Sei Asmatico o… troppo Amato?

Ebbene si, secondo alcune filosofie, il senso di soffocamento che si prova avendo l’asma è da correlare al soffocamento del troppo amore che un’altra persona riversa su di noi. Nessuna colpa, nessun messaggio negativo e nessun giudizio, ma soltanto una semplice riflessione.

Vedete, nel momento in cui io amo “troppo” una persona, soprattutto un figlio (non per niente sono molti i bambini piccoli asmatici) automaticamente e inconsciamente, senza rendermene conto, lo rendo responsabile del farmi felice. Il senso è “non devi rendermi triste perché lo vedi che ti amo da morire!”. Questo è il messaggio che viene recepito.

In questo caso si parla di un amore particolare. Di un amore che sfocia anche in bisogno sempre senza nessuna colpa.

Vi voglio raccontare la storia di C.

C. è una grande mamma, ha quattro figli, uno più bello dell’altro, e fortunatamente tutti e quattro sani. Solo il secondo ha dato un po’ di problemini, e ha fatto preoccupare i parenti, proprio a causa di attacchi d’asma già da quando era molto piccolo.

C. ha avuto il primo figlio in giovane età e, questo figlio, quando nacque, nonostante si dica che i bambini appena nati sono tutti belli, di bello aveva ben poco ad essere onesti. Il viso magrissimo, lungo e storto a causa della giovane ostetrica inesperta, un eczema rosso sulla parte destra del viso e un’espressione da tapino lo rendevano ben poco piacevole alla vista e C. si accorgeva bene che la gente, quando lo guardava, non provava una sincera ammirazione.

Ci tengo a dire che oggi, questo bimbo, che ha dodici anni, è stupendo e perfetto.

Le impercettibili espressioni delle persone rattristavano C. che potè però prendersi una grande rivincita grazie al secondogenito. Quando nacque, lui, era meraviglioso. Sembrava un bambolotto, poteva essere chiamato da Anne Geddes per qualche sua immagine pubblicitaria da tanto che era bello. C., fiera e soddisfatta di quella sua creatura, che ora suscitava invidia nelle altre mamme anziché tenerezza, iniziò già da quei primi momenti, a riversare un amore esagerato, rappresentato da baci multipli, su quel bambino, gongolando sul fatto che, quella rara bellezza, era il suo bambino. Se tutti avessero voluto sbaciucchiare quelle morbide e paffute guanciotte, ebbene, rimarcava con i suoi gesti che soltanto lei poteva farlo perché, dopo quelle che aveva ritenuto “offese” nei confronti del primo figlio, ora si stava riscattando alla grande.

Una notte, il bellissimo piccolo, a causa di un raffreddore molto forte, iniziò a respirare poco bene intasato completamente dal muco. C. si spaventò perché anche se lo prendeva in braccio e lo faceva stare ritto, il piccino, non riusciva a respirare. Aveva preso una bella bronchite. La Guardia Medica e il ricovero, fortunatamente breve, di quel bambino, fecero preoccupare molto C. che affrontava la situazione riversando su suo figlio tutto l’amore che aveva. Se lui non riusciva a respirare lei respirava al posto suo, se lui faticava a stare bene, lei lo ricopriva di coccole e carezze. E’ ovvio che una madre si comporti così, l’avrei fatto anch’io. Vedere il proprio figlio soffrire è devastante per un genitore e, non potendo fare altro, lo si ama, se è possibile, più di prima.

Dopo quella avventura, naturalmente a C. rimase la preoccupazione nei confronti dell’apparato respiratorio del suo secondogenito che i medici dichiararono “delicato” da quel punto di vista, perciò, se il bambino, correva, sudava o aveva un rantolo, le attenzioni di mamma si moltiplicavano. La sua bellezza inoltre continuava ad eccellere tra tutti i bambini del paese e, per via di una cosa e per via di un’altra, quel bimbo era sempre e costantemente al centro dello sguardo di sua madre. Una bella responsabilità per lui! C. non ha fatto nulla di male, ci mancherebbe, ma senza rendersene conto, e passatemi il termine, “ha soffocato di troppo amore” suo figlio. Vedete, per C., era inconsciamente anche l’appagamento di un suo bisogno. Baciarlo davanti alle altre mamme che non avevano un figlio bello quanto il suo (ovviamente questa era un’idea di C. avvallata dal giudizio della gente, è ovvio che ogni scarrafone è bello a mamma sua) le permetteva di primeggiare e ricevere sempre un mucchio di complimenti. Coccolarlo mentre lui stava male le permetteva di dire – Sto facendo il possibile per te, non preoccuparti ci sono qui io – il suo ruolo di madre lo stava svolgendo al meglio.

