Far male credendo di non meritare Amore

OCCORRE APRIRE LA MENTE

Quando sei convinto di non meritare amore sei anche convinto, automaticamente e indirettamente, di non essere amato. La teoria sembra concludersi qui. Al massimo puoi comportarti come una vittima, o rispondere al mondo come un micragnoso, reagire con la cattiveria e la durezza, o ancora, puoi decidere di trasformarti nella nuova Madre Teresa di Calcutta per assicurarti più affetto possibile di ritorno, a te la scelta, fatto sta che… chiudi il cerchio. Non vai oltre.

Ora, io invece, andrei oltre.

C’è un tasto che occorre pigiare e che dovrebbe far suonare un campanellino. Questo non accade sempre ma, “se sei fortunato”, incontri chi te lo dice e te lo mostra e, quel campanello, lo fa anche suonare. La frase, “se sei fortunato”, è ovviamente una battuta. Siamo tutti fortunati allo stesso modo, solo che c’è chi ad un certo punto della vita decide di porsi delle domande e cercare una risposta, decide di fare valutazioni, decide di aprire la mente e provare a guardare anche da altre angolazioni e c’è, invece, chi rimane fossilizzato nel suo brodo tiepido e corroborante e continua per la sua strada.

Comunque… il tasto da cliccare è quello del DOLORE CHE SI PROVOCA AGLI ALTRI.

DOLORE TREMENDO DOLORE

Ebbene, nel momento in cui si è convinti di non essere amati non si pensa quindi di poter far del male. E’ ovvio. “Se tu non provi sentimento per me, se tu con me non ci metti il cuore, come posso io ridurtelo a brandelli? Posso fare ciò che voglio, tanto tu non provi sentimento per me, quindi, non soffri”.

Vedi, sembra una banalità questa ma credimi che non sempre la si considera. Non la si tiene da conto. Non ci si pensa. Non ci si accorge. E’ come un subdolo meccanismo che si ossida indisturbato nella nostra parte intrinseca e, da lì, governa in sordina, come un boss.

Sembra impossibile.

Ma tanto, a lui/lei, cosa gliene frega… -… e allora si fanno cose e si dicono cose che in realtà possono ferire. Si fanno cose e si dicono cose che appartengono al nostro piccolo mondo, nel quale siamo solo io e me e me e io, senza amore, senza valutazione, senza nulla. Oppure… non si dicono e non si fanno certe cose che invece farebbero piacere all’altro. Quest’ultimo fenomeno accade soprattutto per paura del giudizio altrui. – Se non mi ama e io invece così facendo gli dimostro amore, ci faccio una bella figura di cacca! -. Questo è il pensiero.

DAL MOMENTO CHE VIVI ASSUMITI LE TUE RESPONSABILITA’

Bisogna pensare alla responsabilità che si ha.

Bisogna credere di poter e dover avere una responsabilità. E bisogna chiedere scusa. Ma, per chiedere scusa, occorre riconoscere il torto.

Non c’è colpa nel momento in cui una cosa non la si conosce ma, quando ci si rende conto che è possibile aver fatto male (perchè sì, è possibile, anche se sei l’essere più buono del mondo puoi far male) bisogna saper domandare perdono e provare a curare e risanare certi tagli creati.

All’improvviso, ci si accorge che non si è solo vittime, che non si deve solo arrancare, che non si è in disparte, che non soltanto ci piove tutto addosso, ma che anzi, possiamo essere degli ingannevoli carnefici. Mi si perdoni il termine. So che può sembrare esagerato ma è così, perché il dolore che si può provocare può essere così grande nell’altro che si è veramente degli oppressori. Se però questa parola continua a sembrarti “troppo”, ti voglio mostrare un altro aspetto. Vorrei tu la riconoscessi come tale perché solo riconoscendoti così, quasi come un aguzzino, forse puoi cambiare le cose e vivere meglio te oltre che far vivere meglio chi ti sta attorno. Non sentirti in colpa, non soffermarti lì, vai avanti, siamo qui apposta. Con le colpe non risolvi niente e il senso di colpa ti uccide. Devi lasciarlo perdere, nessuno ha colpe, vai avanti e vivi. L’aspetto che voglio mostrarti è questo:

Quanto grande sei?

