che dovremmo rimettere all’interno del nostro organismo con nuove fonti idratanti e pulite. Ossia, non bisogna tenersi i vecchi liquidi ma sostituirli con dei nuovi. Altrimenti non si farebbe nemmeno la pipì. Per cui il problema non è sudare. Il problema è non bere oppure non mangiare alimenti idratanti. Se suda prende freddo. No, non è vero. Prende freddo se non viene coperto e si permette che il liquido sul suo corpo si raffredda. Allorchè le ghiandole cercheranno a quel punto di riscaldare, senza riuscirci perché è troppo per loro, ed ecco prendere i malanni. Aiutiamole con un golfino. Asciughiamo il bimbo. Portiamoci in borsa un asciugamano. – Ma come faccio, devo correre a far la spesa -. Per cui evitiamo a un giovane di giocare perché si deve andare a far la spesa. Finisco dicendo che, potete credermi, tutti i bimbi più malaticci che ho visto nella mia vita, erano proprio quelli che meno potevano correre, meno potevano sporcarsi, meno potevano sudare. Ora ditemi, avete mai sentito di un figlio di nomadi con la febbre?

  • che dovevo rispettare sempre e comunque una marea di gente dagli anziani ai neonati e tutto il vicinato, anche se mi avessero preso a bastonate perchè gli altri avevano sempre ragione .

Bhè, le bastonate mi sembrano eccessive, ma il senso l’ho capito. E gli anziani perché sono anziani, e i piccoli perché son piccoli, e le donne perché son donne, e l’uomo perché è uomo, insomma, ma a me, chi mi rispetta? E questo è un po’ il discorso che ho fatto prima sul “chi più ce n’ha, più ne metta” quindi andrei oltre.

  • che il lavoro nobilita e la vita è fatta di sacrifici.

Oh! E di qui non si scappa. Ricordate che siete nati per soffrire. Punto. Per lavorare. Per morire per due lire. Siete nati peccatori e partorirete con grande dolore. E se non avete avuto la fortuna di nascere in una famiglia berlusconiana dovete sacrificare tutta la vostra esistenza. I potenti ci sono riusciti e i nostri poveri mamma e papà ci hanno semplicemente insegnato ciò che è toccato a loro fare. E io son l’unica idiota che sta qui a pensare che no, non è così, non deve essere così. Mica possiamo dire che questa vita ce la siamo voluta noi? E ma altrimenti come facciamo a sfamare i nostri figli con uno Stato che ci mangia tutto? Ok. Ma a nobilitare una vita forse è qualcos’altro. E se invece tutti inseguissero i loro sogni? Cosa accadrebbe? Che non si mangia più. Ne siete sicuri? Le mie sono solo utopie. Questo non vuol dire non lavorare. Vorrebbe semplicemente dire farlo in modo diverso. Pensate davvero che sono loro, quelli che oggi si chiamano “i potenti”, ad avere il coltello dalla parte del manico? Certo. Finchè tutti ce lo lasciano per la paura. Immaginiamo per un attimo di togliere tutti i nostri soldi dalle banche ad esempio, così per giocare un po’ con l’immaginazione. Tutti. Ognuno di noi. Cavoli…. Che macello! E poi bhè… poi finchè c’è gente che i “sacrifici” li fa, compresi di mutuo, per comprarsi l’ultimo telefonino uscito, certo, non si va proprio da nessuna parte. Ma c’è gente che si sacrifica anche per un pezzo di pane e non per un cellulare. Ma chi ha voluto tutto questo? Sinceramente, ragioniamoci un po’ su.

  • che dovevo avere sempre una camicia da notte nuova nell’armadio nel caso mi fossi ammalata e avessi dovuto andare all’ospedale.

Antica usanza che si protrae dai secoli dei secoli. Perché prima o poi ti serve. Prima o poi in ‘sto cavolo di ospedale ci devi andare e non c’è santo che tenga. E la camicia da notte dev’essere nuova di pacca mica già usata, scherziamo? C’è gente che ha più calzini bianchi nuovi nel cassetto che desideri. Sarà giusto? Sarà giusto aprire ogni giorno l’armadio e vedere quella borsa li, nell’oscurità, che aspetta solo arrivi il suo momento? Sarà giusto notare quella valigia che in modo subliminale ci dice : – un giorno o l’a’tro dovrai usarmi, perché un giorno o l’altro tu starai male -. Ma che roba! E se starò male vorrà dire che la prima cosa che trovo mi metto e chiamo il 118. Oh bella lì! E se non avrò la tutina nuova e firmata farà lo stesso tanto, in quel momento m’interesserà soltanto che mi facciano stare meglio. In un ospedale non hanno certo solo me da dover guardare e se anche dovessero mai trovar da dire alla mia camicia da notte, bhè, dopo cinque minuti – avanti un altro! -. Non sono Brigitte Bardot, non rimarrò certo nelle loro memorie. E quando apro l’armadio voglio trovarci dentro un cartello che io ho appeso e sul quale ho scritto “Perché tu vali!”. Ecco, questo no, questo non me l’hanno mai detto di prepararlo e tenerlo lì.

  • che siamo tutti vittime del destino e quando meno te lo aspetti può capitarti la qualunque senza che tu possa farci niente.

Su questo penso di aver già dato ampio spazio prima e sul mio articolo riguardante la fortuna, quindi sorvolerei. Userei queste ultime righe di oggi per dirvi che si, lo so bene, molte cose sono probabilmente davvero assurde e fanno sicuramente parte di un mio personale pensiero che ho tradotto qui “ad alta voce”, ma se tutto questo, o anche solo in parte, può servire a toglierci da tante cavolate opprimenti con le quali siamo cresciuti bhè, le riscriverei altre mille volte. Perché in realtà, siamo nati liberi. E sfido chiunque a dire il contrario. E questo non ce l’ha mai detto nessuno.

Prosit!