Ebbene, oggi questo bimbo soffre d’asma. Fortunatamente crescendo gli attacchi si sono calmati e sono diventati più leggeri. Gli altri due figli, successivi a lui, non patiscono di questo. Quel bambino era sempre al centro dell’attenzione e, nemmeno i fratelli minori ebbero tanta dedizione rivolta a loro, perciò non si ammalarono.

Come dicevo prima, con questo comportamento, quello che si trasmette al figlio, sono i seguenti messaggi:

mi raccomando stai bene, non farmi preoccupare!

guarda quanto ti amo, non deludermi!

sei la mia vita, vivo grazie a te! (….azz!)

Riuscite a immaginare l’enorme responsabilità che si butta addosso ad un esserino di pochi mesi o pochi anni il quale percepisce, a modo suo, il risultato di quel comportamento? Lo so che sembra impossibile ma è così.

Devo far di tutto affinchè mamma non stia male! Devo stare bene, devo essere bello, devo fare il bravo…. Devo, devo, devo…. altrimenti la deluderò e forse… forse non mi amerà più…” è normale non riuscire a respirare bene con ‘sto peso sul petto!

Il bambino percepirà di essere amato perché è bello o perché non sta bene (tant’è che molti individui esprimono sofferenza per ricevere considerazione e affetto).

Questo accade anche tra adulti, davanti ad un marito opprimente ad esempio, o una moglie asfissiante, piena di paure o esageratamente affettuosa.

Purtroppo, anche se quello che facciamo lo facciamo per amore, il troppo stroppia sempre e può divenire un problema. Le difficilissime – mezze misure – sono alla base di un rapporto sano ed equilibrato perché l’equilibro è la forza che muove l’intero Cosmo: il male e il bene, il freddo e il caldo, il giorno e la notte, il bello e il brutto. Senza una di queste cose non ci può essere nemmeno l’altra, il suo contrario, e il tutto forma la vita.

Amate, amate, più che potete ma cercate di lasciar andare il messaggio di un semplice e genuino amore puro e incondizionato senza nessun ritorno, perché pure se può essere incredibile, anche vedere il proprio figlio stare bene è un ritorno. Un ritorno che ci rende felici perché, senza quello, saremmo tristi e angosciati. Ma come si fa? Mica si può star sereni davanti alla malattia di una persona a noi così cara? No. assolutamente. E, a venirci ulteriormente contro, sono le idee e l’educazione che ci hanno inculcato attraverso la nostra cultura oltretutto. Per cui, come ripeto, le sfumature di grigio sono alla base. Bisogna essere forti e coraggiosi. Quando un nostro caro sta poco bene, e ci vede soffrire a causa di questo, si preoccupa ulteriormente di essere la causa del nostro dolore perché come noi vogliamo bene a lui, lui ne vuole a noi e non vorrebbe vederci così. Proviamo a rifletterci. Forse, basta non essere troppo estremisti.

Amiamo lasciando all’altro la piena libertà. La libertà anche di soffrire. Senza fargli sentire questo un peso o un danno maggiore. La libertà di scelta. Scegliere di fare anche quello che può non essere per noi un idillio. 

Il respiro è alla base di tutta la vita. Se stiamo male a causa di questo, e destiamo preoccupazione in coloro che amiamo, è come vedere tutta la vita andare male a causa nostra. Ci si sente indegni, non meritevoli di affetto e si respirerà sempre peggio.

Se ho esagerato con qualche concetto è stato per far capire bene il senso di questo articolo.