Cosa sei?

Quanto amore hai dentro?

Quanto sei degno?

Ecco. Fermati. Credi a me: qualsiasi cosa tu possa pensare di te stesso e qualsiasi cosa gli altri, durante la tua esistenza, ti abbiano fatto credere – TU SEI UN ESSERE MERAVIGLIOSO E DIVINO -. No, non è una frase fatta. E’ così. SEI UNICO. Siamo in sette miliardi su questo pianeta, altri sette miliardi saremo e sette miliardi siamo stati ma tu sei stato, sei, e sarai sempre e per sempre l’UNICO e il SOLO. Inimitabile. In qualsiasi famiglia tu possa essere nato, in qualsiasi società, in qualsiasi tempo, qualsiasi lavoro tu possa fare, qualsiasi scuola tu possa aver frequentato sei FIGLIO DI QUESTO IMMENSO MOVIMENTO CHE SI CHIAMA UNIVERSO O CREATO. Sei figlio del TUO momento. Non puoi dire di no e non puoi non accettarlo, così è. Capisci? Pertanto, sei un insieme di fisicità, di mente, di anima, di spirito e di energia. Pertanto sei un insieme di emozioni e di pensieri. Pertanto sei un insieme di cose uniche che solo a te possono appartenere. Pertanto sei uno scrigno pieno d’amore. L’amore è dentro ciascuno di noi. Soltanto soffocato e nascosto a volte. Sei un creatore d’amore, non pensare ora a quanto ne ricevi, o a quanto ne dai o credi di darne, pensa solamente a quanto PUOI PROVARNE DENTRO. Queste non sono solo “belle parole”, questa è la realtà. Sei un creatore d’amore, una fabbrica sempre accesa. Lascia divampare la scintilla e ne diventerai un generatore. Considera però che sei già un generatore d’amore per un’ovvia legge universale. Sei un animale, non puoi non avere amore dentro. E se hai amore dentro, non solo puoi regalarlo al mondo intero ma puoi riceverlo, ne sei DEGNO, tu soltanto ti sei posto l’etichetta del “NON DEGNO”, nessun altro ha il potere di etichettarti così, solo tu gliel’hai permesso.

Tu sei un Essere Umano e come tale HAI DELLE RESPONSABILITA’.

Ora, detto questo, è davvero semplice ed elementare capire come si può essere importanti per qualcuno. Capire che amor si può meritare. Capire che, se a quell’amore non si corrisponde, colui che ci ama soffre. Perché la tua unicità, nessun altro individuo su questo pianeta può dargliela.

Un qualcuno al quale non avevamo mai dato peso prima d’ora; non sotto questo punto di vista per lo meno.

Serve provare. Provare per capire. Farsi male ma tentare. E le risposte arrivano.

CAMBIA LA DOMANDA

Serve lasciarsi andare un attimo, mettere da parte la paura e farsi questa domanda – E se mi amasse davvero? Se fosse vero, io come reagirei a questo? -. Ti renderai conto che la tua azione, rispetto a quello che avevi deciso di dire o di fare cambia, è totalmente diversa ed è proprio questa diversità che ti mostra come ti comporti anziché come ti comporteresti. Noterai quanto è GRANDE questa differenza e tanto è grande lei, tanto è grande il male che puoi fare, per questo sei un carnefice. Sei un carnefice perché sei così immenso, così potente, così magnifico che, queste caratteristiche, se prese all’incontrario, non possono che trasformarti in un pessimo esecutore dell’incubo. Crea il sogno invece e vivilo, cerca di non aver paura dell’illusione. L’illusione la crei tu, lei non ha potere alcuno su di te. Solo tu puoi renderla forte o meno.

Prosit!

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Il Bullismo non raccontato

“Chi è il BULLO? Colui che si nutre delle NOSTRE paure….”

…questo mi capita, a volte, di leggere e di sentire.