Prendiamo la vita più alla leggera e permettiamo a chi ci è vicino di fare altrettanto. Anche il respiro ne gioverà e sarà più fluido e “leggero” anche lui.

Prosit!

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La Destra e la Sinistra – Il Padre e la Madre

Niente Politica amici ma qualcosa di forse ancora più affascinante e misterioso. Il nostro corpo, la nostra anima, Noi.

Noi che abbiamo una parte Destra e una parte Sinistra. Ovunque. In ogni settore del nostro corpo e della nostra mente. E tutto ciò non indica soltanto l’essere mancini o destrorsi, l’argomento va ben oltre, più in profondità.

Ci sono diverse teorie a riguardo, che stravolgono spesso quello che sto per descrivervi, citandolo esattamente all’incontrario ma, ovviamente, io ve lo porgo per come l’ho studiato e per come mi sono ritrovata nel mio lavoro a notare che così era.

Partiamo dal nostro cervello per fare un discorso semplice e lineare. Il cervello che, come tutti sapete, è diviso in due parti: l’Emisfero Destro e l’Emisfero Sinistro.

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L’Emisfero Destro è la parte che si occupa e governa la nostra femminilità (anche negli uomini), la parte istintiva, emotiva, affettiva. La creatività, l’intuito. La parte più Spirituale di noi. E questo Emisfero, al contrario di quello che si può pensare, domina su tutta la nostra parte Sinistra; di tutto il corpo.

L’Emisfero Sinistro invece, quello più maschile (anche per le donne), è la parte più razionale e più tecnica che amministra l’attenzione, i processi muscolari e linguistici, della logica. La reazione. E governa tutta la parte Destra nel nostro corpo.

Possiamo dire, come cita simpaticamente il Dott. Raffaele Morelli in un modo che mi piace molto che: il lato sinistro del cervello è il nostro “ingegnere” mentre quello destro è il nostro “poeta”.

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Dal momento che si combinano regnando al contrario della loro posizione, come vi ho detto e come potete vedere nella prima immagine in base alle due frecce, possiamo quindi constatare che la nostra parte destra del corpo, diventa l’ingegnere e cioè la parte maschile, mentre quella sinistra diventa il poeta ossia la parte femminile. Al contrario quindi.

CERVELLO: destra/femminile, sinistra/maschile

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CORPO: destra/maschile, sinistra/femminile

E’ tutto chiaro? Ora vediamo di collegare queste parti del corpo ai nostri tanti disturbi. Dolori, incidenti, ferite, eruzioni cutanee, malformazioni, infezioni, inestetismi e chi più ne ha, più ne metta, problematiche di varia natura… se le avete, in quale parte del corpo vi hanno colpito? Quella destra o quella sinistra? E che cosa vi ha colpito e dove?

Vedete, da questa teoria del maschile e del femminile, si è presto arrivati a congiungere le nostre due parti con il nostro Marito o con la nostra Moglie. Con il nostro Fratello o con la nostra Sorella. Con il nostro Amico o con la nostra Amica. Ma più di tutto, e sopra ogni altra cosa, con il nostro Padre e la nostra Madre che hanno segnato la nostra natura fin dalla nascita e l’hanno Educata (Educare deriva dal latino Educere: Condurre, Trarre fuori,  Formare la personalità di una persona).

Destra=Papà / Sinistra=Mamma.

Che rapporto avete con loro? Con i vostri genitori. Oppure, che rapporto NON avete? Sono ancora con voi, vi mancano, vi fanno arrabbiare? Siete adulti ma loro governano ancora la vostra vita? Vostra Madre ha schiacciato la figura paterna o è successo il contrario? Sono stati aggressivi con voi? Vi hanno “abbandonato” (si può abbandonare un figlio in tanti modi)? Cos’hanno preteso da voi? Aiuto, amore, diligenza, obbedienza, onestà? Insomma, quante cose… potrei continuare all’infinito. Tutte cose che tornano a galla durante la nostra esistenza. Oh già!

Vi porgo alcuni esempi:

GENGIVITE? Nella psicosomatica signica: Paura di fare una scelta sbagliata e di non poter tornare indietro. Qualcosa impedisce di scegliere. E’ più a destra o più a sinistra quest’infiammazione delle mucose gengivali che, per natura, “AVVOLGONO/PROTEGGONO” i denti come dovrebbe fare un genitore nei confronti del proprio figlio? Mamma o papà non vi hanno permesso di sbagliare, di fare le vostre scelte? Le hanno o le avrebbero giudicate troppo e in modo a voi non consono? Vi hanno, in qualche modo messo in testa che non siete in grado di decidere o che il pericolo è sempre dietro l’angolo? Probabilmente, per il vostro bene, ma l’hanno fatto, non si sono resi complici di voi. Dei vostri eventuali “errori”. Non vi hanno fatto sentire il loro sostegno.

Oppure, come abbiamo visto prima, potrebbe essere ora vostro Marito o vostra Moglie ma… se soffrite di questo, è perchè in cuor vostro, nel vostro inconscio, giudicate ancora il comportamento del genitore e lo riversate sul vostro partner. E’ un meccanismo del quale nemmeno vi renderete conto.  Vediamo un altro esempio.

CONGIUNTIVITE? Cosa vorreste rivedere e non potete, o cosa non volete vedere più? Vedere nel senso di “rivivere”. Occhio destro o sinistro? Cosa vi hanno fatto vostra madre o vostro padre di male (sicuramente senza volerlo o forse si)? Oppure, chi vi manca? Chi dei due volete vedere ora? Ora che soffrite di questa infezione all’occhio?

Ce l’avete con un uomo? Un collega, un compagno, un amico? Ce l’avete con una donna? Una situazione che state vivendo a causa di una figura femminile proprio non vi va giù?

GINOCCHIA? Un’articolazione molto flessibile delle nostre gambe quindi – del nostro andare avanti nella vita -. Il Ginocchio indica la stessa flessibilità nei confronti della nostra esistenza e con quanto orgoglio/dignità viviamo. Come prendiamo la vita? “Mi spezzo ma non mi piego”. Oppure mi piego troppo, come in una sorta di sottomissione, oppure ancora mi irrigidisco orgoglioso. Destro o Sinistro? Quale genitore vi ha provocato questo modo di vivere? Vi ha obbligato a piegarvi al suo cospetto magari o davanti agli altri. E così fate o, per reazione, non volete più fare. State cercando di imitare un vostro genitore, ma state vestendo dei panni che non sono i vostri e li trovate scomodi? O siete persone troppo influenzabili che virano a seconda di dove gira il vento? Poca stabilità. Poca convinzione nella vita.

Ogni punto del corpo è collegato a un messaggio.

Molto spesso capita che il disturbo fisico si propaghi da ambe le parti, può essere un fenomeno naturalmente e ovvio, e questo perchè probabilmente tutti e due i genitori erano sulla stessa lunghezza d’onda o, uno dei due, non ha fatto nulla perchè ciò cambiasse e ha quindi, in qualche modo, acconsentito l’atteggiamento dell’altro genitore.

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Attraverso questo, scaturiranno da lì altri disturbi fastidiosi nel voler punire quel genitore che ha permesso succedesse, da parte dell’altro, la cosa spiacevole. Accade tutto a livello inconscio ma è bene rifletterci sopra e conoscere certe dinamiche.

Spesso, si entra in un circolo vizioso che può essere conclamato, o in un susseguirsi di malesseri, o nel cronicizzarsi dei malesseri stessi.

Perdonare è la cosa migliore. Perdonare e liberarsi di tutto ciò che ci ha fatto soffrire. Perdonare noi stessi per come abbiamo nutrito certe memorie. Perdonare visto come “lasciar andare”, “staccarsi” e concentrarsi il più possibile sulla nostra natura profonda e su quello che esige.

Non è facile, lo so, ma è l’unico rimedio. Tornerò su questo argomento perchè è molto lungo ma sappiate che, ogni parte del vostro corpo, che viene in qualche modo intaccata, nasconde un perchè che fa parte della vostra esistenza. Soprattutto, della prima parte della vostra esistenza.

Prosit!

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