Ebbene… no! Si nutre delle SUE stesse paure. Le alimenta oltre che alimentare se stesso attraverso loro.
Chi ha bisogno di mostrare certi modi di fare come l’arroganza, chi ha bisogno di ostentare prevaricazione, derisione e altri scenari, è perchè è un DEBOLE! Un INSICURO!
Se passassero questo messaggio attraverso i mass-media, forse, a furia di sentirlo dire, chi è vittima del bullismo acquisirebbe la forza di sentirsi migliore e degno di pace e stima anzichè scherno.

Non è grande chi ha BISOGNO di farti sentire piccolo – da questo slogan già si evince come il bullo sia fondamentalmente un BISOGNOSO…

Il bullo è un debole! Il bullo è un debole! Il bullo è un debole!

Come un mantra, giornali e televisioni, dovrebbero inculcare questo messaggio nelle menti della gente, sia per sminuire ancora di più il bullo, che si sente “scoperto”, sia per rinforzare l’oppresso.

Messaggi veloci, lampanti, adatti ai giovani che sono le vere vittime.

Ora, io so bene che è stato fatto molto lavoro sul sensibilizzare la popolazione verso questo fenomeno, so anche che dove c’è un professionista del campo, queste informazioni vengono passate e so anche che è vero che il bullo si nutre, in un certo qual modo, delle paure di chi ha preso di mira. E’ tutto vero. Ma vorrei si premesse di più sul tasto che ho descritto.

Occorre spogliare questi soggetti, renderli vulnerabili molto di più di quello che si fa. Trasformarli in una radiografia. E il potere dei mezzi di comunicazione può farlo. Solitamente viene spiegato il fattore, vengono dati consigli a chi riceve questo trattamento, viene raccomandato loro di comunicare il disagio a scuola o in famiglia… – il non aver paura di parlare -, su questo, si impegna chi vuole aiutare, ed è giustissimo e utile, ma poche volte si intende svestire il carnefice dei panni finti che indossa.

Bisogna togliergli la maschera affinchè l’oppresso possa vederlo bene e capire che, in fondo, è soltanto un individuo con più problemi di lui e persino più fragile di lui.

Sappiamo tutti come la pubblicità e il marketing, per citarne due, riescono a condizionarci inconsciamente mandando messaggi, anche subliminali, alla nostra parte inconsapevole. Avvisi che poi ci governano e ci fanno decidere. Ci trasformano. Le notizie che sentiamo hanno la capacità di infonderci paura ad esempio, come nel caso del Telegiornale, perché si concretizzano e si fossilizzano in noi. Vengono recepite dal nostro cervello e accantonate in un angolino dove formano un mucchietto che cresce sempre di più, fino a diventare grande e a renderci schiavi e servi di un sistema enorme.

Bene, perché allora non fare la stessa cosa con questa informazione? Perché non fissare all’interno delle menti che il bullo è un titubante, un insicuro, un irresoluto? Un poveretto insomma…. Solo un poveretto. Ho molto rispetto anche del bullo, proprio perché lo considero una vittima anch’esso, ma permettetemi il termine “poveretto”, anche se può apparire offensivo, perché questo aggettivo infonde il giusto senso in chi riceve attacchi di bullismo. Diventa uno strumento. Capite?

Le cose iniziano a cambiare se si vede il bullo come un povero “meschin” (si dice nel mio dialetto), che fa tenerezza, anziché un violento e aggressivo personaggio che ha una potenza e una forza e una determinazione in grado di distruggere.

Capisco che è difficile. Che quando l’abuso si presenta è davvero dura pensare che abbiamo un essere in realtà inferiore davanti a noi, ma ci sono professionisti ed esperti in grado di divulgare questa informazione, ne sono certa, educando così, piano piano, ad una visione differente. Persone che studiano da anni la mente umana e la psiche delle persone e che sanno sicuramente come affrontare al meglio questa tematica. Mi piacerebbe avessero la possibilità di esprimerla. Di farla conoscere. Di più.

E ora, prima di concludere l’articolo, vorrei parlare direttamente a chi subisce atti di bullismo:

Il mio pensiero ti potrà sembrare strambo, ma impara a guardarti dentro. Non guardare lui, guarda te. E non guardarti come una vittima. Osserva attentamente, e se lo fai nel modo giusto, noterai che in te esiste la stessa derisione e la stessa considerazione nei confronti di te stesso che il bullo ti sta regalando. Osserva le tue oscurità. Ossia, tu per primo, ti stai sottovalutando e ti stai credendo inferiore. Tu per primo ti snobbi. Pensi di non valere, hai una bassa autostima di te. Questa non è una colpa, non hai colpe di nessun tipo, ma hai delle responsabilità. La responsabilità, ad esempio, di sentirti meno di quello che vali. Il bullo, che tu ci creda o no, è uno specchio, o meglio, è un riflesso, il riflesso di quello che hai dentro e che la tua anima ti sta mostrando attraverso le azioni aggressive di un’altra persona. Se non guarisci da questo che ti porti dentro, se non trasformi queste emozioni che hai tu, continuerai a incontrare nella vita persone che vogliono prevaricarti, o aggredirti, o deriderti. Trasforma la tua svalutazione in stima, trasforma la tua rabbia in serenità, la tua tristezza in gioia, perché le emozioni che il bullo ti mostra sono già tue. Pensa davvero a come ti reputi, a che reputazione hai di te e noterai quello che ti sto dicendo. Non esiste la sfortuna. Non sei un bersaglio qualsiasi, sfigato, c’è sempre un motivo, e questo non vuol dire che lo meriti. Ma per crescere bene, per evolverti, per innalzarti come Essere e in modo spirituale ti è stata data la possibilità di vedere. Soffri, piangi, lamentati dell’ingiustizia, sfogati, fai bene, ma cerca di usare del tempo per percepire questo. Perdonati. E perdona anche lui. Attento, perdonare non significa condonare, non significa permettere all’altro di rifarci lo stesso male, ma perdona, perché perdonando lo stacchi da te, non fa più parte di te. Tu sei tu. Non sei il bullo. Non sei nemmeno il male che ti sta causando. Perdonando concedi a te stesso la serenità. Se vuoi, anche facendoti aiutare, puoi trasformare la tua vita in una meraviglia. E’ così”.

Prosit!

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Liberiamoci Dei Rompipalle 6° – IL MANIPOLATORE

La persona manipolatrice è davvero particolare. Quante cose ci sarebbero da dire sul suo conto! E quanti strani meccanismi include questa personalità. Non so nemmeno se riuscirò a spiegarla al meglio perché, credetemi, è davvero incredibilmente ricca di sfaccettature con infinite dinamiche e un funzionamento realmente variegato.

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Il Manipolatore è un soggetto molto conosciuto ma, nonostante tutto, continua a mietere vittime, giorno dopo giorno, perché lo si conosce etimologicamente e se ne conoscono le caratteristiche psicologiche ma difficilmente si riesce a identificare sul campo, in azione.

Se si è vittime di questo tipo di individuo, non ci si rende conto che si ha a che fare proprio con chi manipola i nostri sentimenti e il nostro essere.

La persona manipolatrice può manipolare in diversi modi: attraverso l’aggressività, l’inganno, o addirittura costruendo un palcoscenico che la vede come un tenero agnellino, davanti al quale cede anche chi meno se lo aspetta.

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Oggi è stato riconosciuto persino il gaslighting, come forma di abuso mentale. Si tratta anche qui di una violenza psicologica che tenta di modificare addirittura la percezione della realtà di una persona e, in questo articolo che vi segnalo, è ben descritto http://psicoadvisor.com/essere-vittime-di-abusi-mentali-senza-accorgersene-il-gaslighting-994.html

Sì, il Manipolatore arriva ad usare l’altro attraverso parecchie strategie. Alcuni Manipolatori si rendono conto di esserlo e lo fanno con cognizione, sapendo di provocare del male nel prossimo; altri invece lo sono inconsciamente.

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Il Manipolatore, in genere, è comunque un soggetto che cerca la soddisfazione dei propri interessi e bisogni abusando degli altri e, molto spesso, può essere dotato di un’intelligenza sopra la media. Sa bene dove mirare e quali macchinazioni usare per appagare le sue necessità. Uno tra i più noti è il Narcisista che non è soltanto un individuo amante della propria immagine riflessa allo specchio, come molti credono bensì, si stratta di una personalità davvero complessa e tra le più devastanti per chi la subisce dall’esterno come vittima ma anche per chi la porta dentro.

C’è una cosa che va sottolineata; mentre il Falso racconta bugie a chiunque, persino a se stesso, il Manipolatore invece, pur essendo anch’egli falso, conosce perfettamente la sua vittima e la sceglie con cura; non manipola chiunque. Questo dimostra come sia la vittima stessa a farsi manipolare altrimenti, il Manipolatore, non avrebbe modo di esistere, ma andiamo con ordine.

Solitamente questo tipo di “persona nociva” tende a sminuire offendendo la persona che ogni giorno gli sta affianco (la manipolazione è un lavoro lungo e duraturo, non avviene in un minuto come la menzogna raccontata) ma, come dicevo prima, possono esistere invece casi in cui si dimostra carino e servizievole (accontentando la vittima si assicura di poter ottenere ciò che gli farà comodo in futuro) solo allo scopo di soddisfare ed esaudire i propri desideri. E’ comunque sempre uno sfruttatore.

Pensate che addirittura, sovente, agli occhi degli altri, la vittima sembra lui!

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Ho conosciuto tempo fa una coppia di amici in cui lui era invidiato da tutte le donne. Carino, affettuoso, innamorato perso di sua moglie. Il marito che tutte desiderano. In realtà, questo ragazzo, aveva solo bisogno di lei. Negli anni gli erano accadute diverse brutte situazioni da risolvere e soprattutto durante la sua vita di coppia: problemi con i propri genitori, problemi di salute, problemi con la legge e molto altro.

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La moglie, affetta sicuramente da – sindrome della crocerossina – (le migliori vittime per un manipolatore/insicuro/egoista) risultava essere il suo faro nella nebbia e lui sembrava avere occhi solo per lei finchè, un bel giorno, un giorno qualunque, dopo dieci anni di matrimonio, sparì abbandonando moglie e figli e iniziando la sua nuova vita. Stop. I problemi più gravi della sua esistenza ormai erano stati risolti, adesso poteva preoccuparsi di trovare qualcun altro disposto a servirlo in altri contesti. Aveva probabilmente notato, da bravo vampiro energetico, che dalla moglie esausta, dopo dieci anni di aiuto, non poteva più succhiare nulla. Andò via senza dare spiegazioni, senza avvisare, senza preparare nessuno al suo gesto.

Ovviamente la ragazza soffrì moltissimo mentre lui godeva di una nuova realtà pronto a ricercare un’altra fontana dalla quale potersi dissetare. Il Manipolatore è infatti anaffettivo. Non è capace ad amare ha solo del “bisogno”. E’ egoista, egocentrico, spesso egotista. Convinto di avere sempre ragione non riesce a mettersi nei panni dell’altro. Difficilmente ammette di avere torto almeno che non gli serva a manipolare ulteriormente.

Addirittura egli confessò di non avere nessun senso di colpa nei confronti di lei e dei bambini e di avere la coscienza completamente pulita. Ma è ovvio, lo pensava davvero. I suoi schemi mentali erano quelli. Il Manipolatore non è empatico; nonostante riesca a capire bene cosa vuole l’altro e si offre di darlo per essere ripagato, non capisce e non sente i sentimenti provati dalle altre persone.

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Il Manipolatore è comunque, alla base, un BISOGNOSO e lo siamo un po’ tutti in fondo ma alcuni esagerano.

Il Manipolatore, pur arrivando a credersi grande e potente, può avere molte paure, addirittura fobie.

E’ sempre invidioso di chiunque ma ama anche creare invidia negli altri. Ama piacere. Giudica, ma teme il giudizio.

Solitamente si pensa al Manipolatore come una persona aggressiva e autoritaria che impone il suo volere ma spesso invece, il suo operare, può rivelarsi subdolo. Molto subdolo e può durare anni interi.

La madre che regala al proprio figlio una maglia come piace a lei, obbligando il giovane a mettersela perché l’ha acquistata “con tanto amore”, e sarebbe un dolore tremendo vedere che lui non la indossa, sta attuando una pratica di manipolazione.

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Prodigarsi in mille faccende ed essere generosi oltre le righe, pur di avere l’affetto dei propri cari, comprando un amore che altrimenti non sarebbe tale, è manipolazione.

Ma come ci si può difendere da questi individui?

Innanzi tutto il Manipolatore riesce ad agire solo se si trova davanti una persona che non ha un’elevata autostima.

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Bisogna per prima cosa mettere davanti la nostra dignità e poi la gentilezza.

Per chi non ha autostima e pensa di non meritare amore come semplice essere umano, appagare le necessità di un altro e vedersi corrisposti è l’estasi totale, ma bisogna fare attenzione a chi si ha di fronte perché, nel caso del Manipolatore, si sta dando tutta la nostra vita in mano a chi se ne approfitta soltanto.

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Quindi se dopo qualche tempo accanto ad un individuo che può essere un amico o un parente, che frequenti giornalmente, inizi a sentirti brutto/a, non adatto/a, pieno di lacune in diversi ambiti, etc… prova ad addrizzare le antenne. Probabilmente è lui a farti sentire così pur non dicendotelo chiaramente.

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Impara ad ascoltare la voce del tuo cuore e del tuo intuito, se senti che c’è qualcosa di poco chiaro valuta bene quella persona, prova a scansare un attimo l’affetto che provi per lei e osservala dal punto di vista razionale. Chiedi aiuto ai tuoi amici, quelli meno coinvolti, se tu sei innamorato/a, ad esempio, forse non riesci a vedere chiaro ma loro sì dall’esterno.

Se ti rendi conto che stai dipendendo in qualsiasi modo da qualcuno, fosse anche tuo figlio, fatti delle domande ed elimina questa sorta di dipendenza voluta o meno dalla tua vita.

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Non essere ingenuo, non credere a tutto anche se a parlarti è la persona più importante della tua vita, cerca di sondare il terreno e soprattutto non aprirti esageratamente con lei. Ci sono dei segreti che appartengono solo a te. Sfogandoti e tirando fuori le tue più intime riflessioni, in realtà dai in mano al Manipolatore un mucchio di armi adatte a manipolarti.

Diffida anche da chi non trova mai un difetto in te, da chi ti loda in continuazione soprattutto in caso di convivenza. Le caratteristiche negative le abbiamo tutti e prima o poi saltano fuori e danno fastidio, ma chi ti reputa sempre perfetto/a potrebbe avere altri scopi nella vita, diversi da quello dell’amarti e basta.

In ultimo, chiediti sempre perché un Manipolatore è entrato nella tua vita. Sei forse una persona che giudica le caratteristiche di un Manipolatore? Sei forse una persona senza midollo che si lascia troppo guidare dagli altri? Insensibilità, falsità e menefreghismo ti irritano? Bene. Continueranno ad irritarti finchè tu non impari ad accettare e amare queste caratteristiche nell’altro, perché se le vedi fanno anche parte di te e perché non spetta a te giudicarle. Giudicando ti abbassi ad un livello che è all’opposto di quello che tu sei o potresti realmente essere.

O forse sei una persona troppo incline a servire gli altri e appagarli? Forse stai mancando di rispetto a te stesso/a pur di rendere felice chi ti sta davanti ma, per la tua parte intrinseca, per la natura, questo non è un bene perché se le cose stanno così significa che non ti ami e che ti reputi un burattino. Ascolta la tua anima e anche se può sembrarti assurdo, ringrazia quel Manipolatore che è entrato nella tua vita; o per un motivo o per l’altro, ha fatto si che tu, capendolo e riconoscendolo, ti elevassi come persona.

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Oppure ancora, senza volerlo, inconsciamente, sei un Manipolatore a tua volta? Riflettici e prova ad appagare i tuoi bisogni in altri modi, senza calpestare gli altri, perché solo così troverai la vera felicità.

Ricorda, la vita, attraverso persone, cose o situazioni, ti mette sempre davanti uno specchio grazie al quale poter vedere cosa si cela realmente in te. Impara ad osservare attentamente.

Prosit!

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